Strada nel PaneveggioTN-Salvo il gallo cedrone e il suo habitat

Il coordinamento ambientalista del Trentino (LAC, Legambiente, LIPU, ENPA, PAN-EPPAA, WWF) e Mountain Wilderness:

Disastro ambientale sventato, ma non abbassiamo la guardia

Apprendiamo con soddisfazione l’annullamento del permesso a costruire della strada forestale in loc. Tra le malghe Scanaiol e Crel nel Parco di Paneveggio – Pale di San Martino: la costruzione di tale percorso avrebbe comportato la distruzione di una delle aree riproduttive di gallo cedrone (Tetrao urogallus) più importanti delle Alpi, disastro sventato per un soffio anche grazie al lavoro giudizioso di un giornalismo d’inchiesta attento e completo. Grazie a loro ci siamo mossi immediatamente, con tutti i mezzi a nostra disposizione, fino ad inviare un esposto alla Procura della Repubblica del Tribunale di Trento.
L’enorme valore dell’area è noto da decenni: e se quest’ultimo fosse sfuggito, il parere dell’organismo tecnico del Parco di Paneveggio cassato dalla sua stessa Giunta (di determinazione politica) riguardo la costruzione della strada è a questo riguardo estremamente chiaro. Non può quindi sfuggire come, pur nel merito di una decisione a favore di una naturalità sempre più aggredita per la quale manifestiamo indubbia soddisfazione, il recente dietrofront arrivi dopo giorni di pressioni sopraggiunte da qualsiasi fronte, nazionale ed internazionale. La lungimiranza ha quindi ben poco a che vedere con il lavoro degli attuali assessorati al’Ambiente e alle Foreste, che anzi evidenziano costantemente un metodo che nulla ha a che vedere con la ricerca del necessario equilibrio tra attività umane e vita naturale: ricerca che dovrebbe esserci resa ancor più necessaria dalla pandemia ora in atto.
Ora, riconosciuta la naturalità dell’area, deve essere fatto tutto il possibile non solo per metterla definitivamente in sicurezza da futuri sfruttamenti (curioso peraltro serva ulteriormente rimarcarne l’importanza, ricadendo il tutto entro i confini di una Zona di Protezione Speciale per la direttiva europea Habitat e contemporaneamente in una Zona Speciale di Conservazione per la Direttiva Uccelli) ma anche per rinaturalizzare la devastazione già compiuta.
Ringraziamo infine nuovamente le redazioni de l’Adige e Il Trentino, in particolare per gli articoli a firma di Mauro Fattor e Maddalena Di Tolla Deflorian, senza i quali l’eco dell’antico canto del cedrone sarebbe probabilmente scomparso.

 

 

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