TAR Veneto accolto ricorso sulla legittimità della partecipazione delle ass. venatorie
Vittoria al TAR di Venezia: Vacilla il "Privilegio" delle Associazioni Venatorie
Ora sarà la Consulta a decidere sulla legittimità dell'obbligo di notifica alle associazioni venatorie nei ricorsi animalisti.
Ripristiniamo la parità dei diritti davanti alla legge.
VENEZIA, 5 Maggio 2026 – Una crepa profonda si è aperta nel muro di tutele legislative introdotte da governo Meloni che favorisce il mondo venatorio.
Con l’ordinanza n. 01037/2026 sul calendario venatorio 2025/2026, il TAR del Veneto assesta un colpo decisivo a una norma introdotta di recente da questo Governo considerata ingiusta e discriminatoria.
Grazie all'azione legale della LAC — assistita dallo Studio Linzola insieme a LNDC, LIPU, LAV e OIPA — i giudici hanno giudicato irragionevole la recente modifica legislativa (art. 18, c. 4, L. 157/92) che obbliga ogni volta le associazioni ambientaliste a notificare i propri ricorsi anche a tutte le associazioni venatorie nazionali, rimettendo gli atti alla Corte Costituzionale.
Si apre così una crepa profonda sulle tante leggi introdotte dal Governo Meloni, le quali favoriscono il mondo venatorio appesantendo l'iter legale di chi difende gli animali. La normativa attuale, infatti, costringe chi difende la fauna a invitare formalmente al tavolo del giudizio proprio chi quegli animali vuole abbatterli, trasformando la difesa della natura in un paradosso burocratico.
Secondo il TAR, tale obbligo non è altro che un privilegio ingiustificato rispetto a qualsiasi altra categoria di cittadini.
Coinvolgere sistematicamente i cacciatori ostacola e rallenta la tutela della fauna selvatica, bene indisponibile dello Stato, violando il principio di "effettività della tutela giurisdizionale".
Il tribunale ha dunque riconosciuto che il diritto di difendere l’ambiente non può essere ostaggio di ostruzionismi fatti per compiacere una lobby.
Grazie all'azione legale della LAC, unita alle associazioni LNDC, LIPU, LAV e OIPA, il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) per il Veneto ha sferrato un colpo decisivo contro una norma considerata ingiusta e discriminatoria.
Verso la Consulta
La palla passa ora alla Corte Costituzionale, che dovrà decidere se cancellare definitivamente questo iniquo obbligo di notifica. Se la norma venisse dichiarata incostituzionale, i ricorsi contro i calendari venatori diventerebbero più snelli, rapidi ed efficaci, garantendo alla fauna una protezione legale finalmente equa.