Lombardia - Stragi annunciate di avifauna protetta
Non aspettavano altro per scatenarsi, e Governo e Regione Lombardia hanno spalancato loro la strada.
Parliamo dei famosi cittadini incensurati con licenza di caccia (ma anche senza) che in questi giorni hanno ripreso a fare strage dell’avifauna protetta. Sì, protetta. Perché le deroghe all’elenco delle specie cacciabili e tutte le altre vergognose concessioni decise a livello nazionale e regionale sono di fatto provvedimenti illegali, che autorizzano una strage annunciata di animali tutelati dalle direttive europee che per la destra al governo a Roma come a Milano sono carta straccia.
Il risultato lo stanno verificando i nostri volontari sul campo in questi giorni nel Bresciano: i controlli delle nostre guardie venatorie nei confronti di capannisti e vagantisti registrano (oltre agli insulti e alle minacce, anche nei confronti dei carabinieri forestali del Soarda impegnati nell’Operazione pettirosso che hanno risposto alle nostre segnalazioni denunciando i trasgressori, dalla Bassa all’entroterra gardesano) continui abbattimenti fuorilegge, dalle pispole fucilate senza ritegno ai fringuelli abbattuti ben oltre i limiti imposti a chi ha chiesto l’accesso alla deroga; naturalmente con l’utilizzo sistematico di richiami elettroacustici.
Passando poi all’uccellagione, il quadro è altrettanto drammatico
L’attività di ricerca di trappole e reti attuata dai volontari della LAC ha permesso finora di far individuare e denunciare cinque bracconieri (uno di questi aveva anche la licenza di caccia) già in possesso di decine e decine di uccelli protetti morti (prevalentemente pettirossi) e fermati sempre dai carabinieri forestali del reparto SOARDA, e ha portato allo smantellamento di due siti di trappolaggio sui quali non è stato possibile organizzare appostamenti.
Può sembrare poco, ma è solo una parte di un problema sempre enorme che quest’anno, grazie appunto ai regali fuorilegge fatti da certa politica ai famosi incensurati che pagano le tasse, si è anche dilatato: in pochi giorni, le denunce per reati venatori nel Bresciano effettuate dai militari del SOARDA (Sezione Operativa Antibracconaggio e Reati in Danno agli Animali) veleggiano già verso quota cento.