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Richiamo vivo che chiede libertà

STOP ALL’UTILIZZO DEI RICHIAMI VIVI L’utilizzo degli uccelli come richiami vivi è una pratica particolarmente crudele legata alla caccia da “capanni” fissi o temporanei. Rinchiusi tutta la vita in minuscole gabbie, della dimensione di un foglio A4 circa;


L’utilizzo degli uccelli come richiami vivi è una pratica particolarmente crudele legata alla caccia da "capanni" fissi o temporanei.

E' permesso tenere animali rinchiusi tutta la vita in minuscole gabbie, della dimensione di un foglio A4, per fungere da richiamo verso i propri simili ed attirarli così verso lo sparo di un fucile durante il periodo venatorio.

I richiami vivi sono detenuti in condizioni durissime, per molto tempo al buio in modo che perdano la percezione del tempo e scambino il periodo in cui verranno esposti al capanno (da Settembre a fine Gennaio) per la primavera. Il loro canto così attirerà maggiormente, riempiendo il carniere del cacciatore.

Vivono in gabbia in condizioni igieniche precarie, senza la possibilità di distendere ed utilizzare le ali, destinate così ad atrofizzarsi. Senza la possibilità di fare le quotidiane abluzioni e bagni di sabbia che in natura  amano fare per proteggersi dai parassiti. Costretti ad una perpetua detenzione dove ogni esigenza etologica e fisiologica è negata. A contatto con i propri escrementi, dove le zampe si ricoprono di piaghe e ulcere, dove il becco si deforma, obbligati a nutrirsi del mangime deciso dal cacciatore.

Il tasso di mortalità in queste condizioni è impressionante ed è per questo che il commercio di questi animali è fiorente.

A queste migliaia di uccelli migratori come Allodole, Cesene, Merli, Tordi, Colombacci e Pavoncelle (oltre agli anatidi utilizzati negli appostamenti di caccia agli acquatici), è negata per sempre la libertà di volare, anche in compagnia dei consimili e seguire il proprio istinto che li porterebbe a volare per chilometri e chilometri soprattutto durante le stagioni migratorie.

Migliaia perché ogni anno il "capannista" deve procurarsi degli uccelli freschi, per ragioni di richiamo o per rimpiazzare quanti sono morti nel corso dell’anno.

Per la crudele pratica dei richiami vivi, vengono utilizzati uccelli allevati appositamente, ma troppo spesso anche frutto di catture illegali. Ogni anno sono tantissimi i traffici illeciti di uccelli scoperti e rappresentano solo la punta di un iceberg di un business incredibile che svuota i nostri cieli e condanna gli uccelli selvatici a un'insopportabile prigionia.

Un maltrattamento consentito che cesserà solo con la fine dei loro giorni.

In alternativa ai richiami vivi, ai cacciatori è gia consentito dalla normativa l'utilizzo di fischietti ed altri strumenti a bocca o a mano, oltre a stampi in plastica e giostre raffiguranti specie cacciabili. Mentre è già vietato l'utilizzo di richiami elettroacustici, a funzionamento meccanico, elettromagnetico o elettromeccanico, perché ha una incontrollabile e forte attrattiva per l'avifauna. Ne è però ammessa la vendita, cosa che oggigiorno ne porta ad un utilizzo illegale e ahimè diffuso.

Chiediamo, anche ai sensi della Costituzione :

-di abolire la pratica e vietare severamente l'utilizzo di uccelli come richiami vivi.

- di mantenere il divieto di utilizzo di richiami acustici a funzionamento meccanico, elettromagnetico o elettromeccanico, con o senza amplificazione del suono e di vietarne la vendita.

E' consentita la detenzione in gabbie di misura 30x25x25 cm per Tordi e Merli e 20x15x20 cm per Allodole. Di seguito le seguenti immagini di richiami vivi: Tordo e misure della sua gabbia; Cesena irriconoscibile dopo tanti patimenti a causa dell'utilizzo come richiamo vivo; Cesena libera in natura; Tordo bottaccio in gabbia utilizzato ai capanni- Tordo bottaccio libero in natura; Merlo utilizzato come richiamo vivo; Merlo libero in natura; Tordo che chiede libertà

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