Strage di lupi in Abruzzo e in altre regioni
Strage di lupi in Abruzzo: 21 esemplari uccisi
Numero impressionante, al quale vanno aggiunti i lupi uccisi in altre regioni
LAC chiede lo stop immediato agli abbattimenti e più tutela
L’Aquila, 24 aprile 2026 – È un bilancio drammatico quello che emerge dalle recenti attività di monitoraggio nel cuore dell’Appennino: 21 lupi sono stati uccisi illegalmente in Abruzzo, vittime di atti di bracconaggio e dell’uso criminale di esche avvelenate. La conta delle vittime, purtroppo ancora provvisoria, include anche 3 volpi e una poiana, delineando uno dei capitoli più bui per la conservazione della fauna in Italia.
I numeri dell'emergenza La distribuzione dei ritrovamenti conferma l’estensione del fenomeno:
- 9 lupi a Pescasseroli
- 5 lupi ad Alfedena
- 4 lupi a Bisegna
- 2 lupi a Capistrello
- 1 lupo a Barrea
L’uso del veleno fa temere che il numero reale degli animali uccisi sia significativamente più alto.
Questo episodio rappresenta un attacco diretto al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM), un’area di valore inestimabile che protegge specie critiche, tra cui l’orso bruno marsicano, il cui habitat è ora gravemente contaminato dalle esche tossiche.
Illegalità contro Scienza
Nonostante la condanna espressa da ISPRA, LAC sottolinea un dato allarmante: a fronte di una quota autorizzata di 9 esemplari, ne sono stati uccisi illegalmente 21. A questo numero impressionante si aggiungono i numeri dei lupi uccisi illegalmente in altre Regioni.
"Questi numeri dimostrano che il problema non è la convivenza con il lupo, ma l’illegalità diffusa, Prevedere abbattimenti legali non fa che alimentare un clima di pericolosa tolleranza verso il bracconaggio."
Le richieste urgenti
Alla luce di questa emergenza, viene chiesto al Governo e alle istituzioni un cambio di rotta immediato basato su cinque punti fondamentali:
- Stop al declassamento: Cancellazione immediata della quota nazionale di lupi potenzialmente abbattibili stabilita dal documento tecnico di Ispra e nel decreto del MASE (fino a 160 esemplari).
- Vigilanza serrata: Rafforzamento immediato dei controlli sul territorio, specialmente all'interno e nelle zone limitrofe alle aree protette.
Inasprimento delle pene: Introdurre sanzioni severissime contro il bracconaggio, oggi del tutto sproporzionate rispetto alla gravità del reato.
Risorse ai Parchi: Dotare gli Enti Parco di strumenti e fondi adeguati per la tutela attiva della biodiversità.
Tutela legislativa: Fermare lo smantellamento della Legge 157/92 e bloccare l'iter del Ddl 1552, difendendo il primato della scienza sulla propaganda.
"Non possiamo permettere che la distruzione della biodiversità italiana diventi la norma. Chiediamo che si torni a percorrere la strada della tutela e della legalità prima che sia troppo tardi per i nostri ecosistemi."