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MANIFESTAZIONE NAZIONALE: RESTITUITECI IL REFERENDUM E LA DEMOCRAZIA


- Per il ripristino della democrazia e del diritto costituzionale alla partecipazione
- Per la restituzione del Referendum sulla caccia scippato da Cota e Sacchetto
- Contro la strumentalizzazione di ammalati, pensionati, disabili e disoccupati, per una politica che si occupi realmente di risolvere i problemi dei cittadini
- Per le immediate dimissioni della Giunta Cota, responsabile del furto del Referendum e dello scempio della legalità democratica!

Oggi, con la scusa della crisi economica, hanno cancellato una legge per impedire il Referendum sulla caccia.
Domani, seguendo la stessa logica perversa, possono cancellare il diritto di voto!

Roberto Piana, comitato Promotore Referendum, presidente LAC Piemonte
Andrea Zanoni, eurodeputato, presidente LAC Veneto

3 giugno 2012

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giugno

2

2012

UN DURO MONITO PER I POLITICI - MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER LA DEMOCRAZIA

TORINO  -  DOMENICA 3 GIUGNO 2012
MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER LA DEMOCRAZIA
UN DURO MONITO PER I POLITICI
DICHIARAZIONE  DI GUSTAVO ZAGREBELSKY

 

Il Presidente Emerito della Corte Costituzionale Gustavo Zagrebelsky ha fatto giungere al Comitato del Referendum il seguente messaggio.

 

“Aderisco alla manifestazione del 3 giugno, di protesta contro il comportamento dell'Amministrazione regionale che ha operato per vanificare l'iniziativa di tanti cittadini che, da venticinque anni (venticinque!!!) operano per poter esercitare il diritto al referendum su temi così importanti come la difesa dell'ambiente e il rispetto delle forme della vita che ospita e il contrasto della cultura che considera l'uccisione degli animali uno sport, un passatempo, un divertimento.

Oggi, finalmente, la legittimità di questa iniziativa è stata pienamente riconosciuta ma è venuto a mancare quel minimo di cultura democratica che imporrebbe al mondo della politica, di fronte a una richiesta referendaria, di mettersi da un lato, registrare la volontà dei cittadini e astenersi da comportamenti ostruzionistici.

Evidentemente, c'è chi ritiene che i cittadini siano marionette e che la presente amministrazione regionale – la cui legittimità è, come minimo, dubbia – possa manipolarli come meglio ritiene, dando via libera solo alle iniziative che non danno fastidio. Ma la democrazia è un'altra cosa e, prima o poi, ce ne dovremo rendere conto tutti.

Auguri per la manifestazione che avete convocato.”

Gustavo Zagrebelsky

 

per il Comitato Referendum Caccia (Piero Belletti e Roberto Piana)
Aderiscono al Comitato: Agire Ora, APDA, CIPRA Italia, ENPA, Federazione dei Verdi, Gruppi Consiliari Regione Piemonte Federazione Sinistra Europea, Insieme per Breso, Italia dei Valori, Sinistra Ecologia e Libertà, La Pulce, LIDA, Mountain Wilderness, Movimento 5 Stelle, No alla caccia, OIPA, Teatro Zeta, Terra Boschi Gente e Memorie, Terra del Fuoco, VegFestival 

2 giugno 2012

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VERGOGNA! Cota e Sacchetto: Restituiteci il Referendum e la Democrazia

Domenica 3 Giugno 2012 - Manifestazione Nazionale a Torino


Con un atto liberticida e antidemocratico il Consiglio Regionale del Piemonte e la Giunta presieduta dal leghista Cota hanno abrogato la Legge sulla caccia, cancellando di fatto il Referendum regionale, fissato per il 3 giugno.

Questo è avvenuto a trenta giorni dalla data della consultazione, quando la macchina referendaria era già attiva da mesi e aveva già coinvolto migliaia di volontari. L’arma utilizzata per raccogliere consenso intorno a questo scippo senza precedenti è stata quella crisi economica che questa stessa classe politica ha contribuito a generare!

Così, tramite uno scientifco ribaltamento della realtà, i referendari sono stati dipinti come coloro che volevano sperperare 22 milioni di Euro (cifra, peraltro, campata per aria) mentre in Giunta tutti si dichiaravano – per la prima volta – preoccupati per coloro che stanno peggio, speculando in modo inaccettabile sui drammi reali delle persone ammalate, degli anziani con pensione al minimo, dei disabili, dei disoccupati, dei precari.

Peccato che tutti gli appelli del Comitato referendario a trovare soluzioni alternative (tra cui l’accorpamento alle elezioni amministrative) che impedissero di spendere soldi pubblici siano stati ignorati se non addirittura sbeffeggiati da Cota, dall’assessore Sacchetto e soci.

Giunta e maggioranza, col solo scopo di assecondare poche migliaia di cacciatori, i cui consensi fanno sempre gola a politicanti alla ricerca di voti facili, hanno così calpestato il diritto legittimo di quattro milioni di piemontesi ad esprimere democraticamente la propria posizione su un tema di grande importanza. Questo provvedimento – figlio di una classe politica sempre più slegata dalle persone che pretende di rappresentare – si è fatto beffe dei cittadini e di 25 anni di battaglie legali, risoltesi con l’imposizione da parte dei giudici di indire la consultazione. Non bastasse, gli autori di questo atto inqualifcabile hanno strumentalizzato le fasce più deboli, quelle persone che stentano più di tutte a sopravvivere alla crisi.

Questa VERGOGNA merita una reazione forte e univoca da parte di tutte le forze democratiche, dal mondo animalista e ambientalista ai partiti, ai movimenti e le associazioni dei cittadini, a coloro che, come molti di noi, appartengono proprio a quelle categorie sociali sempre più precarie, che ovviamente non avranno alcun beneficio dalla cancellazione del Referendum, al contrario di quanto in molti hanno blaterato dai palazzi del potere regionale.

Oggi, con la scusa della crisi economica, hanno cancellato una legge per impedire il Referendum sulla caccia. Domani, seguendo la stessa logica perversa, possono cancellare il diritto di voto !

Torino, 3 giugno 2012 MANIFESTAZIONE NAZIONALE
Concentramento alle ore 15.30 in Corso Bolzano 30 (a 100 mt da Porta Susa)

  • Per il ripristino della democrazia e del diritto costituzionale alla partecipazione
  • Per la restituzione del Referendum sulla caccia scippato da Cota e Sacchetto
  • Contro la strumentalizzazione di ammalati, pensionati, disabili e disoccupati, per una politica che si occupi realmente di risolvere i problemi dei cittadini
  • Per le immediate dimissioni della Giunta Cota, responsabile del furto del Referendum e dello scempio della legalità democratica!

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7 maggio 2012

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maggio

3

2012

Cota e Sacchetto abrogano la legge regionale sulla caccia. E con essa il referendum e la democrazia.

Per il momento, ogni attività propagandistica è sospesa: non avrebbe infatti senso volantinare o fare banchetti in una situazione come l’attuale. Non ci diamo comunque per vinti.

La vergognosa decisione del Consiglio Regionale di abrogare la Legge Regionale 70/96 non ci fermerà di sicuro. Anche se la Legge Finanziaria deve ancora essere approvata ed il referendum annullato con uno specifico provvedimento, è ovvio come la situazione abbia preso una piega a noi sfavorevole.
L’opinione pubblica è ormai convinta che il referendum non si farà più, per cui, anche nel caso – improbabile ma non impossibile – che la situazioni si ribalti, le difficoltà per noi diverrebbero praticamente insormontabili. Non fosse altro che per ladrammatica riduzione dei tempi a nostra disposizione per la campagna elettorale.
Non ci diamo comunque per vinti.
Intanto valuteremo tutte le strade legali per riprenderci il referendum (e soprattutto la democrazia): al momento non escludiamo nemmeno denunce penali (per violazione dell’articolo della Costituzione che prevede i diritti civili della popolazione).
Saranno comunque i nostri legali ad indicarci quale sarà la strada più proficuamente percorribile.
Per il momento, tuttavia, ogni attività propagandistica è sospesa: non avrebbe infatti senso volantinare o fare banchetti in una situazione come l’attuale.
Venerdì pomeriggio, e soprattutto lunedì sera, ci ritroveremo e valuteremo con calma quali siano le risposte più adeguate da predisporre.
Sospendiamo l’attività, ma non smobilitiamo.
Anzi, se possibile ci impegneremo ancora di più di quanto abbiamo fatto fino ad ora. Ormai non è più solo una battaglia a difesa degli animali selvatici, ma soprattutto della democrazia e dei diritti dei cittadini, ignobilmente calpestati da Cota, Sacchetto e compari.

COMITATO REFERENDUM CACCIA

3 maggio 2012

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aprile

27

2012

GRAVISSIMO E INACCETTABILE ATTENTATO ALLA DEMOCRAZIA

Quello che è successo oggi in Consiglio Regionale è incredibile ed indegno di un Paese che si ritiene non solo democratico, ma addirittura civile.

La Terza Commissione del Consiglio Regionale ha infatti approvato un Ordine del Giorno il quale, nelle intenzioni dei proponenti, dovrebbe vincolare la Regione nell'approvare una nuova legge sulla caccia, dopo che quella attuale verrà abrogata, all'unico e dichiarato scopo di impedire ai cittadini di esprimere il loro parere attraverso il referendum del prossimo 3 giugno.

L'atto è già di per sé gravissimo: il referendum popolare è l'unica forma di partecipazione diretta del popolo alle scelte politiche, oltre alle elezioni. Il negare questo diritto rappresenta un atto intollerabile ed odioso, che come cittadini, prima ancora che come ambientalisti, ci rifiutiamo di accettare.

Ma oltre il danno c'è la beffa: infatti, la nuova legge che sostituirà quella attuale sarà una presa in giro per gli ambientalisti. Verranno protette cinque specie, di scarso o nullo interesse venatorio (tra cui gazza, cornacchia nera e grigia), si vieterà la caccia di domenica solo nel periodo estivo (quando la stagione venatoria è praticamente chiusa) e si continuerà tranquillamente a cacciare sulla neve.

Non possiamo accettare questo atto antidemocratico da parte della Regione: invitiamo le forze politiche che ancora credono nella democrazia a reagire duramente a quella che non può che considerarsi una squallida provocazione da parte della maggioranza che oggi governa in Regione.

Il Comitato del referendum preannuncia iniziative molto dure affinché nella nostra Regione torni la democrazia. I cittadini devono conoscere chi ci governa e quali metodi vengono adottati.

 

per il Comitato Referendum Caccia (Piero Belletti e Roberto Piana)

 

Aderiscono al Comitato: Agire Ora, APDA, CIPRA Italia, ENPA, Federazione dei Verdi, Gruppi Consiliari Regione Piemonte Federazione Sinistra Europea, Insieme per Breso, Italia dei Valori, Sinistra Ecologia e Libertà, La Pulce, LIDA, Mountain Wilderness, Movimento 5 Stelle, No alla caccia, OIPA, Teatro Zeta, Terra Boschi Gente e Memorie, Terra del Fuoco, VegFestival

 

 

27 aprile 2012

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Appello al voto - Intervista a Margherita Hack sul referendum caccia in Piemonte

13 aprile 2012

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aprile

9

2012

Indetto ufficialmente il Referendum contro la Caccia per il 3 giugno 2012

Con decreto del Presidente della Giunta Regionale n. 19 del 4 aprile 2012, pubblicato sul B.U.R  della Regione Piemonte del 6 aprile 2012 , è stato ufficialmente indetto REFERENDUM per l’abrogazione parziale di norme che disciplinano le specie cacciabili e l’esercizio della caccia.

SI VOTERA’ DOMENICA 3 GIUGNO 2012

Potranno votare gli elettori iscritti nelle liste elettorali delle circoscrizioni piemontesi.

SI VOTERA’ NELLA SOLA GIORNATA DI  DOMENICA
(non anche il lunedì)

Il QUESITO è molto lungo, ma UNICO
,  per cui sarà richiesto agli elettori un solo voto.

Il quesito tocca quattro punti dell’attuale normativa che regola la caccia e in particolare chiede:

  • l’abolizione dalle specie cacciabili di 25 specie selvatiche (17 specie di uccelli e 8 di mammiferi)
  • l’abolizione dai giorni consentiti all’attività venatoria della giornata della domenica;
  • l’abolizione delle deroghe al divieto di caccia sulla neve;
  • l’abolizione della caccia senza limiti di carniere nelle aziende private di caccia

Voterà SI chi desidera limitare l’attività venatoria
Voterà NO chi desidera mantenere l’attuale normativa


Affinché il referendum sia valido sarà necessario che sia raggiunto il quorum del 50% +1 di votanti.


In caso di vittoria del SI rimarranno cacciabili solo quattro specie selvatiche (cinghiale, fagiano, lepre, minilepre), sarà vietata la caccia la domenica e sulla neve, saranno imposti limiti agli abbattimenti di animali pronta caccia nelle aziende private.

Il referendum non mira ad abolire del tutto la caccia, ma a contenerla entro regole più certe, preservando le specie a rischio di estinzione e riducendo i pericoli per la pubblica incolumità.


Il referendum  nazionale sulla caccia del 1990  fu votato proprio nella stessa data, il 3 di giugno 1990 e in quattro regioni del nord (Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli) fu raggiunto il quorum.

I SI furono oltre il 90%.


Questo è di buon auspicio per la campagna referendaria che si sta avviando. In questi anni la sensibilità della popolazione è aumentata e la caccia incontra sempre meno il favore delle giovani generazioni.

9 aprile 2012

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Domenica 3 giugno 2012 in Piemonte si vota per il referendum sulla caccia.

VOTA E FAI VOTARE SI!

 

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23 marzo 2012

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Come sprecare 25 milioni di euro

Con una nuova legge sulla caccia che recepisse i motivi del referendum si risparmierebbero 25 milioni di euro.

Il non accorpamento del referendum con le elezioni amministrative farebbe sprecare 5 milioni di euro.

 

29 febbraio 2012

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febbraio

23

2012

IL 3 GIUGNO SI VOTERÀ PER IL REFERENDUM REGIONALE SULLA CACCIA

Ora è ufficiale: il prossimo 3 giugno, gli elettori piemontesi potranno esprimere il loro parere sulla caccia.

La Giunta Regionale ha infatti approvato ieri un Decreto del suo Presidente, il quale, in ottemperanza a quanto imposto dal TAR del Piemonte, dà l’avvio alle procedure di indizione del referendum.

Finalmente si conclude una battaglia legale durata un quarto di secolo: sono infatti trascorsi 25 anni da quando vennero raccolte 60.000 firme di elettori piemontesi in calce alla richiesta di un referendum abrogativo di parte della legislazione regionale sulla caccia. Il quesito prevede la riduzione delle specie cacciabili a quattro (cinghiale, lepre, minilepre e fagiano), il divieto di caccia la domenica e su terreno coperta da neve e la limitazione dei privilegi concessi alle aziende faunistico-venatorie, le ex riserve private di caccia.

La Regione, in tutti questi anni, non ha mai consentito lo svolgimento del referendum, con motivazioni spesso pretestuose ed illegittime, ma non ha più potuto opporsi alla sentenza della Corte di Appello di Torino di fine 2010, confermata più recentemente dal TAR Piemonte.

La scelta della data suscita però non poche perplessità: il Comitato Promotore aveva infatti chiesto che il referendum venisse accorpato alle prossime elezioni amministrative, che si svolgeranno in numerosi Comuni del Piemonte il prossimo 6 maggio: in tal modo sarebbe stato possibile risparmiare una parte consistente delle risorse pubbliche destinate all’effettuazione del referendum. La Giunta Regionale, invece, ha ritenuto di agire diversamente, adducendo problemi di carattere tecnico che in realtà si sarebbero potuti risolvere facilmente.

Il Comitato Promotore auspica che La Regione provveda ora a diffondere in modo capillare ed efficace l’informazione relativa al referendum. L’obiettivo del fronte venatorio e di numerose forze politiche è infatti quello di rendere nulli gli effetti del referendum a seguito del mancato raggiungimento del quorum dei votanti.

"Tale ipotesi rappresenterebbe però una sconfitta non tanto e non solo del fronte ambientalista ed animalista – affermano Piero Belletti e Roberto Piana del Comitato Promotore del Referendum – quanto soprattutto della democrazia e della partecipazione".

"Auspichiamo almeno – concludono gli ambientalisti – che, in attesa dell’esito del referendum, la Regione blocchi i lavori volti a modificare l’attuale legge sulla caccia. Modifiche che vanno in senso esattamente opposto alle richieste referendarie, prevedendo l’aumento del numero di specie cacciabili, il prolungamento della stagione venatoria, la caccia con l’arco e quella a specie di uccelli protette a livello comunitario."

 

Per il Comitato promotore Roberto Piana - Piero Belletti

 

Aderiscono al Comitato: Agire Ora, APDA, CIPRA Italia, ENPA, Federazione dei Verdi, Gruppi Consiliari Regione Piemonte Federazione Sinistra Europea, Insieme per Breso, Italia dei Valori, Sinistra Ecologia e Libertà, La Pulce, LIDA, Mountain Wilderness, Movimento 5 Stelle, No alla caccia, OIPA, Teatro Zeta, Terra Boschi Gente e Memorie, Terra del Fuoco, VegFestival 

 

23 febbraio 2012

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febbraio

10

2012

PIEMONTE: IL TAR ORDINA A COTA DI FARE IL REFERENDUM CONTRO LA CACCIA

Con Sentenza emessa il 9 febbraio nel Giudizio per ottemperanza il TAR del Piemonte ha ordinato al Presidente della Regione di fissare la data del Referendum regionale contro la caccia, chiesto da 60.000 cittadini ben 25 anni fa, entro 15 giorni dalla notifica della sentenza.

In difetto, ad istanza del Comitato Promotore, sarà il Prefetto a sostituirsi alla Regione in veste di commissario ad acta.

IL REFERENDUM CONTRO LA CACCIA ORA E’ CERTO CHE SI FARA’

La Regione è stata riconosciuta inadempiente e condannata rifondere le spese al Comitato promotore.

"Deve affermarsi che la mancanza di qualsiasi risposta da parte della Regione alle richieste volte dai ricorrenti di far ripartire il procedimento e l’omessa comunicazione di qualsiasi informazione al riguardo rappresentano un’ inottemperanza al giudicato della sentenza della Corte d’Appello che ha riconosciuto la sussistenza del diritto soggettivo pubblico alla prosecuzione del processo referendario" scrivono i giudici del TAR.

Entro il mese di febbraio conosceremo la data del referendum che si svolgerà in una domenica tra il 15 aprile e il 15 giugno.

"Il tempo dei trucchi e degli inganni è finito. Dopo 25 anni di sospensione dei diritti democratici nella nostra regione operata dalla casta che ci governa, la democrazia potrà riprende il suo corso. Il Consiglio regionale accantoni il tentativo di modificare la legge sulla caccia a favore di una minoranza (i cacciatori) e si rimetta alla volontà dei cittadini che col referendum esprimeranno il loro pensiero sull’argomento.
Chi per 25 anni ha impedito il voto popolare tragga le dovute conseguenze da questa sentenza
" ha dichiarato Roberto Piana del Comitato promotore. ha dichiarato Roberto Piana del Comitato promotore.

Per il Comitato promotore Roberto Piana - Piero Belletti

 

Aderiscono al Comitato: Agire Ora, APDA, CIPRA Italia, ENPA, Federazione dei Verdi, Gruppi Consiliari Regione Piemonte Federazione Sinistra Europea, Insieme per Breso, Italia dei Valori, Sinistra Ecologia e Libertà, La Pulce, LIDA, Mountain Wilderness, Movimento 5 Stelle, No alla caccia, OIPA, Teatro Zeta, Terra Boschi Gente e Memorie, Terra del Fuoco, VegFestival

10 febbraio 2012

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gennaio

31

2012

PIEMONTE. CACCIA: L’ASSESSORE SACCHETTO PROPONE DI AUMENTARE LE SPECIE CACCIABILI

PIEMONTE. CACCIA: L’ASSESSORE SACCHETTO PROPONE DI AUMENTARE LE SPECIE CACCIABILI
Durante i lavori della Terza Commissione del Consiglio Regionale, l’Assessore alla caccia Claudio Sacchetto (Lega Nord) ha proposto un emendamento al proprio disegno di legge, il quale, tra le altre cose, prevede:
- l’inserimento di ben 10 nuove specie tra quelle cacciabili (allodola, gallinella d’acqua, frullino, folaga, alzavola, marzaiola, moriglione, mestolone, fischione, ghiandaia), il che porterebbe il numero di specie cacciabili in Piemonte da 29 a 39. Alcune di queste specie sono rarissime nella nostra regione, altre sono di dimensioni paragonabili a quelle del passero (allodola).
- l’introduzione dell’arco tra i mezzi di caccia consentiti. L’arco quasi sempre ferisce solamente gli animali, che vanno poi  a morire lontano, tra atroci sofferenze. L’arco, più che mezzo di caccia, è mezzo di tortura.
- l’ampliamento dei periodi di caccia. Alcuni dei periodi proposti superano i limiti previsti dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, la massima autorità scientifica in materia), i quali, recependo la Direttiva Europea sulla protezione degli uccelli, prevedono la protezione degli uccelli durante il ritorno ai luoghi di nidificazione ed il periodo di dipendenza dei piccoli dai genitori. La proposta è pertanto palesemente incostituzionale e, ove approvata, causerebbe gravi danni alla consistenza delle popolazioni selvatiche.
- l’introduzione della caccia in deroga alle specie protette dalla Comunità Europea. Alle numerose sanzioni che la Comunità Europea ha inflitto all’Italia per i provvedimenti illegittimi di alcune Regioni in ordine alla possibilità di cacciare specie protette, si aggiungeranno così anche quelle determinate dalla nuova normativa della Regione Piemonte.

La proposta di Sacchetto si colloca in direzione diametralmente opposta a quella del referendum contro la caccia, richiesto ben 25 anni fa da oltre 60.000 cittadini e che si svolgerà nella prossima primavera. A breve il TAR nominerà un commissario ad acta per fare svolgere il referendum, sostituendosi ad una inadempiente Regione, che fa di tutto pur di impedire ai cittadini di manifestare il loro pensiero sulla caccia.

I tre maggiori partiti presenti in Regione (PDL, Lega Nord, PD), invece di difendere le ragioni della democrazia e della fauna selvatica, sostengono in commissione le deteriori richieste dell’estremismo venatorio. Di democrazia se ne parla solo quando è il momento di chiedere il voto ai cittadini...

Per il Comitato promotore del Referendum regionale contro la caccia
Piero Belletti
Roberto Piana

31 gennaio 2012

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Chiediamo alla Regione Piemonte di accogliere integralmente e senza sconti i quattro quesiti referendari

Vi invitiamo a scrivere oggi ed entro le ore 8 di mercoledì 18/1/2012 alla 3^ commissione della regione Piemonte la richiesta di accogliere integralmente e senza sconti i quattro quesiti referendari così come chiesto da 60.000 piemontesi 25 anni fa.

 

Lunedì 16/1/2012, durante la riunione pomeridiana di commissione è stato ritirato il tentato SCIPPO alla democrazia (abolizione in tronco della legge regionale sulla caccia, con conseguente possibile annullamento del referendum che ne chiedeva quattro sostanziali modifiche).
Tentato in extremis dall'assessore Sacchetto (Lega Nord), colui che promuove l'import di cacciatori da altre regioni e lo sterminio dei lupi, specie protetta, nel cuneese, a cui ben poco importa non solo degli animali ma, evidentemente, anche del volere dei cittadini piemontesi.

 

Ebbene, domani, mercoledì 18/1/2012 , tutto il giorno ( mattino e pomeriggio) si riunisce la 3^ commissione della regione Piemonte per stilare la nuova legge regionale sulla caccia: ecco perchè dovete scrivere "prima" per chiedere che  vengano accolti integralmente e senza sconti i quattro quesiti referendari così come chiesto da 60.000 piemontesi 25 anni fa .

Grazie da parte di tutti gli animali che riusciremo a salvare con la vittoria dei quesiti referendari.

 

Oggetto : richiesta di integrale accoglimento quesiti referendari (legge regionale sulla caccia)

Spettabile III^ Commissione del Consiglio Regionale del Piemonte,
con la presente chiedo che nella revisione della legge regionale sulla caccia - legge che sarà esaminata nella riunione prevista per mercoledì 18/1/2012 e/o successive date- vengano integralmente accolte le modifiche per cui è stato dichiarato ammissibile il referendum che dovrebbe avere luogo nella primavera di quest'anno e precisamente :
- limitazione delle specie cacciabili (tolte 25 specie),
- divieto di caccia alla domenica,
- abolizione di ogni deroga al divieto di caccia su terreno innevato,
- abolizione di ogni deroga di carniere per caccia in aziende faunistico venatorie.

Lo chiedo perchè questo è il mio volere e tale manifesterò/manifesterei alle urne.

Se, dopo 25 anni di ostruzionismo alla democrazia, la Regione non ha fondi per permettere lo svolgimento di un referendum che a seguito di una sentenza 2010 è divenuto "obbligatorio", modifichi "adesso e di sua sponte" la legge come da "preciso" volere della MAGGIORANZA dei cittadini piemontesi.
Si eviterà così l'uso di denaro pubblico per difendere gli interessi e i capricci di uno sparuto gruppo di cacciatori, capricci a cui il Piemonte "civile ed ambientalista" non vuole più sottostare.

Distinti saluti
(nome e cognome)

Indirizzi email dei consiglieri a cui scrivere:

destinatari CON SEPARATORE VIRGOLA:
gianluca.vignale@cr.piemonte.it,alberto.goffi@cr.piemonte.it, angiolino.mastrullo@cr.piemonte.it, roberto.boniperti@cr.piemonte.it, francomaria.botta@cr.piemonte.it,  angelo.burzi@cr.piemonte.it,  cristiano.bussola@cr.piemonte.it,  fabrizio.comba@cr.piemonte.it  , alberto.cortopassi@cr.piemonte.it,  augusta.montaruli@cr.piemonte.it,  luca.pedrale@cr.piemonte.it,  carla.spagnuolo@cr.piemonte.it,   roberto.tentoni@cr.piemonte.it,   rosanna.valle@cr.piemonte.it, roberto.demagistris@cr.piemonte.it, federico.gregorio@cr.piemonte.it, michele.marinello@cr.piemonte.it,  riccardo.molinari@cr.piemonte.it,  gianfranco.novero@cr.piemonte.it,  paolo.tiramani@cr.piemonte.it,   nino.boeti@cr.piemonte.it, davide.gariglio@cr.piemonte.it,  mauro.laus@cr.piemonte.it, stefano.lepri@cr.piemonte.it, giuliana.manica@cr.piemonte.it,  angela.motta@cr.piemonte.it,  giovanna.pentenero@cr.piemonte.it,  aldo.reschigna@cr.piemonte.it,  gianni.wilmer.ronzani@cr.piemonte.it  , mino.taricco@cr.piemonte.it,  luigi.cursio@cr.piemonte.it,  tullio.ponso@cr.piemonte.it,  fa.biole@cr.piemonte.it,  giovanni.negro@cr.piemonte.it,  michele.giovine@cr.piemonte.it,  andrea.stara@cr.piemonte.it,   michele.dellutri@cr.piemonte.it, eleonora.artesio@cr.piemonte.it,  monica.cerutti@cr.piemonte.it ,  mercedes.bresso@cr.piemonte.it

 

Oppure destinatari CON SEPARATORE PUNTO E VIRGOLA:
gianluca.vignale@cr.piemonte.it; alberto.goffi@cr.piemonte.it;  angiolino.mastrullo@cr.piemonte.it; roberto.boniperti@cr.piemonte.it; francomaria.botta@cr.piemonte.it;  angelo.burzi@cr.piemonte.it;  cristiano.bussola@cr.piemonte.it;  fabrizio.comba@cr.piemonte.it; alberto.cortopassi@cr.piemonte.it; augusta.montaruli@cr.piemonte.it;  luca.pedrale@cr.piemonte.it;  carla.spagnuolo@cr.piemonte.it;   roberto.tentoni@cr.piemonte.it;   rosanna.valle@cr.piemonte.it; roberto.demagistris@cr.piemonte.it; federico.gregorio@cr.piemonte.it; michele.marinello@cr.piemonte.it; riccardo.molinari@cr.piemonte.it;  gianfranco.novero@cr.piemonte.it;  paolo.tiramani@cr.piemonte.it;   nino.boeti@cr.piemonte.it; davide.gariglio@cr.piemonte.it; mauro.laus@cr.piemonte.it; stefano.lepri@cr.piemonte.it; giuliana.manica@cr.piemonte.it;  angela.motta@cr.piemonte.it;  giovanna.pentenero@cr.piemonte.it;  aldo.reschigna@cr.piemonte.it;  gianni.wilmer.ronzani@cr.piemonte.it; mino.taricco@cr.piemonte.it;  luigi.cursio@cr.piemonte.it;  tullio.ponso@cr.piemonte.it;  fa.biole@cr.piemonte.it;  giovanni.negro@cr.piemonte.it;  michele.giovine@cr.piemonte.it;  andrea.stara@cr.piemonte.it;   michele.dellutri@cr.piemonte.it; eleonora.artesio@cr.piemonte.it;  monica.cerutti@cr.piemonte.it; mercedes.bresso@cr.piemonte.it;

17 gennaio 2012

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NO ALLO SCIPPO DEL REFERENDUM REGIONALE SULLA CACCIA

Lunedi 16 Gennaio 2012 dalle 14.00
Presidio e conferenza stampa presso la sede del Consiglio Regionale del Piemonte (Torino, via Alfieri 15)

 

Nonostante la Corte d’Appello di Torino abbia chiaramente riconosciuto la legittimità del referendum regionale sulla caccia, la Regione Piemonte continua a cercare sotterfugi per evitare la consultazione popolare.

Addirittura, l’Assessore regionale alla caccia, Claudio Sacchetto, ha proposto la totale abrogazione della legge regionale in materia.

I costi della consultazione popolare non sono certo una motivazione valida p er cancellare l’unica forma di partecipazione diretta prevista dal nostro ordinamento, oltre le elezioni, e calpestare i diritti democratici della cittadinanza. 

L’unica via percorribile per evitare il ricorso alle urne continua ad essere il totale recepimento dei quesiti referendari (limitazione del prelievo venatorio a 4 specie, divieto di cacciare la domenica e su terreno coperto da neve, limitazione dei privilegi concessi alle aziende faunistico-venatorie).

14 gennaio 2012

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gennaio

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2012

PIEMONTE: L’ASSESSORE SACCHETTO VUOLE IMPEDIRE AI CITTADINI DI VOTARE IL REFERENDUM REGIONALE CONTRO LA CACCIA RICHIESTO 25 ANNI FA DA 60.000 CITTADINI.

OVVERO COME SOSPENDERE LA DEMOCRAZIA.

Dopo ben 24 anni di battaglie legali, il 29 dicembre del 2010 la Corte d’Appello del Tribunale di Torino aveva riconosciuto le ragioni del Comitato Promotore e aveva ordinato alla Regione Piemonte di riavviare l’iter del referendum regionale contro la caccia, illegittimamente sospeso dalla Regione Piemonte. Si dovrebbe votare in una domenica compresa tra la metà di aprile e la metà di giugno del 2012. Solo una legge che recepisse interamente le istanze referendarie (protezione per 15 specie selvatiche, divieto di caccia la domenica, divieto di caccia su terreno coperto da neve, abolizione dei privilegi concessi alle aziende faunistiche private) potrebbe impedire l’esercizio del voto.

Sembrava che nulla potesse più impedire il democratico esercizio del voto e invece l’Assessore regionale alla caccia, Claudio Sacchetto, oggi, in III Commissione, ha trovato il modo di sospendere temporaneamente la democrazia.

Ha presentato un emendamento ad una propria proposta di legge, il quale abroga per intero l’attuale legge regionale 70/96.

Abolita la legge, abolito il referendum.

Ma come fa il Piemonte a stare senza una legge regionale che regola la caccia?

“All’Assessore Sacchetto probabilmente questo non interessa perché rimarrebbe sempre vigente la legge quadro nazionale n. 157/1992” ha dichiarato Roberto Piana del Comitato Promotore del Referendum. ”Probabilmente conta, dopo il 15 giugno di far approvare dal Consiglio regionale una legge che restauri lo status quo ante, magari anche con qualche regalo in più ai cacciatori”.
“Tra l’altro, la legge nazionale è molto più permissiva di quella regionale, per cui l’iniziativa di Sacchetto va nella direzione opposta a quella del referendum. In uno stato democratico una proposta del genere sarebbe stata rinviata al mittente e l’autore sarebbe stato invitato a fare le valigie e a cercare lavoro altrove” ha aggiunto Piero Belletti.

Per il Comitato Promotore del Referendum regionale contro la caccia
Piero Belletti
Roberto Piana

COMITATO PROMOTORE DEL REFERENDUM REGIONALE CONTRO LA CACCIA
C/O PRO NATURA
Via Pastrengo 13 – 10128 Torino
Cell. 348 3991623  - 347 6639963

9 gennaio 2012

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AVVIO DELLA CAMPAGNA REFERENDARIA IN PIEMONTE

SABATO 17 DICEMBRE 2011, alle ore 14.30
presso la sede del Centro di Servizi Idea Solidale - Torino, C.so Novara 64

AVVIO DELLA CAMPAGNA REFERENDARIA IN PIEMONTE

  • Campagna referendaria contro la caccia

    Campagna referendaria contro la caccia

Nell’udienza dello scorso 23 novembre, il T.A.R. del Piemonte ha discusso il Giudizio per Ottemperanza, richiesto dal Comitato promotore del Referendum al fine di ottenere la nomina di un commissario ad acta per l’avvio delle operazioni referendarie. La Regione Piemonte, rappresentata dall’avv. Magliona, ha garantito che sarà rispettata la sentenza della Corte d’Appello del 29 dicembre 2010, con la quale, dopo 24 anni e 9 gradi di giudizio, è stato dato il via al referendum richiesto nel 1987. Il TAR si è fatto garante ed ha rinviato l’udienza al 25 gennaio 2012, ancora in tempo per la nomina di un  commissario ad acta qualora la Regione non avesse nel frattempo avviato le operazioni referendarie.

Ci scrive il nostro legale:“Con la presente Vi comunico che l'udienza in data odierna è stata rinviata al 25.1.2012, anche su indicazione del Presidente della sezione (il quale si è dimostrato sensibile alla tematica), al fine di poter verificare l'adempimento o meno della Regione in tempo utile per un'eventuale nomina di un commissario ad acta. Cordiali saluti. Andrea Fenoglio”

Ora è certo: il referendum si terrà nel 2012 in una domenica tra il 15 aprile e il 15 giugno.

Come tutti possono comprendere, si presenta di fronte a tutti noi un evento straordinario che è anche un’opportunità unica, il cui esito dipenderà soprattutto dallo slancio e dall’impegno che metteremo. Le difficoltà che abbiamo davanti sono grandissime. Nei prossimi 4/5 mesi la mobilitazione dovrà essere massima.
Associazioni, gruppi di amici, persone singole e tutti coloro che desiderano il successo del referendum sono chiamati a raccolta. E’ assolutamente necessario che giungano disponibilità da tutte le province del Piemonte. Nell’ultima riunione di sabato 5 marzo 2011 non vi era nessuno dalle province di Novara e Verbania. E’ necessario porvi rimedio.

TUTTI COLORO CHE SONO CONTRARI ALLA CACCIA SONO CONVOCATI IN RIUNIONE PLENARIA PER DARE IL VIA ALLA STAGIONE REFERENDARIA

SABATO 17 DICEMBRE 2011, alle ore 14.30
presso la sede del Centro di Servizi Idea Solidale - Torino, C.so Novara 64

 

Intervenite numerosi e fate girare il più possibile questo messaggio

14 dicembre 2011

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IL T.A.R. DEL PIEMONTE NOMINERA’ UN COMMISSARIO AD ACTA PER FARE SVOLGERE IL REFERENDUN CONTRO LA CACCIA

Mercoledì 23 novembre 2011 è prevista la Camera di Consiglio presso il T.A.R. del Piemonte nella causa del Comitato promotore del Referendum regionale contro la caccia nei confronti della Regione Piemonte, ente inadempiente,  al fine di ottenere la nomina di un Commissario ad acta per fare svolgere le operazioni referendarie della prossima primavera. Qualche giorno dopo sarà reso noto il nominativo del Commissario.

Ricordiamo che nel 1987 vennero raccolte 60.000 firme. I cittadini del Piemonte avrebbero dovuto votare nel 1988.

Per 24 anni le Amministrazioni regionali di ogni colore con strumentali iniziative legislative e illegittimi provvedimenti amministrativi hanno sempre impedito il voto popolare. La Corte d’Appello di Torino – Sezione prima civile con sentenza del 29/12/2010 ha dato ragione al Comitato promotore del Referendum regionale.

La Regione Piemonte dovrà attivare le procedure referendarie per fare esprimere gli elettori piemontesi sulla caccia la prossima primavera.

SI DOVRA’ VOTARE SULLA CACCIA LA PROSSIMA PRIMAVERA IN PIEMONTE

 

Il quesito chiede ai cittadini se sono favorevoli a ridurre drasticamente l’attività venatoria attraverso le seguenti azioni:
a) protezione per 25 specie selvatiche oggi cacciabili (17 specie di uccelli e 8 specie di mammiferi),
b) divieto di caccia sul terreno innevato
c) abolizione delle deroghe ai limiti di carniere per le aziende faunistiche private
d) divieto di caccia la domenica. Nel 1990 nel referendum nazionale contro la caccia il Piemonte fu una delle quattro regioni dove venne raggiunto il quorum del 50% di votanti e dove prevalse il SI’ all’abolizione della caccia con il 90% dei suffragi espressi. 


In Piemonte il COMITATO PER LA PROMOZIONE DI INIZIATIVE CONTRO LA CACCIA di allora era costituito da:
Associazione Radicale, Circolo Darwin, Circolo Nuclei Operativi Ecologici, Club Alpino Italiano – Commissione Tutela Ambiente Montano, Club Protezione Animali, Comitato regionale Democrazia Proletaria, Italia Nostra, Lega per l’Ambiente, Lega Antivivisezione, Lega Italiana Protezione Uccelli, Lista Verde, Lista Verde Civica, Pro Natura, Telefono Verde Piemonte, World Wildlife Found.
La Sezione piemontese della LAC ancora non esisteva.

 

Torino, 21 Novembre 2011

21 novembre 2011

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Roberto Piana, vicepresidente LAC, manifestazione nazionale 2011

La storia del referendum regionale sulla caccia che si terrà in Piemonte nel 2012

17 settembre 2011

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Piemonte - Referendum Sulla Caccia, dopo 23 anni si dovrà votare

La Regione Piemonte dovrà da subito riattivare le procedure referendarie per fare esprimere gli elettori piemontesi sulla caccia

Si è svolta oggi 15/2/2011 alle ore 11,30 la Conferenza Stampa del Comitato promotore del Referendum regionale sulla caccia del 1987. Nel 1987 vennero raccolte 60.000 firme.
I cittadini del Piemonte avrebbero dovuto votare nel 1988.
Per 23 anni le Amministrazioni regionali di ogni colore con strumentali iniziative legislative e illegittimi provvedimenti amministrativi hanno sempre impedito il voto popolare.
Dopo ben 23 anni la Corte d’Appello di Torino – Sezione prima civile con sentenza del 29/12/2010 ha dato ragione al Comitato promotore del Referendum regionale. 
La Regione Piemonte dovrà da subito riattivare le procedure referendarie per fare esprimere gli elettori piemontesi sulla caccia.

SI DOVRA’ VOTARE SULLA CACCIA

Il quesito chiede ai cittadini se sono favorevoli a ridurre drasticamente l’attività venatoria attraverso le seguenti azioni:
a) protezione per 25 specie selvatiche oggi cacciabili (17 specie di uccelli e 8 specie di mammiferi),
b) divieto di caccia sul terreno innevato
c) abolizione delle deroghe ai limiti di carniere per le aziende faunistiche private
d) divieto di caccia la domenica. Non era possibile nel 1987 proporre un quesito che abolisse del tutto la caccia attraverso un referendum regionale  essendo l’attività venatoria prevista da una legge nazionale.
La migliore risposta all’Assessore regionale alla caccia Claudio Sacchetto (Lega Nord)  il quale propone di aumentare le specie cacciabili, di cacciare nei parchi, di allungare la stagione venatoria, di introdurre l’arco tra i mezzi di caccia, di autorizzare la caccia alle specie protette dalle norme internazionali …arriverà dai cittadini.
Nel 1990 nel referendum nazionale contro la caccia il Piemonte fu una delle quattro regioni dove venne raggiunto il quorum del 50% di votanti e dove prevalse il SI’ all’abolizione della caccia con il 90% dei suffragi espressi.

 

Per il Comitato Promotore del Referendum regionale sulla caccia
Riero Belletti
Silvana Gelatti
Roberto Piana

 

COMITATO PER LA PROMOZIONE DI INIZIATIVE CONTRO LA CACCIA
Associazione Radicale, Circolo Darwin, Circolo Nuclei Operativi Ecologici, Club Alpino Italiano – Commissione Tutela Ambiente Montano, Club Protezione Animali, Comitato regionale Democrazia Proletaria, Italia Nostra, Lega per l’Ambiente, Lega Antivivisezione, Lega Italiana Protezione Uccelli, Lista Verde, Lista Verde Civica, Pro Natura, Telefono Verde Piemonte, World Wildlife Found  (dal 1987)             
c/o Pro Natura – Via Pastrengo 13 – 10128 Torino
Tel. 011 5096618  / Cell. 348 4991623

Torino, 15 febbraio 2011 

15 febbraio 2011