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LAC

Marmotte a Livigno - cattura e traslocazione

Milchdrink marmotta pixabay

MARMOTTE A LIVIGNO: HANNO SENSO LE CATTURE DI MOLTE DECINE DI INDIVIDUI CON TRASLOCAZIONI IN ALTRE AREE ALPINE ?

LAC esprime perplessità sulla prosecuzione del piano di cattura e traslocazione delle marmotte dal comune di Livigno ad altre aree della Valtellina (un centinaio gli individui interessati dal progetto nel 2025), in corso di attuazione anche in questi giorni.

La LAC, non senza qualche difficoltà burocratica, ha sfruttato le norme sull’accesso civico generalizzato per acquisire dalla Provincia di Sondrio i dati sul piano di cattura e sulla relativa attuazione negli anni passati.

Dai dati forniti dall'Amministrazione provinciale si ha un quadro abbastanza completo a partire dagli anni 2021-22 per arrivare al 2024 e al progetto previsto per gli anni 2025-27.

Le operazioni di cattura e rilascio della marmotta iniziate a Livigno dal 2004 hanno rappresentato un tentativo importante di ripopolamento, ma la loro impostazione metodologica presenta numerose criticità che ne hanno ridotto l’efficacia e la solidità scientifica, mettendo in dubbio l'opportunità di tali interventi, in special modo se si considera quanto fatto prima del 2020.

I primi rilasci sono stati realizzati senza un modello scientifico chiaro di selezione delle aree idonee, senza uno studio approfondito dell’habitat né una valutazione delle cause che in passato avevano determinato la riduzione delle popolazioni locali, in modo, quindi, di poter procedere alla rimozione delle cause medesime.

Inoltre non è stato stabilito con precisione il numero minimo di fondatori necessari a garantire una popolazione autosufficiente, in grado di autosostenersi in futuro; per il 2004 e gli anni a seguire fino al 2011 non sono stati comunicati in modo trasparente i dati sul numero degli animali rilasciati e la durata delle operazioni.

Ma quello che più conta è che non vengono riferiti dati in merito al successo delle prime operazioni, derivanti da un monitoraggio puntuale e costante. In pratica si hanno scarsissime informazioni sul tasso di riproduzione delle piccole popolazioni inserite nelle nuove aree di trasferimento.

Il tutto a fronte di motivazioni per il piano (danni alla produzione foraggera e alle infrastrutture sciistiche) che appaiono francamente esagerate e frutto di piccole pressioni a livello comunale.
Lo scopo finale diventerebbe quindi quello di accontentare alcuni allevatori diminuendo le loro lamentele; mentre il benessere animale, quello delle marmotte rilasciate, rischia di cadere nel dimenticatoio.

Per finire, considerando il Piano di gestione della marmotta per gli anni 2025-27, vengono individuati i siti di rilascio  in Provincia di Sondrio in quanto la Provincia di Brescia si rende non più disponibile a riceverne.
Anche qui si rilevano le solite carenze già menzionate in precedenza, come mancanza di censimenti, di accertamenti sanitari e genetici e la  definizione di una consistenza minima vitale.