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gennaio

30

2012

Una battuta di caccia che si è trasformata in un dramma nella riserva di Tiberini

Trenta ettari di bosco in fiamme
Scatta il piano antincendi della Regione, volontari al lavoro per tutta la giornata in una riserva di caccia

di Francesca Gori
ORBETELLO
Una battuta di caccia che si è trasformata in un dramma nella riserva di Tiberini. Siamo sui poggi tra Capalbio e Orbetello. Domenica, le doppiette erano in battuta quando qualcosa è andato storto. Un colpo di fucile, o un fuocherello acceso per scaldarsi. Il vento ha fatto il resto. Alla fine della giornata, il bilancio è di 30 ettari di bosco distrutti.
È stata una giornata di passione quella di ieri sui poggi che si affacciano su Orbetello. Per domare le fiamme si è dovuto mettere in moto il servizio di antincendio boschivo della Regione. Sono intervenuti per le operazioni di spegnimento due elicotteri arrivati da Firenze e da Lucca e due canadair del servizio nazionale.
L’allarme è scattato ieri mattina verso le 11. Una chiamata è arrivata ai vigili del fuoco. Quando i pompieri hanno raggiunto la macchia, però, hanno capito che per loro non sarebbe stato facile operare. I mezzi dei vigili del fuoco sono troppo grandi per arrampicarsi su quei terreni impervi. Nella riserva Tiberina sono arrivati subito anche i volontari della Racchetta di Capalbio, che con le loro attrezzature hanno subito cominciato a domare le fiamme.
Il vento, però, ci ha messo del suo. In poco tempo le fiamme hanno cominciato a mangiare sterpaglie, ettaro dopo ettaro. Alla fine della giornata, dopo che erano arrivati i rinforzi da Firenze e Lucca con gli elicotteri e i canadair della protezione civile nazionale e due squadre di volontari e due del corpo forestale dello stato il fuoco è stato domato. Nel tardo pomeriggio non c’era più fiamma attiva e sono cominciate le operazioni di bonifica.
I volontari dell’antincendio boschivo della Racchetta, ieri, per tutto il giorno sono stati impegnati su quei calanchi. Dodici persone al lavoro e cinque mezzi agili che si sono arrampicati fin lassù per contenere quell’incendio.
Ci ha messo un po’ di più la Regione ad organizzare il servizio che ha permesso, comunque, di evitare il peggio in quella riserva. Difficile che in un periodo come questo si scatenino incendi di quelle dimensioni. E per organizzare le partenze degli elicotteri, c’è stato bisogno di qualche decina di minuto in più. In estate infatti, quando l’allerta è massima, un elicottero è di stanza all’Alberese. In pochi minuti, una volta in volo, riesce a raggiungere tutte le zone della provincia. ieri invece, è toccato aspettare l’arrivo dei due elicotteri da Firenze e da Lucca. Ma anche se qualche ritardo si è accumulato, il piano di emergenza del servizio antincendi boschivo della Regione ha funzionato. E le fiamme, in qualche ora, sono state domate evitando la distruzione di altro terreno e di altra macchia. Il sottobosco, ora, è completamente secco e ricoperto da sterpaglie. In Maremma non piove da settimane. È un inverno particolarmente secco. Poche piogge e scarse, che non aiutano a proteggere i boschi dalle fiamme. Ieri i vigili del fuoco sono stati impegnati anche su altri fronti. Incendi meno estesi, ma comunque incendi che si sono scatenati sempre per motivi accidentali. Come quello che nella riserva di Tiberini ha mangiato trenta ettari di bosco nel comune di Orbetello, al confine con la Piccola Atene.

30 gennaio 2012