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febbraio

24

2012

Maxi-sequestro della Forestale: alt ai bracconieri

Maxi-sequestro della Forestale: alt ai bracconieri

CAPOTERRA. Altri tre bracconieri finiti con i loro carnieri e l'armamentario nella rete degli agenti del Corpo forestale. E' l'ennesimo successo dei ranger.  Quattrocento fra tordi, merli e fringuelli, in parte già spiumati e congelati in freezer, centinaia di lacci, tagliole e reti per l'uccellagione, ma anche un fucile da caccia calibro 12 con tanto di sofisticato visore notturno già montato sul dorso superiore dell'arma, sono stati sequestrati nel corso dell'operazione anti bracconaggio condotta sui monti del Sulcis (fra Capoterra e Santadi) e dei Sette Fratelli dai ranger dell'Ispettorato ripartimentale di Cagliari, del Nucleo investigativo e delle stazioni di Capoterra e Sinnai, tutti coordinati dal direttore del servizio, Giuseppe Delogu.  I bracconieri colti sul fatto dai Forestali durante le loro battute di caccia di frodo sono gli operai G.G. (53 anni di Uta) e D.M. (31, di Capoterra), l'artigiano di Quartu Sant'Elena A.C. (51 anni), denunciati all'autorità giudiziaria in stato di libertà per il reato di uccellagione e detenzione di mezzi non consentiti nell'esercizio venatorio. I primi due sono stati sorpresi in località Guttureddu, territorio monatno di Uta, mentre prelevavano gli uccelleti (15 fra tordi e pettirossi) appena catturati dalle reti posizionate lungo un sentiero. Nella successiva perquisizione domiciliare nelle abitazioni dei due, sono stati trovati e sequestrati 256 volatili e 30 reti in naylon.  L'artigiano quartese è stato invece sorpreso in località Burranca, versante orientale del compendio montano dei Sette Fratelli in territorio di Maracalagonis, mentre recuperava, anche lui, i volatili finiti nella rete tesa fra le piante e i cespugli. A pochi metri, nascosto dietro un masso, i ranger hanno poi trovato il fucile da caccia con visore notturno, che al controllo della proprietà sul registro delle armi è risultato appartenere proprio ad A.C. L'arma era stata presumibilmente messa lì, pronta all'uso, per essere sparare contri cervi e cinghiali che popolano la zona. Nella perquisizione domiciliare, all'artigiano quartese sono stati trovati 120 tordi già spiumati e congelati in bustine di naylon contenenti ciascuna 8 capi, giusto il numero di una singola taccula. In un ripostiglio erano invece tenute 25 reti, lacci in acciaio per cinghiali e cervi, numerose tagliole per selvaggina.Durante l'operazione, i Forestali hanno anche eseguito la bonifica di ampie zone, recuperando centinaia di reti e lacci.

24 febbraio 2012