Caccia allo Stambecco si aggiunge alla riforma "sparatutto"
Senato: col voto in commissione per sparare anche agli Stambecchi prende forma il testo finale della riforma-vergogna sulla caccia, da trasmettere all' aula.
Con il voto odierno nelle commissioni riunite Ambiente ed Agricoltura del Senato degli ultimi scandalosi emendamenti della maggioranza in materia di caccia, prende forma il testo finale della riforma peggiorativa della legge 157/92, da trasmettere all'aula di Palazzo Madama.
Nel disegno di legge n.1552, nella versione finale emendata, è stato aggiunto alle specie cacciabili lo Stambecco, specie sinora particolarmente protetta grazie al ruolo dei Savoia, della riserva reale istituita nel 1836 e poi della nascita del Parco Nazionale del Gran Paradiso, che salvò la specie allora sull'orlo dell'estinzione per poi consentirne la ripresa numerica sull'arco alpino (circa 15mila individui sul versante italiano oggi).
Inoltre verrebbe inserita tra le specie cacciabili anche la rara oca selvatica, oggi protetta.
Il lupo viene cancellato dall'elenco delle specie particolarmente protette.
Ma l'elenco degli orrori della riforma "sparatutto" della caccia italiana, promossa da tutti i capigruppo di maggioranza in Senato, è lunghissimo, e spazia dall'apertura della caccia nelle foreste demaniali, alla presenza dei cacciatori nel demanio marittimo, alla massima mobilità regionale dei cacciatori di specie migratrici, all'apertura dell'attività venatoria nei valichi montani e sui terreni innevati. Si introduce la caccia da natanti a remi e si autorizzano i sistemi di puntamento a conversione o amplificazione della luce residua (proibiti dalla Convenzione di Berna sulla vita selvatica, ratificata dall'Italia nel 1981)
Si vuole abolire anche l'attuale opzione obbligatoria in forma esclusiva che prevede di scegliere stagionalmente fra tre tipi di caccia (vagante in zona Alpi, da appostamento fisso con richiami vivi, nelle restanti altre forme).
Il senso generale delle modifiche è quello di dilatare in modo esasperato giorni, modalità e luoghi di caccia, realizzando una pressione venatoria assolutamente insostenibile per i residui ecosistemi naturali ed agricoli italiani. SI è scelto di raschiare il fondo del barile anziché salvaguardare il patrimonio faunistico costituito dai mammiferi ed uccelli selvatici, solo per blandire il consenso di corporazioni egoiste e consumiste.
Per la LAC un testo del genere non è migliorabile, ma è soltanto uno sfacelo per la natura. Occorre che non venga posto in votazione nell'aula del Senato.