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Ferito dalla fucilata di un cacciatore
Ciclista sessantenne colpito durante un’escursione in campagna, i medici gli hanno estratto 40 pallini.
Scattata la denuncia

di Rino Filippin
È finita male, ma poteva finire anche peggio: passeggiare in bicicletta sul cavo Lama e trovarsi con 40 pallini di una fucilata conficcati su tutto il corpo ha il sapore di un incubo che porta direttamente alla tomba. Ma per fortuna la vittima del cacciatore non è finita all’obitorio e se l’è cavata con 4 ore d’ospedale. Tanto il tempo che, infatti, è servito ai sanitari per ripulire dal piombo tronco e viso dell’uomo.
Un episodio gravissimo che forse era prevedibile visto che, come ci suggeriscono le segnalazioni dei cittadini, «troppi cacciatori si avvicinano alle case e sparano senza avere la certezza di colpire la preda».
Questo il fatto: giovedì mattina un sessantenne inforca la sua bici e inizia a pedalare sul cavo Lama. Lo fanno in tanti soprattutto dopo la pubblicità degli ambientalisti: quello sarà il futuro parco di Carpi. Per ora, invece, è un’area verde frequentata anche dalle doppiette. Così l’uomo, mentre pedalava costeggiando il corso d’acqua, ha sentito il colpo e un istante dopo è finito a terra rovinosamente. Sanguinava dalla testa ai piedi: i pallini lo avevano trasformato in una specie di colabrodo.
Pochi minuti dopo l’uomo si trovava su una barella del pronto soccorso. I medici hanno impiegato almeno 4 ore per togliergli tutti i pallini e medicarlo. Così nel pomeriggio la vittima del cacciatore è stata dimessa e ha potuto far rientro a casa. «Quando l’abbiamo visto - ci ha raccontato una sua parente - siamo rimasti impressionati: aveva tutta la camicia bucata e coperta di sangue. Veramente vergognoso che i cacciatori possano sparare in quella zona dove passano podisti, ciclisti, bambini... Il sindaco dovrebbe fare qualcosa: il parco Lama deve essere liberato dalle doppiette».
Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri che ora stanno svolgendo le indagini. Legambiente, contattata da noi, ha pesantemente condannato l’episodio: «È un fatto inqualificabile e sconcertante - dice Mario Poltronieri, presidente dell’assocazione in città -. C’è l’urgenza di proibire la caccia in quella zona frequentatissima. I cacciatori dovrebbero stare alla larga da abitazioni e zone frequentate dai cittadini. È anacronistico che venga ancora consentita l’attività delle doppiette in luoghi di libera circolazione: con simili cacciatori c’è il rischio di finire in viale dei Cipressi».
A questo punto non resta che attendere gli eventuali provvedimenti che Provincia e Comune vorranno prendere per mettere in sicurezza la zona che ormai, per migliaia di carpigiani, è un luogo di ritrovo e relax. Oggi finire impallinati durante una scampagnata è un rischio concreto.

1 settembre 2011