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Il massacro degli uccelli migratori

I cacciatori abbattono centinaia e centinaia di piccoli uccelli migratori in poche ore Un video impressionante documenta il massacro di uccelli migratori in Lombardia

Bonn/Milano 24 Novembre 2011. 

  • Cacciatori sparano ad uccelli che passano a pochi metri dalla loro testa

    Cacciatori sparano ad uccelli che passano a pochi metri dalla loro testa

Uno sconvolgente video che mostra cosa sia veramente la caccia in deroga a specie protette. I cacciatori hanno abbattuto centinaia e centinaia di piccoli uccelli migratori davanti agli occhi e alla telecamera di un gruppo di volontari ambientalisti. Il luogo del massacro - dove il video è stato girato - è il Passo Gale, presso Colle San Zeno, a 1.400 metri,  il più importante passo per la migrazione degli uccelli in provincia di Brescia.
A rischio della propria incolumità i volontari della LAC e del CABS si sono schierati in quattro diverse giornate di ottobre fra i cacciatori e e gruppi di  migratori di passaggio. Eppure i cacciatori, invece di interrompere la caccia, hanno continuato a massacrare senza indugi i piccoli volatori. "È stato surreale. Ogni ora arrivavamo a contare 1.500 spari. Dappertutto vedevamo cadere i migratori e molti saltellare a terra feriti mortalmente. Alcuni uccelli sono stati uccisi sopra le noste teste e ci cadevano addirittura addosso insieme ai pallini da caccia" - racconta Andrea Rutigliano, collaboratore del CABS.

 

  • Volontari LAC/CABS contro la caccia

    Volontari LAC/CABS contro la caccia

I volontari hanno filmato per ore l'orgia di spari, a cui prendevano parte circa un centinaio di cacciatori. Secondo le valutazioni delle guardie venatorie presenti almeno 10.000 uccelli, fra fringuelli, frosoni, pispole e peppole sono stati uccisi sul solo passo Gale. Il CABS ha pubblicato sul suo canale youtube alcune sequenze dell'intero materiale registrato. Il video mostra in maniera evidente come centinaia di uccelli vengono uccisi in poche ore sul passo di montagna. "Se si considera come nella sola Lombardia vi siano decine di questi passi, che la stagione dura 3 mesi e che 75.000 cacciatori la praticano nella sola Lombardia, ci si rende conto che i numeri sono da capogiro", continua Rutigliano.
Su molti valichi montani soggetti a transito migratorio   in Lombardia si caccia infatti ancora nonostante la normativa statale preveda testualmente:
"La caccia è vietata su tutti i valichi montani interessati dalle rotte di migrazione dell’avifauna, per una distanza di mille metri dagli stessi."

La Provincia, delegata a individuare e proteggere la zona di valico, ha invece artificiosamente spostato i confini della zona interdetta per favorire i cacciatori spara-tutto.

  • Frosone, uccello protetto in europa ma non in Lombardia

    Frosone, uccello protetto in europa ma non in Lombardia

"Il vero scandalo è che questo massacro è completamente illegale, ma viene legalizzato forzosamente ogni anno dalla Regione Lombardia", dice Graziella Zavalloni, rappresentante della LAC. "Le specie che vengono uccise qui sono tutte protette in Italia ed Europa, eppure ogni anno Lega e PdL, ma anche UdC e PD si mettono d'accordo per autorizzare questa caccia in deroga, pur sapendo che stanno commettendo un abuso di potere."
La Commissione Europea ha aperto una procedura d'infrazione sulla caccia in deroga che ha sospeso una precedente legge regionale della Lombardia nel dicembre 2009 e in seguito condannato l'Italia nel luglio 2010. La Corte Costituzionale italiana ha sancito per ben quattro volte l'incostituzionalità delle leggi lombarde dal 2008 al 2010, senza purtroppo riuscire a emettere le proprie sentenze in tempo utile per evitare l'abbattimento delle specie protette.
Sotto accusa la Legge Regionale della Lombardia n. 13 del 4 agosto 2011 che consente, in via ordinaria e senza alcuna possibilità di controllo, la caccia in deroga a specie protette (fringuelli, storni, peppole, pispole, frosoni) per tre mesi.
La LAC e il CABS invieranno ora il nuovo materiale raccolto alla Commissione europea, chiedendole di accelerare i tempi e di arrivare a infliggere la pena pecuniaria alla Lombardia per l'uso scorretto delle deroghe.
Parallelamente le due associazioni hanno chiesto a soci e ambientalisti di inviare mail di protesta al nuovo ministro dell'ambiente, Corrado Clini, affinchè il governo si muova per bloccare definitivamente la caccia in deroga.

Per ulteriori contatti e materiale video, si prega di contattare:
per la LAC: 02 47711806 - 3335242295  Info LAC

per il CABS: 0049228665521 CABS Andrea Rutigliano

 

 

Invia un email di protesta contro la caccia in deroga

24 novembre 2011