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Valli Bresciane 2011

Report XXV Campo Antibracconaggio - Autunno 2011
Sei settimane contro gli uccellatori delle valli bresciane

  • Vittima dell'uccellagione

    Vittima dell'uccellagione

La Provincia di Brescia è senz’altro il punto focale del bracconaggio ai piccoli uccelli in Europa. In nessun altro luogo vi è una tale densità di cacciatori migratoristi e così tanti casi di bracconaggio tanto fra gli stessi cacciatori quanto nel resto della popolazione.

Il CABS e la LAC sono presenti a Brescia sin dal 1984 e quest’anno ha realizzato nelle tre valli dal 1.10 fino al 13.11 il suo 25esimo campo antibracconaggio.
Ben 72 volontari, italiani, tedeschi e inglesi, hanno preso parte alle operazioni del mese di ottobre, mentre altri 5 collaboratori si sono occupati di contrastare il bracconaggio nelle prime due settimane del mese di novembre.
In totale sono stati rinvenuti e distrutti 1.653 archetti, 94 reti e 588 trappoline “sep”. Grazie alle nostre segnalazioni una trentina di bracconieri sono stati arrestati dal NOA, lo speciale nucleo antibracconaggio della forestale, e dalla polizia provinciale.

 

Metodologia e risultati: archetti, reti e "sep"

  • Pettirosso morto in una sep sistemata a terra

    Pettirosso morto in una sep sistemata a terra

I partecipanti al campo hanno percorso le valli in gruppetti di quattro persone, con vestiti basicamente mimetici per non essere visibili ai bracconieri, visitando le aree più idonee per il trappolaggio.
Tutte le trappole rinvenute durante queste escursioni sono state raccolte ed eliminate, gli uccelli catturati o eventuali richiami presenti sono stati liberati immediatamente.

Nei casi più notevoli, come tese di un centinaio di archetti o roccoletti illegali di reti, l’ubicazione esatta delle trappole è stata segnata col GPS e segnalate alle autorità, in particolare al NOA, il nucleo operativo antibracconaggio che ogni autunno gestisce delle operazioni a Brescia mirate alla lotta all’uccellagione.

Sulle nostre segnalazione tanto i forestali quanto la polizia provinciale hanno potuto denunciare un totale di 37 bracconieri.
I volontari del campo, organizzato con l’importante collaborazione della LAC, hanno rinvenuto 99 impianti per il trappolaggio durante il periodo di campo. In totale 1.065 archetti, 588 “sep” e 94 reti erano stati predisposti dai bracconieri.1.065 archetti è il numero più basso di queste trappole mai registrato durante i nostri campi.

Nel 2001 in tre settimane erano stati rinvenute 12.104 di queste trappole cruente, mentre nel 2010 si era già scesi a 1.228. Questo antico sistema di cattura è evidentemente ormai sulla via dell’estinzione in questa ultima sacca di violenta perseveranza che è Brescia.

  • Pettirosso con una zampa irrimediabilmente fratturata da un archetto

    Pettirosso con una zampa irrimediabilmente fratturata da un archetto

Al posto degli archetti sono subentrate le sep, piccole trappole un tempo in uso in tutta la penisola. A Brescia erano appena diffuse in passato: nel 1990 se ne rinvennero 4 in tutto, mentre nel 2008 erano già alla cifra recordi di 949. Quest’anno con 588 ci troviamo su una quantità intermedia, che mostra come anche queste trappole vengano utilizzate con una certa cautela.

Difatti il vantggio della “sep” rispetto all’archetto è che questa può rimanere ben nascosta sul terreno con una semplice camola come esca, mentre l’archetto è ben più visibile con la sua bacca rossa e la sua altezza a un metro dal suolo. Per rendere più difficili i controlli molti bracconieri preferiscono così abbandonare gli archetti e ricorrere alle sep.

Il numero di reti che vengono rinvenute durante i campi varia considerevolmente di anno in anno. Il record è stato stabilito nel 2005 con 174 reti, nel 2008 erano solo 106, mentre l’anno scorso ne abbiamo rinvenute 115.

Le 94 reti ritrovate quest’anno sono piuttosto poche rispetto agli anni passati: la ragione di questo calo sono state le ripetute azioni del NOA negli ultimi due anni che hanno permesso la denuncia di numerosi cacciatori colti con le mani sulle reti, proprio nelle aree dove queste venivano utilizzate massicciamente (Lumezzane, Agnosine, Binzago, Provaglio Valsabbia).

Da notare anche quest’anno il ripetersi di una tendenza verso il basso dei richiami posti in vicinanza delle reti. Nel 2011 solo 31 uccelli sono stati trovati nelle gabbiette ad attrarre i loro consimili verso le trappole: è il numero più basso registrato.
Per quanto riguarda le segnalazioni degli impianti di trappolaggio più grandi, recapitate alle forze dell’ordine, forestali e polizia provinciale, nel 2011 gli agenti hanno avuto successo in 37 casi.

Come sempre di estrema professionalità si è dimostrato il NOA che è riuscito a denunciare più di 80 uccellatori in 4 settimane di intensissimo lavoro.

Oltre a loro, anche la polizia provinciale e le stazioni forestali locali hanno dato il loro importante contributo.

Rispetto al 2008, quando le nostre segnalazioni avevano portato alla denuncia 57 bracconieri, i numeri di quest’anno mostrano un notevole calo, in parte certo dovuto alla progressiva diminuzione del bracconaggio, in parte però anche all’estrema cautela dei bracconieri. È infatti frequente incontrare nei boschi di Brescia reti o trappole abbandonate da qualche giorno dai proprietari che temono evidentemente di essere sorpresi in flagranza di reato.

 

Considerazioni sull'evoluzione del bracconaggio

  • Picchio rosso maggiore nella rete di un uccellatore

    Picchio rosso maggiore nella rete di un uccellatore

Il bracconaggio a Brescia è sotto tutti gli aspetti in progressiva ritirata: mai come quest’anno è stato difficile rinvenire le trappole, tanto gli archetti che segnano un record storico, quanto le reti e le “sep”, anche essi su quantità relativamente basse.

Persino il numero di bracconieri denunciati dalle forze dell’ordine è costantemente diminuito (seppure sia sempre il più alto d’Italia).

Le ragioni di questi numeri non sono però tutte da imputarsi alla vittoria sull’uccellagione, bensì vanno considerati altri fattori, come ad esempio i cambi di strategia dei bracconieri. Già si è accennato alla diffidenza dei bracconieri, che, qualora non si sentano perfettamente sicuri, preferiscono abbandonare le trappole o le reti (che purtroppo continuano a catturare per giorni e giorni).

Vi è da aggiungere che alcuni uccellatori posizionano le trappole solo per brevi periodi o in maniera particolarmente invisibile, per cui quello che i volontari constatano è che il sito è stato o sarà utilizzato per l’uccellagione, ma non nel momento attuale. Ovviamente questo ha un effetto collaterale positivo, ossia che la stagione del bracconaggio si è accorciata notevolmente.

Mentre negli anni ’80 le prime trappole apparivano a inizio settembre e venivano ritirate a inizio dicembre, oggi la stragrande maggioranza di reti e trappoline vengono posizionate la seconda settimana di ottobre fino alla fine del mese, durante il periodo di principale passo dei pettirossi.

In questo periodo quasi tutte le installazioni sono attive, mentre vanno scomparendo dopo i primi giorni di novembre. Per evitare comunque che i bracconieri approfittino di novembre, quando i controlli sono minori, per proseguire nella loro attività, anche quest’anno abbiamo organizzato un turno extra di volontari che hanno perlustrato le valli fino a metà novembre.

Nel 2012 ripeteremo questa strategia, inoltre organizzeremo un’ulteriore settimana di campo per metà settembre, quando molti uccellatori sistemano le sep per la cattura delle balie e dei piccoli migratori trans-sahariani.

 

La guerra delle deroghe

  • Cacciatori sparano ad uccelli che passano a pochi metri dalla loro testa

    Cacciatori sparano ad uccelli che passano a pochi metri dalla loro testa

Anche per la stagione venatoria 2011 e 2012 la Regione Lombardia con voti bipartisan di Lega e PdL (ormai dichiaratamente i partiti di bracconieri e sparatutto), UdC e PD ha legiferato di nuovo in materia di deroghe.

I roccoli sono stati riaperti per la cattura di decine di migliaia di merli, tordi e allodole, mentre ai 33.000 cacciatori lombardi è stata di nuovo data la possibilità di farsi un baffo delle regole e di ammazzare milioni di fringuelli, peppole, pispole, frosoni e storni da ottobre a dicembre.

CABS e LAC hanno immediatamente preso le armi contro queste leggi chiaramente illegittime, che i consiglieri regionali ogni anno continuano a votare. A ottobre c’è stato un incontro a Bruxelles col gabinetto del Commissario Potocnik, mentre a Milano il nostro ufficio di avvocati ha presentato ricorsi su ricorsi.

Ne è seguito un caos di sospensive e controsospensive che solo ha dimostrato quanto la situazione giuridica italiana sia nebbiosa e quanto il piacere di 33.000 sparacchiatori possa spingere politici e giudici a violare leggi e buon senso.

I roccoli sono stati chiusi, riaperti, poi richiusi, mentre per le 5 specie protette si parla di una nuova chiusura anzitempo. Infatti, di fronte alla nuova messa in mora dell’Italia da parte della Commissione Europea con rischio sempre più concreto di grosse ammende, Formigoni ha chiesto alla Giunta una seduta straordinaria per abrogare le due leggi, perché illegittime.

Ovviamente hanno chiuso il recinto dopo che i buoi sono scappati.

Come intendono ora ridare vita ai milioni di uccelli protetti che sono stati massacrati nel frattempo?

Il 15,16, 22 e 23 ottobre i partecipanti al campo insieme ai volontari della LAC hanno deciso di organizzare dei presidi su Colle San Zeno per ostacolare i cacciatori presenti, in procinto di massacrare i piccoli migratori di passo "in deroga". Con una media di 1.500 spari in un'ora, quello a cui hanno assistito gli ambientalisti è andato oltre ogni più terribile immaginazione: il materiale video è stato poi assemblato per realizzare un filmato di denuncia.

 

La Lega, partito per l’illegalità e il bracconaggio

  • Pettirosso morto in una sep inchiodata ad un albero

    Pettirosso morto in una sep inchiodata ad un albero

La Lega Nord, ex partito di governo complice di tutte le schifezze di era berlusconiana (oltre che artefice delle deroghe), è anche il partito che regge numerosi municipi delle valli bresciane.

E non si può dire che non esprima bene le richieste dei bracconieri e cacciatori valligiani.

Il 22 ottobre a Collio Valtrompia la Lega ha indetto una raccolta firme per chiedere l’allontanamento dei forestali del NOA dalle valli bresciane.

Sebbene presenti c’erano poche decine di persone, i giornali locali hanno dato notevole spazio all’evento sotto richiesta dei cacciatori, che curiosamente non vogliono controlli fra i piedi.

Caccia e bracconaggio sono ancora una volta sinonimi nelle valli di Brescia.

 

Guardie venatorie volontarie

Le guardie venatorie volontarie del WWF e della LAC hanno svolto anche quest’anno un egregio lavoro di controllo dei cacciatori e – come da prassi – hanno riscontrato l’usuale disinteresse per le leggi tipico del mondo venatorio bresciano. Due o tre denunce penali al giorno sono la regola: richiami acustici, specie protette abbattute o richiami detenuti illegalmente (provenienti dal bracconaggio con reti) sono i reati contestati più diffusi. Le guardie volontarie sono state ospitate nelle strutture del campo e le loro spese rimborsate in parte dal CABS.

 

Incidenti

Quest’anno non vi sono stati incidenti, neppure di piccola entità, che coinvolgessero i nostri volontari. Due forestali del NOA invece sono stati vittime di due casi piuttosto gravi: durante un appostamento un agente è stato colpito da una schioppettata sparata da un cacciatore che riteneva di dover sparare di fronte a qualsiasi movimento (prima di guardare di cosa si trattasse). In un secondo caso un forestale è stato ripetutamente colpito in una colluttazione con un bracconiere in fuga, che comunque è stato riconosciuto e denunciato.

 

Costi del campo

Il costo del campo è stato di circa 23.000 euro, somma coperta interamente dalle donazioni dei sostenitori del CABS e da un contributo generoso della Karl-Kaus-Stiftung für Tier und Natur (Brema). 8.500 euro andranno invece per contribuire ai costi legali, sorti dai ricorsi contro le deroghe.

1 dicembre 2011

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