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Valli Bresciane 2008

Si chiude ufficialmente la campagna antibracconaggio 2008 della Lega Abolizione Caccia nelle valli bresciane Valtrompia, Valcamonica e Valsabbia.

  • Moscardino morto in un archetto

    Moscardino morto in un archetto

Nel corso delle attività, le valli interessate dal fenomeno del bracconaggio sono state passate a setaccio dai volontari della LAC, col supporto dei volontari del Komitee Gegen Den Vogel Mord, di ValleVegan e del centro recupero animali selvatici il Pettirosso.
Il bracconaggio, fenomeno in evoluzione continua che interessa molte parti d'Italia, nelle valli bresciane sta da qualche anno subendo una trasformazione e, sebbene siano meno frequenti i ritrovamenti di tese con centinaia di archetti ed i dati sulle quantità di trappole ritrovate siano inferiori rispetto al passato, non bisogna sottovalutare la "riconversione" dei metodi di caccia illegale indicato dall'ingente rinvenimento di sep, piccole trappole a scatto utilizzate solitamente per la cattura di topi. Un simile mutamento nelle tecniche di bracconaggio rende ulteriormente complicato il lavoro di ricerca e di eliminazione delle trappole stesse, che sono facilmente mimetizzabili ed occultabili. Si stima che un bracconiere che ricorreva all'uso di una tesa con 100-150 archetti, in media ora utilizzi circa 15-30 sep. A dispetto dell'esiguità di tali numeri, si deve considerare che la sep viene posizionata con un'esca viva (una piccola camola), irresistibile per molti piccoli insettivori, soprattutto pettirossi; si tratta inoltre di una trappola agilmente occultabile (ad esempio in una tasca), facilmente "armabile" e legalmente reperibile presso le ferramenta.

  • Pettirossi catturati da una rete

    Pettirossi catturati da una rete

Al crescente fenomeno delle sep, si accompagna l'aumento delle reti posizionate sui valichi ed anche in giardini privati.
Al ritrovamento di innumerevoli trappole si è accompagnato un notevole numero di segnalazioni di bracconieri alle forze preposte, tra i quali diversi capannisti, sorpresi nell'atto di armare sep o stendere reti a poca distanza dal proprio capanno da caccia.
Va infine prestata grande attenzione alla situazione relativa alla caccia con metodi propri del bracconaggio di cesene e tordi, soprattutto in seguito alla chiusura dei roccoli dovuta al ricorso della LAC presso il TAR.
Le specie trovate morte o liberate sono numerose: pettirosso, fiorancino, passera scopaiola, frosone, crociere, fringuello, merlo, scricciolo, verzellino, lucherino, tordo sassello bottaccio.
I volontari effettueranno ancora uscite sporadiche, soprattutto per trovare nuovi posti infestati dai bracconieri.
Ringraziamo il NOA del Corpo Forestale dello Stato, che anche quest'anno ha fatto un ottimo lavoro cogliendo in flagranza di reato oltre un centinaio di bracconieri in un solo mese.
Ricordiamo, infine, che i campi della LAC si svolgono nelle valli bresciane da ottobre a fine novembre, in Sardegna dai primi di dicembre e nelle Isole Pontine in primavera.