CAMPI ANTIBRACCONAGGIO

Il bracconaggio è un fenomeno illegale inaccettabile che persiste a causa di “tradizioni” e del mercato nero legato al mondo venatorio e alimentare. La Lega Abolizione Caccia, da oltre 40 anni, organizza campi antibracconaggio in molte zone d’Italia:
– Valli Bresciane in da agosto a dicembre
– Sardegna a dicembre
– Ponza, Isola del Giglio e Trentino Alto Adige da marzo a giugno

 

Ogni anno la LAC organizza degli incontri di formazione per i volontari che vogliono partecipare ai vari campi. In queste giornate vengono fornite nozioni su leggi in materia di venatoria e sugli organi preposti al controllo dell’attività venatoria e del bracconaggio.

 

Cos’è il campo antibracconaggio?

La Lega per l’Abolizione della Caccia organizza da oltre 40 anni campi volti alla protezione degli uccelli, in vari black-spot individuati nel nostro Paese.  I campi più frequenti sono nelle prealpi bresciane, in Trentino Alto Adige, in Sardegna e a Ponza.
Volontari provenienti da tutta l’Europa si uniscono nelle nostre attività di indagine per arginare il fenomeno dell’uccellagione, localizzando trappole, rimuovendo archetti, richiami elettronici e reti. A questo scopo collaborano spesso a fianco dei Carabinieri Forestale, dei Carabinieri e delle altre Forze dell’ordine.

I campi non sono vacanze da birdwatchers e nemmeno manifestazioni, ma sono un enorme sforzo per la protezione dell’avifauna!
Ogni anno, grazie al nostro lavoro, migliaia di trappole e reti vengono sequestrate e infine distrutte dalle forze dell’ordine. Decine di bracconieri vengono denunciati e le loro armi sequestrate dalle autorità giudiziarie. Migliaia di uccelli, catturati illegalmente, vengono liberati. I volontari che partecipano ai campi, grazie anche al supporto della tecnologia messa a loro disposizione, diventano un ottimo supporto per indagini e denunce che assicurano alla giustizia chi delinque in materia ambientale.

 

Pensi che sia una cosa per te?

È un’opportunità che la LAC offre per dare un contributo genuino e tangibile alla conservazione della fauna selvatica, ma non è un compito facile e non è per tutti.

Viste le responsabilità dell’associazione, il contesto difficile in cui si lavora e il tipo di attività che si svolgono (non sempre esente da rischi), abbiamo bisogno di selezionare accuratamente i nostri volontari.

Per questo motivo organizziamo i corsi. 

Per noi ogni nuovo volontario è una risorsa importante e preziosa per far crescere l’associazione, ma comporta anche uno sforzo economico e di tempo.

Formare i nuovi volontari richiede anche un notevole investimento di energie a livello personale: è importante che i candidati non vogliano partecipare solo per fare qualcosa di diverso, ma vengano con la prospettiva di diventare parte di un gruppo, con una presenza costante nel tempo.

E le soddisfazioni sono molte, come è impagabile la possibilità di lavorare seriamente in un gruppo di professionisti dell’antibracconaggio ed essere parte attiva di una comunità internazionale che si occupa di fermare la caccia illegale e il trappolaggio a specie protette in tutta Europa.

 

In cosa consistono le operazioni?

I campi si svolgono in primavera e autunno, in periodi ben precisi.  Il tutto è organizzato per tempo, in modo che chi partecipa possa organizzarsi e chi lavora possa prendere giorni di permesso o di ferie. Ad ogni volontario si richiede da un minimo di 4 giorni a una settimana di disponibilità. Per chi abita vicino alle zone interessate dalle nostre attività, è possibile partecipare anche solo per il fine settimana (3 gg). Le due attività principali sono: 1)  la sorveglianza della caccia illegale tramite i presidi, 2)  ricerca/rinvenimento/segnalazione/rimozione degli arsenali posizionati dai bracconieri.

 

Giornata tipo

Ogni giorno i volontari si recano sul territorio in piccoli gruppi . Si orientano sul territorio aiutati da applicazioni che consentono di muoversi con navigatori satellitari anche in zone non conosciute. È possibile che si svolgano anche operazioni notturne e ci si svegli molto prima dell’alba. Servono poi una  buona forma fisica (a volte c’è da camminare sui monti tutto il giorno),  senso di orientamento e capacità di leggere le mappe con utilizzo di tablet o smartphone.

 

Quali abilità devi possedere per partecipare?

Serve principalmente senso di responsabilità ed autocontrollo emotivo.
Fondamentale è una buona resistenza fisica e adattamento. Queste attività infatti, possono portare anche a camminare in montagna principalmente fuori dai sentieri e durare l’intera giornata, a volte anche con pioggia.

Il lavoro di gruppo è alla base del campo e dal momento che i partecipanti possiedono differenti background, si richiede un alto livello di tolleranza.

Spese di viaggio e alloggiamento

La LAC copre buona parte dei costi degli alloggi (non del vitto che consigliamo Vegan) e se ci sono le risorse, viene rimborsato anche il viaggio (o parte di questo): I costi del campo sono finanziati grazie alle donazioni dei soci e dei sostenitori.

 

Come fare domanda di partecipazione?

Se anche tu vuoi aiutarci, partecipando ai campi antibracconaggio scrivi a Campi Antibracconaggio LAC

 

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Alcuni esempi dei campi antibracconaggio

 

 

 

Voli Spezzati: Il documentario mostra le attività dei volontari svolte nelle principali rotte migratorie ed in altre zone di trappolaggio: Valli bresciane, Ponza, Sardegna e Trentino Alto Adige. Si stima che ogni anno solo in Italia vengano uccisi 5,6 milioni di uccelli a causa della caccia e del bracconaggio. I reati venatori sono compiuti con una stima dal 70 /90% da persone in possesso di licenza di caccia o che l’hanno avuta di recente (dati delle forze dell’ordine).

 

Nelle Valli Bresciane

Diario di 3 giorni di antibracconaggio nelle Valli Bresciane con i volontari della Lega Abolizione Caccia

Il campo si svolge dalla fine di settembre all’inizio di novembre. Vi partecipano centinaia di volontari provenienti da tutta Europa che giornalmente perlustrano la provincia di Brescia, in cerca delle trappole per gli uccelli migratori, soprattutto reti, archetti e sep. Le zone dove si trovano le trappole, vengono segnalate a Carabinieri Forestale o altre forze dell’ordine, che dopo appostamenti e indagini fermano e denunciano il bracconiere.

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Sud Sardegna

LAC - Lega Abolizione Caccia
Laccio

Il campo si svolge tra novembre e dicembre. I volontari perlustrano i territori di Uta, Capoterra, Santadi e i dintorni dell’Oasi WWF di Monte Arcosu ad Est di Cagliari, e il territorio dei Sette Fratelli ad Ovest di Cagliari, in cerca di trappole per l’avifauna, costituite da piccoli cappi di crine di cavallo o di nylon, e di lacci d’acciaio utilizzati per la cattura di ungulati, cinghiale e cervo sardo in particolare.

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Isole Pontine

LAC - Lega Abolizione Caccia
Raccolta cartucce

Il campo si svolge nei mesi di aprile e maggio, giugno. I volontari, oltre a perlustrare l’isola di Ponza in cerca delle trappole utilizzate per la cattura degli uccelli, dall’alba fanno da sentinelle nelle zone in cui si spara illecitamente agli uccelli migratori. La presenza dei volontari, l’incoraggiamento del turismo naturalistico e del birdwatching, ostacola comunque chi fa bracconaggio e getta le basi per una cultura rispettosa dell’ambiente.

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Isola del Giglio

LAC - Lega Abolizione Caccia
Schiaccia

Il campo si svolge nei mesi di aprile e maggio. I volontari perlustrano l’isola in cerca di schiacce utilizzate per la cattura degli uccelli e di lacci per catturare i conigli selvatici.

 


Cipro 

LAC - Lega Abolizione Caccia
Vischio

Il campo si svolge sia in primavera, tra aprile e maggio, sia in autunno, in settembre. Nel 2000 e nel 2001 la LAC ha aperto questo campo, ora organizzato da altre associazioni con le quali collaboriamo. I volontari nel sud est dell’isola cercano reti, la cui provenienza sembra essere il bresciano, e bastoncini di vischio in cui gli uccelli rimangono incollati.


 

 

Lega per l'abolizione della caccia

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