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Daniele Manfrin, di Masarolis di Torreano, è stato colpito involontariamente da un compaesano mentre stavano facendo una battuta nei boschi. Indagine dei carabinieri
Cacciatore spara e uccide per sbaglio l'amico
Un movimento dietro a un cespuglio, nel bosco, durante una battuta di caccia. Poi uno sparo e, dopo qualche istante, la tragica scoperta. A essere colpito non un animale selvatico, ma un uomo.

La tragedia si è consumata ieri mattina, sulle montagne tra Masarolis di Torreano e Montefosca di Pulfero, sul versante est del Vorsic. Vittima Daniele Manfrin, 50 anni, di Masarolis che, come faceva sempre, aveva seguito un gruppo di amici cacciatori di Torreano nella loro uscita domenicale. Tutto pareva andare per il meglio quando, per cause ancora al vaglio dei carabinieri della Compagnia di Cividale, l'uomo è stato colpito a morte involontariamente. Erano da poco passate le 10.30. Attoniti e sconvolti, i cacciatori hanno dato l'allarme. Sul posto è giunto il personale medico del 118 che non ha potuto far altro che constatare la morte di Manfrin. Complessa e difficoltosa l'operazione di recupero della salma: il corpo, finito in un fossato, è stato trasportato a valle solo verso le 15.30. Ad esplodere il colpo mortale è stato un amico della vittima, M.P. le sue iniziali, un compaesano di 38 anni residente a Torreano, in via Principale. Il cacciatore, che adesso non si dà pace, è stato ascoltato dai carabinieri che hanno avviato un'indagine per chiarire le dinamiche della vicenda. Manfrin, Miha per gli amici, viveva da solo a Masarolis. Dopo la morte della madre e del padre - originario del Veneto - era stato accudito dalla nonna e aveva passato un breve periodo in collegio. Non aveva un'occupazione fissa ma dava spesso una mano come manovale ai muratori della zona. A Torreano lo conoscevano tutti. In casa aveva raccolto una ventina di gatti e, per i cacciatori, seguiva i cani. Ogni giorno, con il suo motorino, raggiungeva il capoluogo dove faceva scorta di mangime e dove comprava qualcosa da mangiare per sé. Si fermava spesso al bar e poi faceva rientro a casa. Manfrin lascia due sorelle. Una di loro risiede in Germania, l'altra in Italia ma fuori regione. Le due donne venivano a trovarlo ogni anno, in luglio, per la festa paesana di Masarolis. Sempre ieri mattina, sull'autostrada tra Udine Nord e Udine sud in direzione di Gonars, un furgone di cacciatori, con sei cani a bordo, si è rovesciato. Gli animali sono fuggiti tra la carreggiata e i campi e sono stati poi ripresi con l'aiuto degli agenti della polizia stradale. In serata la Lav ha chiesto che il prefetto sospenda le licenze e che i cacciatori siano sottoposti a nuovi esami. (Il Gazzettino, Udine, 05 Novembre 2007)


TORREANO La sua posizione è aggravata dalla leggerezza con cui ha sparato pur essendo esperto dell’arte venatoria. Sospesa la licenza a tempo indeterminato
Ha gridato agli amici: «Ho preso il capriolo»

Maurizio Predan deve rispondere di omicidio colposo per la morte di Daniele Manfrin. Oggi l’autopsia della vittima
TorreanoL'aveva scambiato per un capriolo. Invece era il suo amico Miha. A trarre in fatale inganno Maurizio Predan, il 38enne di Torreano che ha colpito a morte il compaesano Daniele Manfrin, 50 anni, di Masarolis, sono stati i suoi abiti e la postura assunta dalla vittima nel bosco. Manfrin s'era allontanato dal gruppo di cacciatori per un pochi minuti e, dalla cima di un'altura del monte Vorsic, aveva raggiunto un fossato, 50 metri più in basso. Là, forse per raccogliere qualcosa, Manfrin si era piegato in avanti. Di lui, pare, dalla cresta sovrastante, si vedeva solo una parte del fondoschiena coperto da un paio di pantaloni dai toni simili a quelli della vegetazione. Predan ha creduto d'esser di fronte a un capriolo; ne era certo quando ha imbracciato il fucile e ha mirato proprio verso il corpo dello sfortunato amico. Non aveva notato lo zainetto bianco e nero che Manfrin portava sulle spalle. Così è accaduta la disgrazia. «L'ho preso, l'ho preso», ha gridato il cacciatore, invitando gli altri compagni a seguirlo, sicuro d'aver catturato una preda.Pochi passi fatti di corsa sul declivio e l'amara scoperta. Allora quel vociare che accompagna le battute di caccia domenicali si è trasformato in grida di terrore. «Ho colpito Miha, Miha è ferito, venite subito». Niente da fare per quell'uomo che tanto era affezionato ai cani segugi, che non aveva mai imbracciato un fucile ma che amava le scampagnate nei boschi, insieme a quel gruppo di amici che sempre l'avevano accolto con affetto. A stroncargli la vita una proiettile per caprioli, tecnicamente per ungulati, calibro 270, esploso da un fucile da caccia di marca Browining, semiautomatico con caricamento a cinque colpi.La pallottola, unica, lo ha colpito alla parte sinistra della schiena per uscire poi dalla parte sinistra del petto. La morte è stata istantanea, sopraggiunta per choc emorragico, come ha confermato il medico legale giunto sul posto, Marta Castellani. A rimanere leso è stato probabilmente un grosso vaso che trasporta il sangue al cuore. Disperati, i cacciatori hanno dato subito l'allarme.La Procura di Udine ha disposto un esame autoptico che sarà eseguito questa mattina, nella cella mortuaria del cimitero di Cividale dove domenica pomeriggio è stata composta la salma. Sulla vicenda indagano i carabinieri di Torreano e quelli della Compagnia di Cividale che hanno già ascoltato Predan e gli altri cacciatori. Per lui l'ipotesi di reato è quella di omicidio colposo aggravato dalla leggerezza con cui l'uomo avrebbe sparato pur essendo esperto nell'arte venatoria. Il Browining è stato posto sotto sequestro. Sospesa a tempo indeterminato la licenza di caccia del 38enne. Ieri è giunta da Ferrara una delle sorelle della vittima, Patrizia Manfrin, che si è occupata anche dell'organizzazione delle esequie. Il fatto ha sconvolto molto la comunità del paese dove l'uomo era molto conosciuto e socialmente integrato, nonostante il suo carattere solitario.Paola Treppo (Il Gazzettino, Udine, 06 Novembre 2007)

4 novembre 2007 | 23:54 CET

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