Salvi gli orsi, un’altra sconfitta per il Presidente della Provincia di Trento Fugatti.
 
Il TAR di Trento sospende le ordinanze di uccisione di JJ4 e MJ5 e rimanda alla Corte di Giustizia Europea

LAC ha proposto i ricorsi contro le ordinanze della Provincia di Trento patrocinata dallo studio dell’avvocato Claudio Linzola di Milano, da sempre impegnato nella difesa della fauna selvatica e ambiente.

Le ordinanze del Tar chiariscono che bisogna sempre considerare una gradualità e proporzionalità tra le varie misure in base alla Direttiva Habitat, oltre all’abbattimento, ad esempio, ci sono anche altre misure alternative: la cattura con il rilascio allo scopo di radiomarcaggio e spostamento, la cattura per la captivazione permanente, misure interdittive dell’area ecc. e queste misure non sono state preventivamente considerate dalla Provincia di Trento.

Il Tribunale ha ritenuto poi necessario acquisire l’interpretazione della Corte di giustizia dell’UE in ordine alla Direttiva Habitat, in riferimento all’applicazione delle deroghe. L’articolo 6 della Convenzione di Berna del 16 settembre 1979, stabilisce il dovere di assumere ogni iniziativa appropriata e necessaria per assicurare la protezione della fauna selvatica e proprio in base a questo articolo, l’Unione Europea ha approvato la Direttiva habitat la quale dedica l’articolo 12 il regime di rigorosa tutela delle specie protette, l’orso bruno compreso, e l’articolo 16 alle possibili deroghe ai divieti medesimi.

La Provincia di Trento, come autorità che decide la deroga, ha l’onere della prova dell’esistenza di soluzioni alternative e delle condizioni richieste per ciascuna deroga.

Il Consiglio di Stato aveva infatti ritenuto il decreto della provincia di Trento, (n.10 /2023) nella parte in cui dispone l’abbattimento dell’orsa “sproporzionato e non coerente con le normative sovranazionali e nazionali che impongono l’adeguata valutazione di misure intermedie”.

La tutela della biodiversità mediante la conservazione della fauna selvatica, come orsi e lupi, è di interesse comunitario, occorre quindi trovare soluzioni reali e condivise per la coesistenza uomo-orso in Trentino.

La LAC continuerà nella sua battaglia poichè il tema dell’orso continua ad essere “gestito” più sul piano politico e demagogico che non su quello tecnico-scientifico e le responsabilità da parte della Provincia di Trento sono evidenziabili anche approfondendo la lettura del PACOBACE (Piano di Conservazione Interregionale dell’Orso Bruno sulle Alpi Centro-Orientali) che prevedevano azioni di prevenzione, comunicazione ed informazione che in buona parte risultano inattuati.

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