Le maggiori Leggi utili alla difesa degli animali

Le leggi nazionali di maggior riferimento sulla tutela degli animali in Italia comprendono diverse normative che mirano a proteggere i diritti degli animali e a prevenire atti di crudeltà.

Legge n.189 del 2004 "Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate". Se l’impiego degli animali e la loro detenzione avviene al di fuori dei canoni stabiliti dalle leggi speciali in materia (come ad esempio le leggi sulla caccia), può essere utilizzata la tutela prevista dalla Legge 189/2004.

Questa legge introduce significative disposizioni contro il maltrattamento degli animali in Italia, introducendo nuovi reati nel Codice Penale (come l'omicidio e il maltrattamento di animali, artt. 544-bis e 544-ter); (art. 727 c.p. per chi abbandona animali domestici o li detiene in condizioni incompatibili con la loro natura)e il commercio illegale di prodotti derivati da cani e gatti, oltre a stabilire norme sull'anagrafe canina e le "ordinanze Sirchia" per il controllo dei randagi, rendendo illegali le competizioni clandestine tra animali e punendo chiunque causi sofferenza agli animali. 

Legge n.281 del 1991 “Legge quadro in materia di animali d’affezione e prevenzione del randagismo”

E' la prima legge quadro italiana che disciplina la tutela degli animali d'affezione e la prevenzione del randagismo, stabilendo principi fondamentali come la condanna di maltrattamenti e abbandono, l'istituzione dell'anagrafe canina (e successivamente estesa) e il divieto di soppressione di animali sani, promuovendo la corretta convivenza uomo-animale, la salute pubblica e l'ambiente. Introduce obblighi per i proprietari (come l'iscrizione all'anagrafe e l'identificazione tramite microchip) e responsabilità (civili e penali), delegando alle Regioni l'attuazione di norme specifiche, come la gestione dei canili e gattili, e il controllo delle popolazioni feline.

Benessere degli animali da compagnia e pet-therapy

DPCM 28 febbraio 2003 "Recepimento dell'accordo recante disposizioni in materia di benessere degli animali da compagnia e pet-therapy". 

Ha riconosciuto ufficialmente la Pet Therapy (Interventi Assistiti con Animali - IAA) in Italia, stabilendo per la prima volta il ruolo terapeutico degli animali da compagnia e promuovendo il benessere degli stessi; ha definito gli "animali da compagnia" e ha dato indicazioni per facilitare l'accesso di questi animali in luoghi pubblici, strutture sanitarie e turistiche, e ha introdotto norme per la partecipazione a eventi e mostre. 

Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia

Legge 4 novembre 2010 n. 201 Ratifica ed esegue la Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, fatta a Strasburgo il 13 novembre 1987. Ha introdotto un nuovo reato per chi introduce, trasporta, cede o riceve cani e gatti privi di identificazione (microchip) e certificazioni sanitarie, con pene detentive e pecuniarie.

Prevede anche sanzioni amministrative per chi introduce illegalmente animali, se il fatto non costituisce reato.

Estende alle guardie zoofile riconosciute il potere di vigilanza sul rispetto di queste norme, confermando le loro funzioni di polizia giudiziaria. 

In sintesi, questa legge ha rafforzato la tutela degli animali domestici in Italia, combattendo il traffico illegale di cuccioli e stabilendo nuove regole per il loro benessere e identificazione. 

Decreto Legislativo 15 marzo 2010, n.47

in materia di “Disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni di cui al regolamento (CE) n. 1523/2007, che vieta la commercializzazione, l’importazione nella Comunità e l’esportazione fuori della Comunità di pellicce di cane e di gatto e di prodotti che le contengono”

Decreto Legislativo 4 marzo 2014, n. 26

Attuazione della direttiva 2010/63/UE sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici. Stabilisce norme rigorose su come devono essere allevati, alloggiati, curati e utilizzati, privilegiando sempre la sostituzione, riduzione e il perfezionamento (le 3R) nell'uso degli animali, vietandone l'uso per scopi non essenziali come test tossicologici (es. LD50) o per la produzione di materiale bellico, e introduce autorizzazioni e controlli per allevatori e utilizzatori. 

Ordinanza 10 febbraio 2012 e successive proroghe “Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati”. Vieta a chiunque l'utilizzo, la preparazione e l'abbandono di esche e bocconi avvelenati per contrastare gli avvelenamenti di animali domestici e selvatici, stabilendo norme per le ditte specializzate, l'uso di rodenticidi sicuri, e l'obbligo per i veterinari di segnalare i casi sospetti per attivare indagini e bonifiche, proteggendo così anche la salute umana e ambientale. Prevede tavoli di coordinamento in Prefettura con Sindaci, Servizi Veterinari e Forze dell'Ordine per gestire il fenomeno, bonificare le aree e installare segnaletica.

Ordinanza cani morsicatori

Ordinanza del Ministero della Salute 6 agosto 2013. L'ordinanza (e successive proroghe) riguarda la tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione dei cani, introducendo misure come l'obbligo di guinzaglio e museruola in aree urbane, divieti di addestramento all'aggressività, e la creazione di un registro dei cani considerati a rischio, con sanzioni per i trasgressori, ponendo l'accento sulla responsabilità del proprietario e sulla prevenzione degli incidenti. 

Macellazione

Regolamento n. 1099/2009. Stabilisce norme sulla protezione degli animali durante l'abbattimento per la produzione di alimenti, lana, pelli o pellicce, introducendo requisiti specifici per lo stordimento e la macellazione (come il mantenimento della perdita di coscienza fino alla morte) e definendo le responsabilità degli operatori, inclusa la nomina di un responsabile del benessere animale, con deroghe per le macellazioni rituali e d'emergenza

Protezione degli animali negli allevamenti

D. Lgs. n. 146 del 26 marzo 2001. Riguarda la protezione degli animali negli allevamenti, attuando una direttiva europea (98/58/CE), e stabilisce le norme minime per garantire il benessere di animali allevati per alimentazione, lana, pelli, pellicce o altri scopi agricoli, imponendo obblighi su spazi, cure, alimentazione, ispezioni e condizioni ambientali per prevenire dolore e sofferenze. 

Protezione delle galline ovaiole

D.Lgs. 29 luglio 2003 n. 267. Recepisce le direttive europee per la protezione delle galline ovaiole, stabilendo norme dettagliate sul benessere animale (spazi minimi, illuminazione, pulizia, vietate mutilazioni non essenziali) e obblighi di registrazione degli allevamenti per garantire la tracciabilità delle uova immesse sul mercato, assegnando un codice specifico per il metodo di allevamento (biologico, all'aperto, a terra, in gabbia)

Regolamento CE N.1523/2007

Pone il Divieto di commercializzazione, importazione nella Comunità e di esportazione fuori della Comunità di pellicce di cane e di gatto e di prodotti che le contengono e relativo sanzioni per la sua violazione.  

Regolamento (CE) n. 1/2005 

Stabilisce le regole per la protezione degli animali vertebrati vivi durante il trasporto all'interno dell'UE e alle sue frontiere, per minimizzare sofferenze e lesioni, prevedendo requisiti per mezzi di trasporto (omologazione), personale (formazione e autorizzazione), e specificando obblighi per trasportatori, detentori e responsabili dei centri di raccolta, con sanzioni per chi viola le norme, vietando violenze, calci, sospensioni o uso di strumenti acuminati, e assicurando idoneità degli animali, documenti di viaggio e controlli veterinari, come indicato in varie fonti.