Chiusi in gabbia

In questi giorni in cui per difenderci dal covid-19 siamo costretti a stare chiusi in casa, possiamo capire ancora di più quanto la prigionia imposta all’avifauna sia insopportabile.

Animali nati per volare per km e km, rinchiusi in minuscole gabbie della dimensione di un foglio A4.

È quanto accade ai richiami vivi, animali rinchiusi in piccole gabbie dove ogni loro esigenza fisiologica ed etologica è loro negata, una lunga sofferenza fino alla morte. I richiami vivi sono utilizzati dai cacciatori capannisti per attrarre loro simili verso lo sparo.

LAC continua a chiedere lo STOP dell’utilizzo dei richiami vivi.

Li vogliamo liberi, liberi di volare!

👉🏼 Condividi la petizione e chiedi ai tuoi amici di firmare

L’utilizzo degli uccelli come richiami vivi è una pratica particolarmente crudele.
I richiami vivi sono detenuti in condizioni durissime, per molto tempo al buio in modo che perdano la percezione del tempo e scambino il periodo in cui verranno esposti al capanno per la primavera. Il loro canto così attirerà maggiormente, riempiendo il carniere del cacciatore.
Tenuti in condizioni igieniche precarie, senza la possibilità di distendere le ali destinate così ad atrofizzarsi e di fare le quotidiane abluzioni e bagni di sabbia, che in natura  amano fare per proteggersi dai parassiti. Costretti ad una detenzione dove le zampe si ricoprono di piaghe e ulcere, nella quale il tasso di mortalità è impressionante.

A queste migliaia di piccoli uccelli migratori come allodole, cesene, merli, tordi, colombacci e pavoncelle è negata la libertà quotidiana di volare e seguire il loro istinto che li porterebbe a volare per chilometri e chilometri durante le stagioni migratorie. Migliaia perché ogni anno il “capannista” deve procurarsi degli uccelli freschi, per ragioni di richiamo o per rimpiazzare quanti sono morti nel corso dell’anno precedente. Oltre a queste specie vengono utilizzate anche anatidi per la caccia da appostamenti acquatici.

Per questa pratica crudele vengono utilizzati uccelli allevati appositamente, ma troppo spesso anche frutto di catture illegali. Ogni anno  i traffici illeciti di uccelli scoperti sono tantissimi e rappresentano solo la punta di un iceberg di un business incredibile che svuota i nostri cieli e condanna gli uccelli selvatici a un’insopportabile prigionia.

Per l’utilizzo ai fini di richiamo, a queste specie verrà negata la possibilità di esplicare l’attività fisiologica, un maltrattamento che cesserà solo con la fine dei loro giorni.

Ai cacciatori, in alternativa ai richiami vivi, la normativa già ora consente fischietti o altri strumenti a bocca o a mano, oltre a stampi in plastica raffiguranti specie cacciabili. Mentre è già vietato l’utilizzo di richiami elettroacustici, a funzionamento meccanico, elettromagnetico o elettromeccanico, perché ha una incontrollabile e forte attrattiva per l’avifauna, ne è però ammessa la vendita, cosa che oggigiorno ne porta ad un utilizzo illegale e diffuso.

Per tutto quanto sopra esposto chiediamo al governo con questa petizione, anche ai sensi dell’articolo 50 della Costituzione :
-di abolire la pratica e vietare severamente l’utilizzo di uccelli come richiami vivi.
– di mantenere il divieto di utilizzo di richiami acustici a funzionamento meccanico, elettromagnetico o elettromeccanico, con o senza amplificazione del suono e di vietarne la vendita.

 

migrazione dell’avifauna

Sostienici

https://www.abolizionecaccia.it/sostienici/