Bracconaggio delle balie nelle valli bresciane
Diario del mese di agosto dei nostri volontari : antibracconaggio nelle valli bresciane
Se qualcuno pensa che l'uccellagione sia una prerogativa maschile deve prepararsi a essere smentito. Perché nei giorni scorsi, nel cuore della migrazione estiva delle balie nere - piccoli e bellissimi insettivori protetti che iniziano il loro lungo e precoce volo verso l'Africa già nella seconda parte di agosto - grazie a un ritrovamento e a una successiva segnalazione dei nostri volontari i carabinieri forestali del SOARDA hanno bloccato e denunciato appunto una trappolatrice in piena attività nel Bresciano.
La donna, una bracconiera di mezza età, è stata sorpresa in flagranza in alta Valtrompia su una tesa di una quarantina di "sep", le piccole tagliole metalliche dotate di un'esca viva e usate appunto per fare strage dei piccoli insettivori protetti. Come sfondo usava le pertinenze di un capanno da caccia di proprietà della famiglia a pochi metri dalla sua seconda casa di montagna e, insieme alle trappole, i militari le hanno sequestrato appunto alcune balie che aveva già spennato pronte per essere cucinate.
Questo appena raccontato è stato uno dei due risultati ottenuti da nostri volontari (per l'occasione a quelli bresciani se ne sono aggiunti alcuni arrivati a darci manforte dal Piemonte) che per una settimana, spesso accompagnati da un forte maltempo, sono andati alla ricerca di possibili siti di cattura e di spari illegali: un problema reale ma molto localizzato nel Bresciano, dove la caccia clandestina estiva alle balie nere è relativamente poco praticata rispetto a quella, molto più massiccia, che si manifesta in autunno ai danni di tutti i migratori protetti.
L'altro caso andato a buon fine è stato scoperto in alta Valsabbia, sulla sponda settentrionale del lago d'Idro, dove durante una perlustrazione i volontari della LAC hanno intercettato un canto di lucherini all'interno di una proprietà recintata.
Partita la segnalazione, il successivo intervento dei carabinieri forestali del Soarda ha portato alla scoperta di un sito di cattura domestico: usando una gabbia trappola dotata di un richiamo vivo ben nascosta alla vista dei passanti, l'uccellatore, ovviamente denunciato, aveva catturato un buon numero di fringillidi - lucherini, fringuelli, peppole e verdoni - progettando probabilmente di farci un bel po' di soldi vendendoli come richiami. L'occasione gliela avrebbe offerta la Regione Lombardia, che si dovrà prestissimo confrontare con il nostro ricorso sul tema, perché Milano - lo ricordiamo - sta portando avanti l'ennesimo tentativo di deroga alle direttive europee reintroducendo proprio la caccia ad alcuni fringillidi oggi protetti.
Il bracconaggio è un fenomeno illegale e inaccettabile che continua a persistere a causa di retaggi culturali, false tradizioni e del mercato nero legato al mondo della caccia e dell'alimentazione.
Da 50 anni, la Lega per l'Abolizione della Caccia (LAC) è impegnata nella lotta contro il bracconaggio, organizzando campi di monitoraggio e contrasto in diverse regioni d’Italia.L’obiettivo è di proteggere gli uccelli e le altre specie protette.
Il bracconaggio minaccia gravemente la fauna selvatica e l’equilibrio naturale. Il più alto numero di uccelli catturati o uccisi nella regione del Mediterraneo si registra in Italia (tra i 3,4 e i 7,8 milioni), Egitto (tra i 700mila e i 10,6 milioni), e Siria (tra i 2,9 e i 4,9 milioni). Un mercato d’affari sporco di milioni di euro, ma soprattutto di preziose irrecuperabili vite perse