Senato - via libera al DDL1552
Tutto è passato in fretta, troppo in fretta: questa è una giornata nera per la storia della nostra nazione.
Al Senato, la maggioranza di centrodestra ha consumato un vero e proprio blitz, dando il via libera al disegno di legge sulla caccia del Ministro Lollobrigida - Meloni.
Ci troviamo davanti a un provvedimento scellerato e intollerabile, la più violenta offensiva mai sferrata contro la fauna.
Hanno scientemente scelto di piegarsi ai diktat delle lobby delle armi e dei cacciatori, calpestando la volontà della stragrande maggioranza dei cittadini, che da anni chiede l'abolizione dell'attività venatoria e non il suo selvaggio ampliamento.
Questa decisione condanna a morte milioni di animali innocenti e trasforma il nostro territorio in un far west.
La sicurezza pubblica viene sacrificata: le doppiette potranno sparare persino a ridosso dei centri urbani, nel demanio forestale e con la nuova possibilità di oblazione per il reato di caccia nei parchi naturali e nelle oasi di protezione.. Si aggiunge la mobilità esasperata ingigantendo gli ATC, l'aumento del numero di richiami vivi utilizzabili giornalmente, l' impiego di visori notturni, la cancellazione del tetto massimo per concedere appostamenti fissi, e togliendo l'opzione obbligatoria del tipo di caccia sventrando l'articolo 9 della Costituzione che impone la tutela dell'ambiente e della biodiversità.
Un provvedimento che rappresenta un regalo ad una minoranza di cacciatori.
Il conto lo pagheranno gli animali selvatici e le persone, che vengono espropriate del diritto di vivere la natura in libertà. Con questa controriforma, i boschi somiglieranno sempre di più a poligoni di tiro, senza regole.
Il voto di oggi al Senato è una violenza inaccettabile nei confronti della natura e degli animali selvatici e contrario alla volontà della stragrande maggioranza degli italiani, alle evidenze della scienza e alla sicurezza delle persone.
L’affollatissimo sit-in di oggi al Pantheon ha espresso un chiaro NO al disegno di legge sparatutto voluta dal governo Meloni e dalla sua maggioranza.
Ora la battaglia si sposta alla Camera. E il governo non può continuare a ignorare una protesta sempre più forte che, partita dalle associazioni ambientaliste e animaliste, ha ormai coinvolto il mondo della scienza e milioni di cittadini italiani.
Una mobilitazione che oggi non deve fermarsi, ma anzi intensificarsi
A iniziare dalla politica dove all’impegno profuso finora dai senatori di opposizione, che le associazioni ringraziano, si deve ora aggiungere lo sforzo dei tanti deputati che vogliono combattere per una natura di tutti prigioniera dei capricci dei pochi cacciatori.
NOI NON CI ARRENDIAMO!