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Sardegna 2008

130 reti da uccellagione, 10300 trappole per Avifauna, 37 Lacci per Ungulati

  • Alcune delle trappole rimosse

    Alcune delle trappole rimosse

Una quindicina di volontari della Lega per l’Abolizione della Caccia – L.A.C. ha condotto la dodicesima campagna anti-bracconaggio nel Cagliaritano ed ha portato alla neutralizzazione di ben 10 mila trappole.

La campagna, svoltasi in costante contatto con il Corpo forestale e di vigilanza ambientale e con la contributo del Gruppo d’Intervento Giuridico, ha visto, come di consueto, la partecipazione di volontari giunti da varie parti d’Italia e dalla Germania (del Komitee gegen den Vogelmord, il Comitato tedesco per la tutela dell'avifauna) con l’obiettivo di bonificare quanti più boschi e zone di macchia mediterranea dalle micidiali trappole posizionate dai bracconieri, per aiutare la costante attività nel settore del Corpo forestale e di vigilanza ambientale e delle altre Forze di polizia.
Numerose le aree battute, nei territori comunali di Capoterra, Uta, Assemini, Santadi.

Sono state neutralizzati e rimossi n. 16 lacci in acciaio per la cattura di ungulati (cervi sardi e cinghiali), circa 10 mila lacci in nylon e crine per la cattura di avifauna selvatica, utilizzati dai bracconieri per la cattura delle grive.  Sono stati anche rinvenuti 4 tordi bottaccio, 1 tordo sassello, 2 pettirossi e 1 verdone, 1 merlo, purtroppo già morti.

Il bracconaggio è un’attività illegale e distruttiva del patrimonio ambientale (si stimano n. 120 bracconieri “fissi” + n. 350 “occasionali” nella sola Capoterra). Il giro di affari è di sensibili dimensioni: basti pensare che una sola griva (spiedo di 8 tordi) costa al mercato illegale 40-50 euro al dettaglio.

Tuttavia fra i principali “fruitori” finali del bracconaggio sembrano proprio essere alcuni noti ristoranti del Cagliaritano nei confronti dei quali appaiono necessarie ispezioni senza preavviso da parte delle Forze dell’ordine. Da non tralasciare il controllo, nel periodo delle festività natalizie, dei mercati pubblici.

  • Cappi per avifauna

    Cappi per avifauna

Tutte le trappole rinvenute sono state naturalmente consegnate al Corpo forestale e di vigilanza ambientale quali corpi di reato.
La caccia di frodo è, infatti, un reato contravvenzionale punito dalla legge n. 157/1992 e successive modifiche ed integrazioni con sanzioni penali (art. 30) e con sanzioni amministrative (art. 31), nonché dalla legge regionale n. 23/1998 e successive modifiche ed integrazioni (art. 74).

Graziella Zavalloni, coordinatrice della campagna anti-bracconaggio della L.A.C., in proposito ha dichiarato: “siamo particolarmente soddisfatti dell’aiuto fornito a chi combatte il bracconaggio quotidianamente, ma chiediamo con forza un impegno incisivo nei confronti degli acquirenti e un deciso rafforzamento delle sanzioni: sequestri dei mezzi utilizzati per il bracconaggio, auto comprese, ispezioni in ristoranti e mercati. Il bracconaggio è un vero e proprio danno al patrimonio ambientale, è un vero e proprio furto ai danni di tutti noi”.