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Puglia

ZONE DI BRACCONAGGIO NEL PARCO NAZIONALE DELL’ALTA MURGIA

Nella settimana di ferragosto 2013, volontari delle associazioni LAC e TerrAnomala si sono recati nel Parco Nazionale dell'Alta Murgia per conoscere direttamente il bracconaggio dei cinghiali nel territorio pugliese.

Appoggiandosi a guardie LAC della zona, i volontari hanno potuto capire che la situazione è molto difficile da monitorare e contenere.

In questo territorio i bracconieri usano poco i lacci, probabilmente per la difficoltà di posizionare i cappi in un bosco così aperto e con troppi passaggi degli ungulati. Questo tipo di trappola è micidiale: un cappio munito di nodo scorsoio cattura l’animale condannandolo ad un’orribile morte per soffocamento.

Dall’inizio dell’anno ne sono stati ritrovati un centinaio nelle aree comprese tra il bosco di Scoparella, bosco Venanzio e bosco S. Magno a ridosso dei muretti a secco che delimitano le proprietà dei terreni.

  • Pozza creata per attirare i cinghiali

    Pozza creata per attirare i cinghiali

Un altro modo usato per catturare i cinghiali soprattutto in estate è quello di scavare delle buche nel sottobosco,  riempirle d'acqua e pasturare ed attendere che qualche animale vada a dissetarsi e/o mangiare, per finirlo con un colpo secco di fucile.

Questa orribile pratica è ormai frequente in tutto il territorio del parco.

I volontari della LAC e TerrAnomala hanno potuto verificare che nei dintorni del bosco di San Magno, erano scavate buche da poco secche.

  • Branco di Cinghiali in fuga

    Branco di Cinghiali in fuga

Nel Parco, il bracconaggio più frequente è lo sparo nel branco. E' un metodo abbastanza sicuro per la conformazione del territorio, esteso e boscoso. Per non farsi sorprendere con le armi mentre entrano o escono dal Parco, i bracconieri usano nascondere i fucili in buche nel terreno o in appositi cavità opportunamente scelte per recuperarli al bisogno.

Negli ultimi anni si è diffusa anche la pratica di rincorrere ed investire i cinghiali con grossi fuoristrada o pick-up, eventualmente finirli se feriti con un coltello e caricare sul mezzo solo le parti che interessano, macellandoli quindi, direttamente sul luogo.

  • Branco di Cinghiali

    Branco di Cinghiali

Altre zone di bracconaggio sono: il bosco di Gravina (o Difesa Grande), che rimane fuori dal Parco e richiama “appassionati” dalla Basilicata, il Bosco Il Quarto, il Bosco la Resega, la Foresta di Mercadante e la zona boscosa di Poggiorsini.Il cinghiale viene cacciato come trofeo e per la carne. I bracconieri forniscono i ristoranti e/o macellerie della zona   sia di carne da cucinare che di esemplari da aggiungere agli allevamenti regolari, non controllati a dovere e quindi di facile incremento numerico.

La scusa ufficiale per la caccia al cinghiale è sempre la dannosità dell'animale, che invece è vittima dello sfruttamento umano del territorio: ogni anno i cinghiali si ritrovano in un territorio sempre più delimitato a causa degli incendi che ogni anno devastano l'intera zona delle Murge, vera causa dei loro occasionali banchetti negli orti dei contadini.

20 settembre 2013

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