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LAC

“Riforme” illegittime. Il caso dei visori notturni

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Caccia: quella voglia matta di “riforme” illegittime. Il caso dei visori notturni.

Nel disegno di legge in materia di caccia n. 1552, presentato il 20 giugno 2025 in Senato dai quattro capigruppo dei partiti della maggioranza di centrodestra (Malan, Romeo, Gasparri e Salvitti), ora all’esame delle Commissioni 8°-Ambiente e 9°-Agricoltura, la solita manina del mondo venatorio ha fatto infilare -tra l’altro- una proposta di violazione di accordi sovranazionali ratificati anche dall’Italia.

Ci riferiamo alla volontà, espressa nell’art. 8 del disegno di legge in questione, di modificare l’elenco dei mezzi di caccia consentiti, aggiungendo la possibilità di utilizzo di “strumenti optoelettronici nella caccia di selezione agli ungulati”.

Di che si tratta?

Sono i dispositivi che effettuano la trasformazione di segnali elettrici in segnali ottici e viceversa. Si vuole, in altri termini, dare il via libera agli strumenti di amplificazione della luce residua, alle termocamere e all’uso dell’infrarosso, abbinando alle carabine dispositivi utili al puntamento o alla ricerca, nelle ore più buie, di cervi, caprioli, daini e camosci, per fare qualche esempio.

Ma la Convenzione di Berna sulla conservazione della vita selvatica e degli habitat naturali in Europa, ratificata anche dall’ Italia con legge 503/81, vieta (art. 8 ed allegato IV) nella caccia ai mammiferi l’impiego di congegni di mira dotati di convertitore di immagine o di dispositivo di ingrandimento per la caccia notturna, nonché i dispositivi di illuminazione dei bersagli. La Convenzione è stata sottoscritta anche dalla UE nel 2011.

Ricordiamo che una legge ordinaria non può contrastare un trattato internazionale già ratificato, in base all’art. 10 della Costituzione.

Si va verso la legalizzazione di strumenti sinora appannaggio dei bracconieri notturni, in spregio di ogni principio giuridico e di ogni sbandierata esigenza di sfruttamento non distruttivo del patrimonio faunistico ?

In risposta al Ministro dell’Agricoltura che punta a ottenere più caccia, sempre e ovunque, più armi, più animali uccisi, meno controlli, meno sicurezza per i cittadini, è possibile firmare la Legge di Iniziativa Popolare che LAC ha depositato in Senato, unitamente a tante associazioni:

per l'abolizione della caccia;

per vietare l'ingresso ai cacciatori nelle proprietà private;

per la massima tutela di lupi e orsi;

per l'ampliamento delle aree protette

contro il Disegno di Legge del Ministro Lollobrigida presentato in Senato dai Capigruppo della maggioranza Malan, Romeo, Gasparri, Salvitti.

Fermiamo questo DDL , diamo un segno forte a difesa della Natura.