Bracconaggio sull’Isola del Giglio
Volontari LAC in supporto al coordinamento “Guardiani dei mufloni” sono presenti in questi giorni sull’isola del Giglio come osservatori a protezione della fauna selvatica, per segnalare eventuali episodi di caccia legale e bracconaggio e per verificare quanto accaduto sull’abbattimento dei mufloni.
LAC nel corso degli anni ha svolto campi antibracconaggio all’ isola del Giglio ed il fenomeno che sembrava fosse in netta diminuzione, se non del tutto debellato, è ora invece ripreso con forza. Si è vista una recrudescenza del bracconaggio con l’utilizzo di lacci per la cattura del coniglio selvatico, complici probabilmente le ultime leggi da parte del governo in favore della caccia, le delibere di Regione Toscana di abbattimento dei Mufloni, l’ufficializzazione da parte del Parco di catture ed eradicazione di questa specie. Disseminati bossoli di cartucce utulizzate ed abbandonate, anche nei vigneti e in prossimità degli stessi nei quali si produrranno vini pregiati.
“In questi giorni stiamo rinvenendo una grande quantità di lacci per la cattura di mammiferi, assieme ad esche e bocconi avvelenati, su tutta l’isola ed addirittura nel Parco Nazionale!” dichiara un attivista.
E’ stato chiesto l’intervento dei carabinieri, che sono intervenuti effettuando il sequestro di trappole e lacci, e seguirà denuncia alla procura di Grosseto. Vogliamo infine, ed oltre a quanto sopra, denunciare una importante presenza di appostamenti abusivi di caccia.
Serve una presa di coscienza e una dura opposizione a questo saccheggio del patrimonio naturale che non è infinito ed è irripetibile.
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