Bracconaggio e illegalità in Valtrompia (BS): questa è Comunità?

 

Troviamo difficile non scadere verbalmente commentando l’incredibile vicenda che ha avuto come teatro uno spazio pubblico: la sala di un ente comprensoriale ridotta a una volgare osteria in cui non solo si violano le norme sul distanziamento sociale, ma si mangiano anche uccelli protetti abbattuti probabilmente dagli stessi commensali, allo stesso tempo funzionari e impiegati e – in parte – cacciatori.

Questa è l’immagine che ci viene in mente pensando a quello che è successo venerdì nella sede della Comunità montana della Valtrompia (BS): dipendenti pubblici sopresi con le mani nel piatto dalle forze di polizia ambientale mentre si apprestano a pranzare consumando animali protetti abbattuti illegalmente. Se questo è il livello del personale tecnico e dei dirigenti della «Casa comune della Valtrompia» come si può sperare che i semplici cittadini rispettino le regole e prima ancora la decenza?

Quello che è avvenuto a Gardone è semplicemente vergognoso, ennesimo sintomo della ridottissima percezione dell’illegalità venatoria esistente nelle valli bresciane, non a caso al primo posto in Italia, e ai primi in Europa, per l’incidenza del bracconaggio. Ma è anche un esempio del disprezzo per i sacrifici che la maggior parte delle persone hanno fatto e continuano a fare nell’era del Covid senza pensare a organizzare un pranzo collettivo illegale in un Ufficio tecnico o in una sala consiliare. Ancora più riprovevole sono le dichiarazioni del presidente Ottelli che invece di fare ammenda o prende le distanze da quanto accaduto si è limitato a dichiarare che non sarebbero stati contestati assembramenti perché la sala riempita dai suoi 24 dipendenti era grande. Uno schiaffo morale ai valtrumplini onesti, ai gestori di negozi, ristoranti, bar e commercianti che si sono sacrificati per il bene della comunità.

Complimentandosi per la bravura e anche per il coraggio dei carabinieri forestali, i quali sono riusciti a portare allo scoperto un caso clamoroso muovendosi in uno spazio difficile e delicato, la LAC si costituirà parte civile nel procedimento penale e chiede l’immediata sospensione dall’incarico di tutti i soggetti sorpresi al pranzo fuorilegge e le dimissioni del presidente dell’ente accompagnate dalle scuse formali ai tanti cittadini che le leggi, non solo quelle venatorie, le rispettano: la Comunità merita ben altro.

 

 

 

 

Interviste LAC al New York Times sulla vergogna del bracconaggio lombardo: la questione del pranzo illegale di funzionari pubblici a base di uccelli protetti in Valtrompia (BS) scoperto dai carabinieri forestali qualche giorno fa ma anche sulla nostra costituzione di parte civile in un procedimento penale (uno tra tanti) a carico di un capannista bresciano, titolare di regolare licenza di caccia, denunciato per avere ucciso e catturato illegalmente 780 uccelli protetti (fringillidi) e particolarmente protetti (tra cui balie nere e pettirossi) e per maltrattamento.

Indecenti sono poi le dichiarazioni rilasciate dal consigliere leghista che nonostante tutto, sta cercando argomenti per aggirare la legge nazionale che lo vieta, per far mangiare uccelli nei ristoranti e trattorie.

https://www.telegraph.co.uk/news/2021/04/19/italians-caught-police-tucking-clandestine-feast-featuring-dozens/

 

 

 

 

 

 

 

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Bresciaoggi 18.04.2021
 

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