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Vittoria al TAR di Milano: le deroghe venatorie sono illegittime.

Vittoria al TAR di Milano: anche il Lombardia le deroghe venatorie sono illegittime

La biodiversità vince sull’ostinazione politica. Basta con i regali elettorali a danno della fauna

 

MILANO, 2 marzo 2026 – Una vittoria netta, che mette la parola "fine" alle forzature normative della Regione Lombardia. 

Il TAR di Milano (Sentenza n. 00976/2026) ha accolto il ricorso presentato da  LAC, unita alle associazioni LAV, LIPU,  LNDC Animal Protection,  WWF Italia patrocinate dallo Studio avvocato Linzola, annullando i provvedimenti regionali che autorizzavano il prelievo in deroga di Fringuelli e Storni per la stagione venatoria 2025/26.

Il Tribunale Amministrativo ha ribadito un principio fondamentale: la caccia a specie protette non può essere un’abitudine. La "deroga" prevista dalla Direttiva Uccelli è un’eccezione straordinaria che richiede prove rigorose.

  • Assenza di alternative: La Regione non ha dimostrato l'assenza di "altre soluzioni soddisfacenti" prima di imbracciare i fucili.
  • Carenza di motivazione: Il TAR ha sottolineato come la delibera regionale mancasse di un’istruttoria seria, limitandosi a replicare schemi bocciati ripetutamente dalla giustizia europea e nazionale.

Nonostante i ripetuti richiami della Corte di Giustizia UE e le precedenti condanne, Regione Lombardia — spesso seguita a ruota da altre Regioni— continua a tentare la strada delle deroghe "facili.

Questa sentenza è una lezione di civiltà

È inaccettabile che ogni anno la Regione impegni risorse pubbliche e uffici per scrivere delibere illegittime, con l’unico scopo di accontentare una frangia estremista del mondo venatorio. Questo 'accanimento burocratico' contro specie protette non è solo un danno alla biodiversità, ma un insulto ai cittadini che credono nel rispetto delle regole.

La Giunta regionale aveva autorizzato l'uccisione di una quota spropositata e illegittima di 97.637 fringuelli e 36.552 storni tra il 1° ottobre e il 30 novembre. 

Già lo scorso anno, il Consiglio di Stato (Ordinanza n. 3968/2025) aveva sospeso la delibera regionale, accogliendo tesi ambientaliste, ma la sospensione arrivò a stagione inoltrata e migliaia di uccelli protetti sono stati uccisi. 

Vincere al TAR oggi è fondamentale per il futuro, ma non restituisce la vita alle migliaia di individui uccisi per colpa di una politica che ignora deliberatamente la legge.

LAC unitamente alle altre associazioni denuncia inoltre la volontà di diverse Regioni di voler riaprire le deroghe anche per l'anno in corso, nonostante la chiarezza dei tribunali. Si tratta di un cortocircuito istituzionale che espone l'Italia a onerose procedure d'infrazione europee, pagate da tutta la collettività.

Le associazioni diffidano formalmente la Regione Lombardia e le altre amministrazioni dal riproporre per la prossima stagione provvedimenti fotocopia. La fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato e non una merce di scambio politico.

Ufficio Stampa LAC Lombardia

Milano,02.03.2026