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Valli Bresciane 2009

Si è concluso ai primi di novembre il campo contro il bracconaggio ai piccoli uccelli dell’anno 2009.

  • Alcuni pettirossi morti

    Alcuni pettirossi morti

Il fenomeno, che sembrava in regresso negli ultimi anni, ha ripreso virulenza, soprattutto per quel che riguarda le reti, alcune lunghe anche 20 metri, che sono passate dalle 106 del 2008 alle 167 di quest’anno, di cui 40 nel solo territorio di Lumezzane.
Gli archetti ritrovati sono stati più di 2000, e bisogna ricordare che si riesce a ritrovare e a denunciare solo una minima parte delle trappole per la caccia illegale effettivamente montate nei boschi della Valcamonica, Valsabbia e Valtrompia.

Le reti sono state scoperte anche nei pressi dei capanni, e nella maggior parte dei casi avevano accanto le minuscole gabbie dei richiami, con uccelli protetti e non: passere scopaiole, frosoni, zigoli, lucherini, verdoni, codibugnoli e fringuelli, merli, tordi, senza dimenticare gli immancabili pettirossi.

  • Peppola sparata

    Peppola sparata

I volontari della Lac provenienti dalla Lombardia, dal Veneto, dalla Toscana e dal Lazio e del Komitee gegen den Vogelmord, hanno avuto giornate massacranti ma ripagate da buoni risultati: decine di bracconieri sono stati colti in flagrante e denunciati dagli agenti del NOA, che negli anni ha perfezionato il metodo delle indagini, ottenendo a volte risultati troppo scomodi.
Quest’anno, ad esempio, le pattuglie erano state richiamate a Roma ben due settimane prima del previsto, e solo grazie all’intervento dalle associazioni ambientaliste e a un’interrogazione parlamentare sono rimaste nelle valli ancora una settimana. Quello del NOA, nucleo specializzato nella lotta contro il bracconaggio, è un lavoro indispensabile in tutta Italia, perché il fenomeno è ovunque preoccupante. Le polizie locali non riescono a coprire tutto il territorio, e spesso non intervengono in alcune situazioni “scomode”.

Un centinaio gli uccelli sequestrati e consegnati ai Centri recupero per la cura e la riabilitazione.

Ricordiamo che la LAC ogni anno organizza corsi per la preparazione e per la selezione dei volontari per i campi antibracconaggio:
se ami la natura e vuoi fare qualcosa di concreto, non c’è niente come un’azione diretta per sentirsi utile e per esserlo davvero.