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LAC

Ponza 2026 - antibracconaggio LAC

Vista di Ponza e mare

Custodi del Vento: L'Importanza Cruciale dei Campi Antibracconaggio a Ponza

L’isola di Ponza, con le sue falesie imponenti e la macchia mediterranea che profuma di mirto, non è solo una meraviglia turistica. Soprattutto nei mesi di Aprile e Maggio, questo lembo di terra diventa una vera e propria stazione di servizio nel cielo per milioni di uccelli migratori. 

Esausti dopo aver attraversato il Mar Mediterraneo dall’Africa verso l’Europa settentrionale per nidificare, i volatili vedono Ponza come la prima salvezza. Tuttavia, ad attenderli, oltre alla fatica del viaggio, ci sono spesso le insidie tese dai bracconieri.
È qui che l'azione silenziosa, costante e determinata dei nostri campi antibracconaggio e dei volontari LAC diventa l'ultimo baluardo a difesa della biodiversità.

Un'Isola che pullula di Vita Selvatica

Durante i mesi di migrazione, l'isola assiste a un transito di avifauna di proporzioni eccezionali. Le stazioni di inanellamento scientifico registrano punte straordinarie, capaci di toccare i 4.000 uccelli catturati e inanellati in una sola settimana, specialmente quando i venti soffiano da Est-Sud Est favorendo l'atterraggio.
Passeggiando lungo i sentieri dell'isola, lo sguardo dei volontari incrocia una varietà floristica e faunistica mozzafiato:
Rapaci in volo: Falchi pellegrini (comprese coppie nidificanti sui roccioni), falchi della regina, falchi di palude, gheppi e sparvieri.
Esplosioni di colore: Gruccioni, ghiandaie marine, upupe e il giallo brillante dei primi rigogoli maschi.
Piccoli passeriformi: Codirossi comuni, pettirossi, balie nere, stiaccini, culbianchi, luì piccoli e luì verdi che riempiono la macchia con la loro presenza numerosa.

Alcuni ahimè vengono ritrovati morti di stenti a terra per il grande sforzo e difficoltà affrontate durante la migrazione

Il Monitoraggio: Tra Prevenzione e Bonifica

Il lavoro dei volontari è duro, comincia prima dell'alba e si protrae fino a tarda notte. L'obiettivo principale è la prevenzione: perlustrare ogni anfratto, muretto a secco e orto per mappare il territorio e scoraggiare i malintenzionati.
Le perlustrazioni coprono zone chiave dell'isola che conosciamo dopo anni di campi antibracconaggio.
Grazie a questo monitoraggio capillare, l'attività dei volontari porta alla luce e neutralizza diversi pericoli: 

  • Rimozione di trappole e reti: Vengono individuate e smantellate vecchie reti da uccellagione nascoste vicino alle postazioni di tiro e gabbiette-trappola attive tra gli orti, il tutto coordinati con le forze dell'ordine e post denuncia dei delinquenti.
     
  • Individuazione delle postazioni illegali: Il monitoraggio permette di geolocalizzare vecchi e nuovi appostamenti di caccia, piazzole di tiro ripristinate abusivamente e cumuli di bossoli di piccolo calibro di recente esplosione, spesso utilizzate per abbattimento di piccoli passeriformi. 
    Oltre alle nuove "tagliate" nella vegetazione o i camuffamenti nella macchia, preparate in anticipo per essere poi affittate illegalmente nei mesi autunnali. 
     
  • Il Valore della Presenza sul Campo
    Oltre alla bonifica fisica del territorio concordata con le forze dell'ordine, la semplice presenza fisica dei volontari con binocoli e fotocamere altera le abitudini dei bracconieri. Sapere che ci sono "occhi indiscreti" nascosti tra la vegetazione o lungo i sentieri secondari costringe chi commette reati a desistere.

Perché il volontariato a Ponza è vitale?

Senza i campi antibracconaggio, molte delle meraviglie alate che attraversano i nostri cieli non arriverebbero mai a destinazione. Difendere Ponza nei mesi della migrazione non significa solo proteggere un'isola, ma custodire un patrimonio biologico internazionale che appartiene a tutto il pianeta.

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balia nera a Ponza
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