Brescia-Condannato bracconiere plurirecidivo per furto venatorio e contraffazione sigilli

12.12.2021

La Cassazione conferma reato e pena per contraffazione di sigilli di Stato e furto venatorio

Non si tratta dell’unica condanna penale subìta che ha impugnato fino alla Cassazione dopo le conferme in appello, ma almeno per questa, al tristemente celebre «buon bracconiere» del monte Manos, in realtà residente a Roè Volciano, è andata male.

L’uccellatore pluridenunciato e in una occasione anche arrestato (oltre che colpito da un divieto pluriennale di avvicinamento a Capovalle) si è visto respingere il ricorso, e contestualmente confermare la condanna a 10 mesi di reclusione (e 400 euro di multa) che teoricamente ora dovrebbe scontare; forse ai domiciliari?

Lo ricorda la LAC , che si è costituita parte civile in primo grado e in appello in numerosi altri procedimenti penali ancora aperti a carico del gestore di un roccolo illegale (un vero abuso edilizio oltre che venatorio) sulla montagna di Capovalle; quello per intenderci che organizzava messe e gare di spiedi, ovviamente con uccelli protetti, nel suo impianto di cattura.

Le denunce che ha accumulato (da parte di guardie volontarie, forestale prima e carabinieri forestale poi e polizia provinciale) sono così tante che si è perso quasi il conto, e adesso, la LAC commenta positivamente il ricorso respinto al mittente dalla Corte di Cassazione sottolineando uno dei contenuti della sentenza, collegato a un tema attualissimo: quello della frequentissima manomissione degli anellini per l’identificazione degli uccelli da richiamo registrata nuovamente in numerosi casi (anche “eccellenti”) nel Bresciano dall’inizio della stagione venatoria.

Nel caso in questione, il bracconiere era stato denunciato per furto aggravato ai danni del patrimonio dello Stato, e «gli erano stati sequestrati alcuni richiami vivi muniti di anelli della Federazione ornicoltori italiani i cui dati incisi erano stati alterati. Lo scopo era quello di far passare come allevati animali catturati con le reti dall’uccellatore valsabbino».

Proseguendo, LAC ricorda che nella sentenza (del 2 dicembre) la Corte di Cassazione «configura in questa alterazione il reato di contraffazione di strumenti destinati alla pubblica autenticazione previsto e punito dall’articolo 468 del Codice penale.

 

immagine di anelli su richiamo vivo
articolo giornale Bresciaoggi 12.12.2021

 

 

Un articolo del 2017 di stampa locale che riporta la notizia del bracconiere condannato

 

 

 

 

 


articolo del giornale Bresciaoggi 02.11.2021 che riporta la notizia di un Consigliere regionale lombardo denunciato per anelli contraffatti sui richiami vivi al suo capanno

 

 

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