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D.D.L. “sparatutto”: la Camera dei Deputati dica no anche all’uccellagione di Stato

tordi bottaccio rinchiusi in gabbia

D.D.L. “sparatutto”:  la Camera dei Deputati dica no anche all’uccellagione di Stato

Tra le peggiori nefandezze a danno del patrimonio naturale del Paese, previste nella proposta di legge C. 2984, cosiddetta “sparatutto”, ora all’esame della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, dopo la recente approvazione in prima lettura al Senato (già d.d.l. 1552), figura l’intento di aumentare a dismisura la cattura di uccelli selvatici da destinare a richiami vivi, al fine di un loro utilizzo nella caccia da appostamento all’avifauna delle stesse specie.

Gli articoli 4 e 5 della proposta di legge della maggioranza prevedono che le Regioni gestiscano impianti di cattura, basati sull’impiego di reti, per approvvigionare i cacciatori “capannisti” di tordi, cesene, merli, allodole ed altre specie, solitamente da richiudere a vita in piccole gabbie trasportabili, affinché i piccoli migratori così catturati (e maltrattati) attirino i conspecifici coi loro canti, in modo da farli avvicinare a distanza di tiro.

Il mondo venatorio e varie regioni non fanno mistero di voler giungere a sistemi di inanellamento dei richiami basati su fascette di plastica, molto più facilmente soggette a contraffazione, col risultato implicito di favorire l’uccellagione a scopo di lucro da parte dei bracconieri che fanno razzie di pulcini nei nidi o che catturano a loro volta con reti e trappole illegali. 

Ricordiamo che questi contrassegni hanno valore di pubblica autenticazione.

La proposta di legge all’esame della Camera prevede anche che i richiami allevati non siano assoggettati al tetto di 40 unità per cacciatore utilizzabili a caccia contemporaneamente (sic !). 

Ma è risaputo come sia tecnicamente impossibile che pochi allevatori italiani siano in grado di far riprodurre quantità industriali di animali di queste specie: di fatto un altro incentivo a catture illecite da spacciare come esemplari “allevati”, come dimostrano tanti recenti sequestri da parte di polizie provinciali e carabinieri forestali.

Ricordiamo che l’allegato IV della Direttiva UE 2009/147/CE sulla protezione degli uccelli selvatici vieta espressamente l’impiego di reti e trappole, anche se su questo aspetto governo, maggioranza e relatori stanno da troppo tempo facendo orecchie da mercante.

Seppur la proposta di legge in questione meriti di essere respinta in toto, quantomeno questo aspetto sarebbe uno dei primi da eliminare dal testo all’attenzione di Montecitorio.