Liguria-pasticci a favore dell’illegalità venatoria

Un “aiutino da casa” per chi ha richiami vivi provento di catture illegali in natura

Legge di Bilancio 2024  in Regione Liguria / Ancora pasticci last-minute in materia di fauna selvatica

Puntuali come ogni anno, arrivano gli emendamenti horror, da infilare  senza troppi clamori in corso d’esame delle ” Disposizioni collegate alla legge di stabilità della Regione Liguria per l’anno finanziario 2024”.

Un emendamento della maggioranza, a seguito di alcune denunce effettuate in provincia di Genova dai Carabinieri a cacciatori che detenevano  richiami vivi con anelli di identificazione alle zampe risultati contraffatti, propone la possibilità di sostituire le marcature degli “allevatori” con altre fornite dalla Regione Liguria.

Un escamotage per aggirare l’obbligo statale di utilizzare nella caccia solo uccelli da richiamo nati in allevamento, muniti di un anello metallico privo di punti di apertura che non potrà più sfilarsi appena i pulcini di tordi o merli nati in allevamento avranno qualche settimana di vita in più.  

Un “aiutino da casa” della Regione, diciamo così, per evitare a chi ha incautamente acquistato richiami vivi provento di catture illegali in natura, con anelli “ballerini”, debba ritrovarsi a giustificare l’uso fraudolento di marche identificative che hanno funzione di pubblica autenticazione.

In pratica, un favore ai soliti disonesti.

Inoltre, al fine di sanzionare in via amministrativa (da 500 a 2.000 euro)  coloro che  -certamente in modo sbagliato e irresponsabile- alimentano i cinghiali in città, comportamento che però già costituisce reato sin dal 2015, qualche consigliere regionale pasticcione ha formulato il proprio emendamento in modo estensivo; nel senso di sanzionare chi alimenta in città ogni animale incluso nella lista ministeriale del 1996  delle specie “pericolose”, che però include leoni, tigri, cobra e coccodrilli.

Il  risultato giuridico sarebbe grottesco : si vuole istituire  una sanzione amministrativa  regionale di 666 euro (un terzo del massimo, se si concilia entro 30 giorni) per chi alimenta un leone che dovesse gironzolare lungo Genova e Savona.

Queste sono le competenze amministrative che mette in campo una buona fetta del nostro costoso Consiglio Regionale.

 

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