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LAC

Preapertura caccia 2026

Cacciatore di schiena e suo capanno in provincia di Brescia

È iniziata la caccia in preapertura attraverso lo strumento della deroga che consente alle regioni la possibilità di aprire in anticipo la stagione venatoria (che di norma sarebbe dalla terza domenica di settembre) .

Nonostante le nostre richieste di sospensione per le serie difficoltà di sopravvivenza della fauna selvatica, dovute alle condizioni meteo avverse, come siccità, alluvioni, incendi - alcuni ancora in corso in varie zone d'Italia - è ripartita la caccia. 

Dal 2 settembre 2026 ben 16 regioni inaugurano la stagione venatoria: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Trentino e Veneto.

Preoccupante la carenza di organico deputato ai controlli sul rispetto delle specie consentite, per non parlare dell’inserimento di alcune specie a rischio, come la quaglia, già considerata in serio declino numerico a causa del bracconaggio e della perdita di habitat, cacciabile in preapertura in alcune regioni. 

Preoccupante inoltre l’indebolimento del ruolo dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) affiancato dalla ricostituzione del Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Nazionale (CTFVN) composto anche da cacciatori. Non a caso, spesso, i suoi pareri giustificano scelte divergenti rispetto alle valutazioni basate sui dati.

Prosegue intanto alla Camera dei deputati, la discussione sulla Pdl caccia 2984 

che contiene modifiche che di fatto tolgono drammaticamente tutela alla fauna selvatica come l’aumento delle specie animali abbattibili, la possibilità per le regioni di estendere la stagione venatoria, di sparare anche in territori finora vietati come le aree demaniali,  in ore notturne, l'utilizzo di visori notturni ed altro. Approfondisci  QUI la PdL 2984

La natura va difesa, non sparata.