Vai al contenuto principale
LAC

Campo antibracconaggio nel bresciano 2026

Villa carcna bracconaggio operazione pettirosso

Campo Brescia, una breve anteprima

L'autunno triste degli uccelli è arrivato, la strage stagionale, legalizzata o meno, è entrata nel vivo, e la campagna di contrasto dell'ennesimo orrore è iniziata col botto per la nostra associazione: con la scoperta (faticosa e difficile) e in questo caso non solo la denuncia ma anche l'arresto di un esponente di spicco del traffico clandestino di avifauna.

I nostri volontari hanno dovuto investire alcune giornate di cammino e ricerca per individuare il sito più che nascosto di cattura di un uccellatore pregiudicato della Valtrompia. Poi, individuato con certezza quello che era un vero, doppio roccolo, hanno supportato i carabinieri forestali del SOARDA impegnati nell'Operazione pettirosso, che naturalmente ringraziamo per la grande disponibilità e professionalità, nell'intervento che ha messo fine all'attività del trafficante industriale.

Il suo grande impianto di cattura era installato ben nascosto in una proprietà privata totalmente recintata sul territorio di Villa Carcina, raggiungibile solo a piedi. 

All'interno un anfiteatro vegetale che ospitava una rete di una quarantina di metri e alta tre, e in un altro punto della proprietà una seconda rete di 25 metri di tipo mistnet, quasi invisibile anche a distanza ravvicinata. 

Il tutto affiancato da decine di richiami vivi in gabbia: tordi bottacci ma soprattutto i ricercatissimi tordi sasselli: il ladro di avifauna possedeva decine di esemplari di questa specie pronti per la vendita dopo essere stati "legalizzati" con i soliti anellini che le associazioni Foi e Amov distribuiscono senza problemi e senza controlli al primo cacciatore che si presenta come un allevatore con la complicità di Regione Lombardia. Il nostro roccolatore, infatti, era ufficialmente tale, pur rifornendosi di tordi esclusivamente con le reti. Reti nelle quali i militari del Soarda hanno trovato, vivi e morti, anche pettirossi, fringuelli, passere scopaiole e un minuscolo e splendido regolo, l'insettivoro più piccolo d'Europa.

Il resto dell'impressionante campionario sequestrato dai militari lo trovate elencato nell'articolo qui sotto, 

e noi chiudiamo ricordando che grazie ai volontari della LAC in pochi giorni di campo antibracconaggio sono già una dozzina le persone finite nei guai: dal roccolatore di Villa Carcina al capannista che abbatteva fringuelli e pettirossi sopra Bisenzio di Lavenone;  dal cacciatore alle prese con una tesa di "sep" a Montecampione al bresciano in trasferta  a Mantova che sparava a qualsiasi cosa utilizzando un richiamo elettroacustico. 

Ma è solo l'inizio.