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LAC

Iter DDL 1552 Associazioni scrivono a Mattarella

Sergio MATTARELLA

DDL 1552 Avanti nonostante la lettera UE . Le associazioni scrivono a Mattarella e chiedono lo stop dell'iter

ENPA, LAC, LAV, LIPU e WWF Italia hanno scritto al Presidente della Repubblica 


Mentre è stata fissata una nuova seduta delle Commissioni 8ª e 9ª del Senato, che potrebbe essere l’ultima prima dell’approdo in Aula del disegno di legge AS 1552 sulla caccia, le associazioni hanno scritto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per denunciare una vicenda di estrema gravità istituzionale e chiedere di valutare un intervento nei limiti delle sue attribuzioni, a tutela della Costituzione, della legalità europea e della credibilità delle istituzioni democratiche.


Al centro dell’iniziativa c’è una lettera ufficiale della Commissione europea, inviata al Governo già nel dicembre scorso e mai resa pubblica se non dalle stesse associazioni appena ne hanno avuto conoscenza, che contesta in modo puntuale gravi violazioni delle Direttive Uccelli e Habitat contenute nel disegno di legge.
Nonostante questo richiamo formale dell’Unione europea, l’iter parlamentare è proseguito come se nulla fosse, con un ulteriore irrigidimento del testo attraverso emendamenti della maggioranza e con il rigetto di tutti gli emendamenti presentati dalle opposizioni, che avrebbero potuto correggere, almeno in parte, le criticità segnalate dalle associazioni e dal mondo scientifico, coalizzatesi in un coordinamento che conta circa 60 sigle.


A questo punto, le associazioni e i cittadini pongono una domanda inevitabile al Presidente della Commissione Agricoltura del Senato, Luca De Carlo: era o non era a conoscenza della lettera della Commissione europea?

Nel primo caso è gravissimo che abbia consentito la prosecuzione dei lavori senza informare la Commissione e senza aprire una discussione nel merito delle violazioni del diritto europeo, impedendo qualsiasi valutazione correttiva del testo. 

Se invece non ne era a conoscenza, è altrettanto grave che il Governo non abbia trasmesso una comunicazione ufficiale della Commissione UE alle Commissioni parlamentari competenti, privando il Parlamento di un’informazione essenziale per l’esercizio delle proprie funzioni.

In entrambi i casi emerge una lesione evidente della trasparenza istituzionale, della leale collaborazione con l’Unione europea e del rispetto degli articoli 9, 11, 41 e 117 della Costituzione. 

Per queste ragioni, le associazioni chiedono che l’iter di discussione del DDL venga sospeso e il testo venga definitivamente ritirato.


Andare avanti a tappe forzate significa assumersi la responsabilità di approvare una legge sapendo che viola il diritto europeo e che espone l’Italia a procedure di infrazione con conseguenti sanzioni che tutti gli italiani saranno costretti a pagare


Roma, 12 maggio 2026