Animali selvatici sotto attacco
Gli animali selvatici sono sotto attacco
È in corso un attacco senza precedenti alla fauna selvatica italiana.
Il Disegno di Legge 1552, attualmente in discussione al Senato, minaccia di smantellare sessant'anni di tutele, trasformando il territorio nazionale in un terreno di caccia senza confini e consegnando gli animali selvatici nelle mani di lobby private.
Fauna selvatica: da patrimonio di tutti a oggetto di profitto
Il provvedimento non punta alla gestione del territorio, ma a favorire interessi economici particolari. Attraverso emendamenti dell'ultimo minuto, si tenta di trasformare la fauna in un oggetto di profitto, arrivando a riconoscere finanziamenti pubblici a chi gestisce aree di caccia private.
Stiamo assistendo alla mercificazione della vita selvatica. Si vuole legittimare una gestione privatistica della natura, calpestando il principio secondo cui gli animali appartengono alla collettività.
Le zone d'ombra del DDL: crudeltà e deregulation
Il testo introduce misure giudicate inaccettabili per la loro spietatezza e per l'assenza di rigore scientifico:
- Bersagli ovunque: La caccia viene estesa al demanio marittimo, alle foreste demaniali e alle praterie d’alta quota. Non ci saranno più oasi di pace per gli animali.
- Specie protette a rischio: Si apre l'abbattimento per lo stambecco e nuovi uccelli migratori, colpiti persino nelle ore notturne o durante le delicate fasi di nidificazione.
- Il ritorno dei richiami vivi: Viene autorizzata la riapertura dei roccoli, impianti di cattura che rappresentano una forma di prigionia barbara per i volatili.
- Scienza al bando: I pareri dell’ISPRA, l’unico ente in grado di garantire dati oggettivi sulla fauna, smettono di essere vincolanti, lasciando ogni decisione alla discrezionalità politica.
Un pericolo per la biodiversità e per l'incolumità pubblica
Oltre al danno etico, il DDL 1552 solleva gravi preoccupazioni per la sicurezza dei cittadini. Con 462 morti causati da armi da caccia tra il 2007 e il 2025, l'idea di semplificare il prelievo faunistico anche in aree urbane e agricole appare come una scelta irresponsabile. Facilitare l'ingresso di cacciatori stranieri senza limiti e allungare i tempi della stagione venatoria aumenterà drasticamente il rischio di incidenti e l'impatto distruttivo sugli ecosistemi già fragili.
Una ferita alla legalità
Nonostante il cuore del provvedimento sia lo stravolgimento della Legge 157/92, questa deriva si pone in netto contrasto con i doveri dello Stato in materia di protezione ambientale previsti dalla normativa nazionale e dai principi di tutela animale, rischiando di innescare una serie di ricorsi e procedure di infrazione che graveranno su tutti i contribuenti.