Aquila uccisa a Gais-chiediamo giustizia

COMUNICATO STAMPA – UN’AQUILA È STATA UCCISA

IN ALTO ADIGE/SÜDTIROL UN’AQUILA È STATA UCCISA A GAIS CON UN COLPO DI FUCILE MENTRE ERA NEL NIDO, IN COVA DI DUE UOVA PRONTE A SCHIUDERSI

Bolzano 30 maggio 2020

Pochi giorni fa in Alto Adige/Südtirol un gesto efferato ha dato il segnale di come qualche subumano intenda il rapporto con la fauna da queste parti: un’aquila è stata uccisa con un colpo di fucile mentre era nel nido, in cova di due uova pronte a schiudersi.

Con una sola fucilata il soggetto ancora ignoto ha eliminato tre aquile, dal suo punto di vista un colpo grandioso, dal nostro punto di vista di grandiosa c’è solo la sua inadeguatezza a rientrare nel novero di essere umano.

Pare che un’altra aquila sia stata uccisa nel dicembre 2018, per la distorta mentalità di alcuni che li porta a considerare di loro proprietà la fauna selvatica che invece è, e rimane, patrimonio indisponibile di tutta la collettività.

La fauna e in particolare le specie a rischio vanno protette scrupolosamente, l’aquila è un predatore come il lupo, come, talvolta, l’orso. Che siano al vertice di sistemi biologici complessi che contribuiscono a mantenere in equilibrio perfetto non conta per questa mentalità arcaica, conta solo che le aquile potrebbero predare piccoli di camoscio e che i cacciatori locali si vedrebbero diminuire la possibilità di ucciderli, venderli e trarne profitto.

Questi cacciatori si pongono in diretta competizione con i predatori selvatici, ma, mentre il predatore selvatico rientra nel perfetto disegno naturale, il predatore cacciatore armato è un immane elemento di disturbo e squilibrio.

Nessun predatore animale è tollerato in Alto Adige/Sudtirol, la Wilderness, da questo singolare punto di vista, è da addomesticare ed estinguere. Direi che si tratta di un “alto” livello di rapporto con la natura: di rapina, come un cavernicolo della notte dei tempi ma senza averne le necessità.
Le iniziative degli amministratori pubblici dovrebbero essere di protezione per ambiente e salute pubblica, ma così, spesso, non è. Sarebbe necessario proteggere le aree selvatiche; non cacciare gli animali selvatici, anzi proteggerli; vivere nel modo più rispettoso che si può nei confronti del pianeta, basta informarsi per vivere a basso impatto. Non si dovrebbe cacciare nei parchi come si fa in Trentino Alto Adige/Sudtirol, e il nostro obiettivo è che non si possa più cacciare in ogni luogo.

La caccia non ha alcun valore culturale (anzi è un disvalore) e tantomeno naturalistico.

Solo una minima parte del pianeta ha ancora aree selvatiche, e tra tutti i mammiferi presenti al mondo il 60% sono bestiame d’allevamento, il 36% siamo noi esseri umani (e disumani) e solo il restante 4% sono i mammiferi selvatici. Dobbiamo proteggere orsi, lupi e tutta la fauna selvatica, la biodiversità, perché la loro presenza è di alto valore biologico e chiaramente ci mantiene tutti vivi e in ottime condizioni. Proteggere la fauna, significa proteggere il benessere di noi tutti. Mai come adesso dovrebbe essere evidente a tutti questa correlazione!
L’Umanità nel suo insieme è riuscita a modificare il clima del pianeta; è riuscita a spazzare via le aree selvatiche tanto che attualmente solo il 25% del pianeta è ancora in condizioni naturali; è riuscita a sterminare, dal 1970 a oggi, il 60% della fauna selvatica.

Cosa ci mantiene vivi su questo piccolo pianeta azzurro perduto nello spazio? Una sottilissima fascia di atmosfera, acque e suolo che ci fornisce l’aria da respirare e tutto quel che ci consente di vivere in salute, uno strato delicato, in proporzione sottile come la buccia di una mela e noi cosa facciamo? Buttiamo veleni nell’aria, nell’acqua, nel suolo e sterminiamo tutta la fauna che mantiene in mirabile equilibrio un sistema biologico preziosissimo. Davvero azioni degne di “Homo Sapiens Sapiens”.
Anche il Papa Francesco dopo l’enciclica di cinque anni fa “Laudato sì” è tornato sull’argomento il 24 maggio 2020 iniziando un anno di riflessione sulla tutela e custodia del Creato, invitando tutte le persone di buona volontà ad aderire ed esortando i popoli a curarsi di più e meglio della nostra unica casa comune: la terra.

Chiediamo al Presidente della Provincia Autonoma di Bolzano che siano svolte indagini scrupolose per affidare alla giustizia chi si è macchiato di azione tanto abietta e che sia fatto di tutto per impedire che tali atti di bracconaggio abbiano a ripetersi. Per parte nostra ci riserviamo di procedere per vie legali.

Cordiali saluti e grazie dell’attenzione

Caterina Rosa Marino LAC LEGA ABOLIZIONE CACCIA TRENTINO ALTO ADIGE/SÜDTIROL
Luigi Mariotti ASSOCIAZIONE WWF BOLZANO – VEREIN WWF BOZEN

Caterina Rosa Marino – Delegata LAC per il Trentino Alto Adige/Südtirol

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