Storia di un pettirosso dal paradiso all'inferno
Storia di un pettirosso dal paradiso all'inferno
L’esordio è previsto in settembre in Germania, quando il «corto» parteciperà come opera in concorso al Green screen film festival, riconosciuto come la più importante rassegna europea di documentari naturalistici; ma poi sono previste altre tappe in manifestazioni a tema in Olanda e in Spagna.
Parliamo di «The robin that never returned», il pettirosso che non ritornerà, un lavoro cinematografico del regista finlandese Jani Ahstedt che, montato nel 2025 e con una integrazione già prevista nei prossimi mesi che lo trasformerà in un lungometraggio, racconta di un pettirosso inanellato per scopi scientifici in Finlandia e arrivato a morire nel Bresciano per mano di un bracconiere.
È un viaggio emozionante, struggente e tristissimo, in un massacro senza fine.
È una testimonianza dello stupore di chi, in altri Paesi e in altre culture, non riesce giustamente a capacitarsi della follia di chi intrappola o prende a fucilate animali meravigliosi e preziosi che pesano pochi grammi. Ed è anche un racconto dell’attività della Lega per l’abolizione della caccia, che è letteralmente coprotagonista del cortometraggio nella lunga parte girata nelle valli bresciane, il bellissimo inferno dell’avifauna europea.
Sono infatti attivisti della LAC i volontari che hanno guidato il regista e l’operatore in un percorso agghiacciante tra appostamenti fissi di caccia, ex roccoli che stanno per riaprire, reti da uccellagione e trappole per piccoli insettivori.
Volontari che hanno saputo offrire all’autore una breve ma efficace sintesi del lavoro di contrasto dell’uccellagione, e in generale del bracconaggio, che la nostra associazione svolge da decenni anche sul campo (oltre che nella fondamentale attività di contrasto nelle aule giudiziarie delle infinite illegalità venatorie reiterate dalle Regioni e oggi anche dal Governo) per proteggere la fauna selvatica da un saccheggio che non si è mai esaurito e che oggi come mai prima viene avallato, anzi promosso dalla peggiore politica.
Per saperne di più, per ora solo sul festival tedesco in cui il corto di cui parliamo esordirà: https://www.greenscreen-festival.de/en/.