Condannato cacciatore che uccise compagno di bracconaggio notturno

Comunicato stampa,  sabato 16/3/2022

 

Uccise per errore il compagno di bracconaggio notturno – la Cassazione conferma la condanna per omicidio colposo

 

La quarta sezione penale della Corte di Cassazione , con sentenza n. 8418 del 14 marzo scorso

ha confermato definitivamente  la condanna per omicidio colposo (due anni e 10 mesi di reclusione) a carico di Roberto Di Marco, per l’uccisione involontaria del compagno di caccia di frodo notturna, Andrea Pulerà, nella notte tra il 19 e il 20 ottobre 2013.

 

L’episodio avvenne durante l’attività venatoria illecita , condotta nel parco regionale di Veio e in piena notte, a cui parteciparono Roberto di Marco, Daniele Belli ed Andrea Pulerà, quest’ultimo colpito alla distanza di circa 20 metri da un colpo di fucile calibro 12 (caricato a pallettoni), morto poco dopo il ferimento, in quanto scambiato per un animale selvatico.

 

Non soddisfatto della riduzione della pena in appello, rispetto alla condanna inflitta in primo grado (il coimputato era stato assolto in appello) , il ricorrente DI Marco , tramite il proprio legale, ha sostenuto che il parco regionale di Veio non fosse tabellato, senza trovare accoglimento per la squinternata tesi, in relazione al comportamento palesemente illecito (caccia vietata a notte fonda e in area protetta a lui nota), anche in relazione al fatto che per giurisprudenza costante, è sufficiente la pubblicazione dei confini su gazzette e bollettini ufficiali per rendere noto il divieto nell’area protetta.

 

L’imputato è stato condannato anche alla rifusione delle spese legali delle parti civili

 

LAC-LEGA per l’ABOLIZIONE della CACCIA – Ufficio stampa

 

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