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Valli Bresciane 2013

Conclusione del campo antibracconaggio della LAC

I primi giorni di novembre hanno segnato l’esaurimento o quasi del passo stagionale dei piccoli uccelli migratori, e insieme la conclusione dell’ennesimo campo antibracconaggio condotto nel Bresciano a rotazione con decine di volontari  della Lega Abolizione Caccia,  provenienti dal Veneto, dalla Toscana, dalla Lombardia e dalla Liguria,  in stretta collaborazione con i volontari del Cabs (Committee against bird slaughter).

  • Pettirosso salvato

    Pettirosso salvato

Un campo dal quale sono emersi elementi soddisfacenti ma anche situazioni preoccupanti per la conservazione dell’avifauna.

I volontari Lac, formati appositamente per i campi antibracconaggio, hanno rilevato la presenza sul territorio 1.821 "archetti", oltre  609 micro tagliole (cosiddette sep) per uccelli insettivori,  e 97 reti da uccellagione, inoltrando sistematiche segnalazioni ai vari corpi di polizia ambientale sulla provincia di Brescia, spesso grazie anche, alle segnalazioni di cittadini bresciani indignati da tali e barbare usanze.

  • Trappole, reti e vittima

    Trappole, reti e vittima

Una positiva novità  è rappresentata dalla contrazione del numero di archetti, il 10% dei quantitativi medi riscontrabili solo pochi anni fa, e dall’elevato numero di uccellatori denunciati in particolare dal Nucleo Operativo Antibracconaggio del CFS , scoprendo nei freezer centinai di pettirossi spennati e pronti per lo spiedo;  un lavoro encomiabile e al CFS va ancora una volta il nostro plauso.

  • Pettirosso morto in una rete

    Pettirosso morto in una rete

Quella negativa dell’impercettibile decremento del numero di reti e dalla diffusione capillare dei «sep», strumenti di cattura illegali piazzati in molti casi, nel tentativo di sfuggire ai controlli, persino all’interno di proprietà private.

  • Pettirosso morto in una rete

    Pettirosso morto in una rete

Non solo: gli uccellatori professionali continuano a garantirsi importanti guadagni in nero col commercio illegale degli uccelli insettivori, pettirossi in testa, e a contrastarli trovano sanzioni penali di basso profilo; ammende penali di poche migliaia di euro , solitamente compensabili con la vendita della richiestissima avifauna protetta, che immessa sul mercato clandestino non è sottoposta ad alcun controllo sanitario.

  • Pettirosso morto in una trappola

    Pettirosso morto in una trappola

Una interessante progresso dal punto di vista dell'attività inquirente è costituito quest’anno dall’applicazione del reato di furto aggravato ai danni del patrimonio indisponibile dello Stato da parte dei magistrati bresciani a carico degli uccellatori  privi di licenza di caccia.

Infine, anche chi la licenza di caccia  ce l’ha non ha certo brillato nel Bresciano per il rispetto della legge: rivelando ancora  una volta che troppi cacciatori bresciani muniti di fucile frequentemente hanno una attrazione fatale per molte specie di avifauna tutelate anche dall'Unione Europea.

I volontari hanno rilevato una diminuzione degli spari, ma solo a causa di una probabile contrazione dei contingenti migratori diretti ai luoghi di svernamento

15 novembre 2013