Allodola-perchè ne chiediamo l’esclusione dai calendari venatori

allodola con pulli foto presa dal web

Allodola-Perché LAC anche quest’anno ne ha chiesto l’esclusione dai calendari Venatori.

Premesso che LAC è per l’abolizione della caccia e che consideriamo immorale uccidere qualsiasi specie per divertimento,
cerchiamo in questo articolo di far comprendere il perchè LAC in questi anni ricorre sistematicamente ai tribunali amministrativi per chiedere l’esclusione dai calendari venatori anche della specie allodola.

Dati pubblicati sulla letteratura specializzata stimano che nel primo decennio del Duemila in Italia si abbattevano legalmente circa un milione e 839 mila allodole all’anno; senza contare gli spari illegali. Questo dato equivale al 73 per cento dei capi uccisi legalmente in tutti i Paesi dell’Unione europea.

L’allodola è una specie in serio stato di conservazione sfavorevole. In Italia svernano le allodole dell’Europa dell’Est, appartenenti a popolazioni di cui dopo anni di buio è ora emerso il marcato declino, mentre quello dei contingenti nidificanti nell’Europa occidentale è conosciuto da tempo.

Lo conferma anche l’ornitologo Flavio Ferlini, da anni studioso non solo in Italia di quell’Alauda arvensis sempre più rara e per questo uccello migratore sempre più assente dai cieli europei, si è aperta un’altra voragine.

Per questo motivo è stato definito nella Conferenza Stato Regioni dello scorso anno anche un Piano di gestione nazionale dell’allodola. «Il Piano di gestione nazionale limita la caccia dal primo ottobre al 31 dicembre fissando un carniere stagionale di 50 capi per cacciatore – ricorda Ferlini –in realtà sarebbe auspicabile che anche l’Italia, primatista continentale degli abbattimenti, si allineasse alle scelte assai più responsabili fatte dalla maggioranza dei Paesi europei garantendo una totale protezione all’allodola».

Perchè questo passeriforme sta sparendo, e mentre in Europa solo Italia, Francia, Grecia, Romania, Malta e Cipro rinnovano il via libera alle fucilate (quasi tutti gli altri Stati le hanno fermate), su scala continentale si registrano dati da paura: in Europa occidentale dal 2000 al 2012 si sono registrati crolli della popolazione nidificante fino al 35%, e in quella orientale si è arrivati al valore massimo del -26%.

Ferlini, ornitologo pavese autore di studi e di numerose pubblicazioni in Italia e all’estero, ricorda che questo quadro emerge dalle comunicazioni fatte dai singoli Stati alla Commissione europea fino al 2013, ma anche, fuori dall’ Ue, da esperti nazionali e dall’European bird census council, e poi il quadro lo completa ricordando le principali cause di declino di questa specie che nidifica a terra (anche in Italia, sempre meno, con la sottospecie Alauda arvensis cantarella). «SIAMO a livelli drammatici- sottolinea Ferlini -solo in Italia le coppie nidificanti calano del 20-30% ogni decennio, qui come altrove per effetto dell’agricoltura intensiva, delle monocolture, mais in testa, e dell’impiego di pesticidi e fertilizzanti chimici. Ma anche a causa del cambiamento climatico. Per via delle temperature più elevate si assiste sempre più spesso a una anticipazione del primo taglio del foraggio: una pratica che distrugge le prime covate». Come correre ai ripari? «Applicando interventi pratici – suggerisce Ferlini -: dal miglioramento degli habitat agricoli al mantenimento delle stoppie in inverno, passando per lo sviluppo dell’agricoltura biologica, previsti dal Piano di gestione nazionale, e allineandosi al divieto di caccia temporaneo deciso nel resto d’Europa».

E’ di questi giorni la notizia del decreto della Direzione generale agricoltura, alimentazione e sistemi verdi n. 12844 dell’11 settembre 2019 attraverso il quale la Regione Lombardia vietava la caccia del combattente e regolava il prelievo di altre sei specie di uccelli (allodola, moretta, moriglione, pavoncella, pernice bianca e quaglia). L’associazione LAC, difesa dall’avvocato Claudio Linzola di Milano, ricorreva al TAR (sezione IV) che con ordinanza 1323/2019 pubblicata l’11 ottobre 2019 sospendeva il provvedimento impegnato.La trattazione di merito del ricorso è stata fissata al prossimo 16 luglio 2020. Per i giudici amministrativi “nel bilanciamento degli interessi contrapposti è prevalente, ad avviso del Collegio, l’interesse alla conservazione del patrimonio faunistico della Regione azionato dalle associazioni ricorrenti”

 

 

allodola abbattuta
allodola abbattuta

 

 

 

 

 

 

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