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gennaio

31

2012

Morti e feriti della stagione venatoria 2011-2012 in Sardegna

Morti e feriti della stagione venatoria 2011-2012 in Sardegna.

Mentre la canèa venatoria pretende la caccia a febbraio a ogni costo, con l’alibi della caccia in deroga, si chiude la contabilità dei morti e feriti umani durante la stagione di caccia 2011-2012 in Sardegna.  Altri due “incidenti di caccia” anche nell’ultimo giorno a disposizione.

Siamo giunti a tre morti e sedici feriti, tutti cacciatori con l’eccezione di un pescatore di origine romena.

In realtà, si tratta quattro morti e sedici feriti, non potendo ignorare che un altro cacciatore (Domenico Molino, nelle campagne di Ovilò, Loiri Porto S. Paolo) è stato ucciso in circostanze inquietanti, quasi certamente per cause legate al mondo venatorio. Un ulteriore cacciatore, poi, è deceduto per infarto durante una battuta di caccia.

Il bilancio nazionale, ancora purtroppo largamente provvisorio, parla finora di 25 morti (24 cacciatori, 1 cercatore di funghi scambiato per un cinghiale) e di 69 feriti (58 cacciatori e 11 comunissime persone) in tutta Italia.

Nella stagione venatoria 2010-2011 in Sardegna ci sono stati 4 morti, tutti cacciatori, e 11 feriti, dei quali 10 cacciatori e 1 persona comune, una ragazza che cercava funghi.  In tutta Italia ben 35 morti, dei quali 34 cacciatori e 1 persona comune, ben 74 feriti, dei quali 61 cacciatori e 13 persone comuni.

Il trend negli ultimi 3 anni è in deciso aumento.

I morti e i feriti fra gli altri animali in una stagione venatoria si stimano in centinaia di milioni.

Un po’ troppo sangue per un preteso sport, no?

31 gennaio 2012

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