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Sardegna 2010

5000 trappole per Avifauna, 105 Lacci per Ungulati, 1 Tordo e 1 Pettirosso liberato, 5 Tordi, 1 Ghiandaia e 1 Tordela Morti

  • Ghiandaia morta in un cappio

    Ghiandaia morta in un cappio

Una dozzina di volontari della Lega per l’Abolizione della Caccia – L.A.C. ha condotto la quattordicesima campagna anti-bracconaggio nel Cagliaritano che ha portato, nonostante giorni di maltempo, alla neutralizzazione di oltre 5 mila trappole per avifauna (lacci in nylon e crine a terra e su alberi) e ben 105 trappole per ungulati (cavi d’acciaio per la cattura di cervi e cinghiali).

La campagna, svoltasi in costante contatto con il Corpo forestale e di vigilanza ambientale e con la contributo del Gruppo d’Intervento Giuridico, ha visto, come di consueto, la partecipazione di volontari giunti da varie parti d’Italia con l’obiettivo di bonificare quanti più boschi e zone di macchia mediterranea dalle micidiali trappole posizionate dai bracconieri, per aiutare la costante attività nel settore del Corpo forestale e di vigilanza ambientale e delle altre Forze di polizia.

Numerose le aree battute, nei territori comunali di Capoterra, Uta, Assemini, Santadi. Sono stati anche rinvenuti e liberati alcuni piccoli uccelli (pettirossi, tordi), prontamente liberati.

Il bracconaggio è un’attività illegale e distruttiva del patrimonio ambientale (si stimano n. 120 bracconieri "fissi" + n. 350 "occasionali" nella sola Capoterra). Il giro di affari è di sensibili dimensioni: basti pensare che una sola griva (spiedo di 8 tordi) costa al mercato illegale un centinaio di euro al dettaglio.

Tuttavia fra i principali "fruitori" finali del bracconaggio sembrano proprio essere alcuni noti ristoranti del Cagliaritano nei confronti dei quali appaiono necessarie ispezioni senza preavviso da parte delle Forze dell’ordine.  Da non tralasciare il controllo, nel periodo delle festività natalizie, dei mercati pubblici.

Tutte le trappole rinvenute sono state naturalmente consegnate al Corpo forestale e di vigilanza ambientale quali corpi di reato.
La caccia di frodo è, infatti, un reato contravvenzionale punito dalla legge n. 157/1992 e successive modifiche ed integrazioni con sanzioni penali (art. 30) e con sanzioni amministrative (art. 31), nonché dalla legge regionale n. 23/1998 e successive modifiche ed integrazioni (art. 74).

Graziella Zavalloni, coordinatrice della campagna anti-bracconaggio della L.A.C., in proposito ha dichiarato:
"anche quest’anno siamo fortemente soddisfatti dell’aiuto fornito a Corpo forestale e Carabinieri che  combattono il bracconaggio ogni giorno, ma siamo convinti della necessità di un impegno molto più incisivo nei confronti degli acquirenti e un deciso rafforzamento delle sanzioni: sequestri dei mezzi utilizzati per il bracconaggio, auto comprese, ispezioni in ristoranti e mercati. Il bracconaggio è un vero e proprio danno al patrimonio ambientale, è un vero e proprio furto ai danni di tutti noi".

 

La L.A.C. conduce campagne anti-bracconaggio nelle zone del Paese dove il fenomeno è più grave: in Sardegna come nelle Valli Bresciane, a Ponza come nelle Valli Venete, nel Bergamasco come sull’Appennino ligure. Lega per l’Abolizione della Caccia