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Valli Bresciane 2007

archetti: 1.321, trappoline a scatto: 337, reti: 134, lacci di metallo: 8, bastoni di vischio: 4

Il 22° campo antibracconaggio a Brescia, organizzato e gestito dal CABS insieme con la LAC, si è svolto fra il 6 ottobre e il 4 novembre 2007.

  • Liberazione di una cincia

    Liberazione di una cincia

Con una durata di 4 settimane, questo campo è stato il più lungo mai realizzato in Italia e in Europa. Nel 2005 e 2006 il campo era stato di sole 3 settimane, mentre a novembre venivano svolte delle azioni di una settimana, per monitorare lo stato del bracconaggio dopo il periodo di massimo passo: in entrambi gli anni è stato rilevato che il fenomeno del bracconaggio era calato notevolmente in questo periodo dell’anno. Per questa ragione, a partire da quest’anno, si è deciso di concentrare lo sforzo dei volontari per 4 settimane consecutive.
Al campo hanno partecipato 24 tedeschi, 11 italiani, 2 polacchi, un israelita e un ambientalista bulgaro. Dal momento che il bracconaggio ha mostrato negli anni un lento ma progressivo declino, per il 2007 abbiamo stabilito di impiegare un numero leggermente minore di volontari: i 39 partecipanti hanno hanno investito in totale 269 giorni nella ricerca delle trappole, contro i 331 del 2006. Parallelamente al campo del CABS, anche le guardie venatorie del WWF hanno realizzato il loro campo annuale, sebbene in misura minore rispetto agli anni precedenti.
I risultati anche quest’anno sono stati importanti: il numero degli archetti rinvenuti – solo 6.000 – prova il continuo declino di questa forma di uccellagione. Anche le reti (133) sembrano voler diminuire lentamente, mentre ancora in crescita sono le trappoline a scatto. Le 347 che abbiamo rimosso stabiliscono un nuovo record rispetto agli anni precedenti. In aggiunta, come anche nel 2006, quest’anno sono stati rinvenuti di nuovo i bastoncini di vischio, a riprova del fatto che questo mezzo illegale è ancora in uso, anche se in forma minoritaria.

 

Modus operandi

I teams sono stati composti da 2-3 volontari, necessariamente vestiti con colori poco evidenti per poter passare inosservati nelle campagne e nei boschi. Ogni giorno un minimo di 3 e un massimo di 6 teams si è occupato di battere a setaccio una zona del bresciano. Tutti i punti controllati in cui si sono rinvenute le trappole, sono stati marcati su un supporto digitale per poi essere consegnati alle autorità come informazione addizionale per futuri controlli antibracconaggio. Le trappole sono state rimosse e distrutte, mentre gli eventuali uccelli curati e liberati.

 

Risultati
I teams nel complesso hanno condotto le loro perlustrazioni in 166 diverse località (vali, montagne, versanti) appartenenti alle 3 valli bresciane. Il numero più alto mai controllato. In 82 punti, noti per essere utilizzati dai bracconieri, non vi erano più trappole, mentre in 84 abbiamo avuto successo, distruggendo 1.321 archetti e 134 reti. Nel dettaglio:

    * archetti: 1.321
    * trappoline a scatto: 337
    * reti: 134
    * lacci di metallo: 8
    * bastoni di vischio: 42

I rinvenimenti di tese di archetti da parte del CABS negli ultimi 10 anni è un buon punto di partenza per osservare la progressiva estinzione del fenomeno. Nel 2001 i volontari rimossero 12.000 archetti in 2 settimane: la maggior parte delle tese avevano circa 200 trappole. Quest’anno invece, con 1.321 trappole in 4 settimane, la tesa più grande aveva 98 archetti. Se poi nel passato era raro trovare tese con meno di 20 archetti, quest’anno ben 18 tese avevano una ventina di archetti e 8 addirittura meno di 10.

 

  • Pettirossi allo spiedo con polenta: si braccona per questo e per gli introiti che ne provengono

    Pettirossi allo spiedo con polenta: si braccona per questo e per gli introiti che ne provengono

L’incremento delle trappoline dette “sep” è invece ragione di preoccupazione. Essendo meno visibili, i bracconieri si sentono probabilmente più tranquilli e le sostituiscono agli archetti. È anche vero d’altro canto che il potere di catturare di queste trappole è minore che l’archetto. Fatto sta che anche quest’anno si sono ritrovate numerose trappoline.
Per quanto riguarda le reti le fluttuazioni sono evidenti anno per anno, anche se in linea generale si possono spiegare con le aree in cui si concentra maggiormente l’impegno dei volontari. L’aumento di reti rinvenute nel 2005 è dovuto allo spostarsi delle operazioni più verso est, in Val Sabbia, dove l’uccellagione con reti è diffuso. In senso opposto, il decremento delle reti dalle 174 del 2005 alle 133 di quest’anno è dovuto alla nostra maggiore presenza in queste aree, fatto che obbliga i bracconieri a rinunciare o a spostari in altre ancora non battute.

Quest’anno per la prima volta si è portato alla luce un fenomeno precedentemente sconosciuto o sottovalutato: il bracconaggio nei giardini privati! In molti casi, soprattutto a Lumezzane e sul lago di Garda, le famiglie montano reti e archetti nei giardini di casa. Un nostro team ha iniziato pertanto a controllare intorno alle case, denunciando alla Forestale tutti i casi in cui si rinvenivano trappole in aree cintate.
Anche quest’anno ci sono stati poci casi di scontro fra bracconieri e volontari. L’unico incidente da registrare si è verificato sul lago di Garda, dove un cacciatore ha minacciato due volontari con il fucile, sparando infine un colpo ai loro piedi. In Val Sabbia invece un attivista in procinto di togliere delle trappole è stato aggredito con minacce da un trappolatore. Le trappole sono state comunque completamente rimosse.