Modifiche di Legge per ingordigia venatoria
INGORDIGIA CALIBRO 12 DI REGIONE VENETO E MINISTERO AGRICOLTURA. ORA SI CERCA DI INSERIRE VELOCEMENTE L’OCA SELVATICA TRA LE SPECIE CACCIABILI
Il Ministro dell’Agricoltura Lollobrigida da mesi bolla come fake news gli allarmi sui tentativi di aumentare il numero di specie selvatiche cacciabili in Italia; ma dopo il dietrofront sul tentativo in Senato di mettere nel mirino lo stambecco, la previsione con legge vigente di piani annuali di abbattimento di lupi, ora si sta adoperando alla chetichella per trasformare l’Oca selvatica (Anser anser) in specie oggetto di attività venatoria.
L’assist arriva da una accorata richiesta del 9 aprile scorso dell’assessore all’agricoltura della Regione Veneto Dario Bond (Fdi), indirizzata al Presidente del Consiglio Meloni e ai ministri dell’Agricoltura e dell’Ambiente, su proposta dei cacciatori, come ammesso dall’assessore veneto che si piega al loro desiderio di poter abbattere ancora più animali.
Con inusuale celerità il tema è stato subito posto all’ordine del giorno della prossima seduta (9 giugno p.v.) del Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Nazionale.
Nonostante l’assessore Bond affermi che nella sola Regione Veneto si trovino “decine di migliaia di Oche selvatiche”, secondo i più recenti studi in Italia si stima la presenza di un numero dai 360 alle 460 coppie riproduttrici e un massimo complessivo di 28.000 esemplari svernanti: una pressione venatoria impatterebbe sugli individui nati nel centro e nord Europa, frequentemente in stati e regioni ove la specie non è cacciabile, come è sinora per l’Italia, con grave disturbo anche su specie come le gru ed altri anseriformi che condividono gli stessi habitat.
Ricordiamo che nel 2023 la Commissione europea ha aperto nei confronti dell’Italia la procedura EU Pilot (2023)10542 inerente il mancato rispetto del diritto europeo in relazione a una serie di problematiche venatorie, fra cui l’abbattimento ben 21 specie di uccelli in stato di conservazione non favorevole e/o in assenza di adeguati Piani di gestione/conservazione efficacemente applicati.
L’ingordigia in campo venatorio è sempre la stessa, reclamare nuove specie da poter mettere in casseruola, con l’alibi di una consistenza più favorevole rispetto al passato, ma ignorando sfacciatamente -invece- la necessità di escludere dall’elenco delle specie cacciabili quelle in conclamato declino, come allodola, tortora selvatica, combattente, pernice bianca, moretta, moriglione, ecc.
In tutto ciò il Ministro dell’ambiente Pichetto Fratin, responsabile della conservazione della natura e della biodiversità in Italia, risulta vergognosamente e totalmente assente, mentre Lollobrigida e gran parte del Governo asseconda le pretese del mondo venatorio più estremista, calpestando la volontà maggioritaria dei cittadini, l’art. 9 della Costituzione, la Commissione Europea e la cultura del rispetto per la natura.