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Isole Pontine 2011

Diario di Ponza dal 20/4 al 4/5
Il campo ha avuto inizio con un serie di problemi culminati nell'aggressione del 2 maggio.

 

  • Uccello morti in una trappola

    Uccello morti in una trappola

2 Aprile, Andrea perlustra l'isola da solo, trovando siti attivi per trappole in parecchi posti già conosciuti ma anche in tante altre nuove zone, fotografa persone con decine di trappole in mano e con sacchetti pieni di uccelli.
La presenza di Andrea è affiancata da un ispettore della Forestale che da anni collabora con i volontari LAC.
Due trappolatori vengono denunciati, gli altri fotografati sono ancora al vaglio di indagini perchè sorpresi da Andrea dopo la partenza dell'ispettore.
Il 18 Aprile, da Ponza mi arrivano messaggi di allarme:”stanno sparando come matti!”
Il 20 arriva il primo turno con un problema: un volontario ha problemi famigliari e non può andare per cui il resto dei partecipanti erano preoccupati perché vista la situazione pesante di spari e la mancanza della Forestale, essere meno di 6 non era certo rassicurante.
Il primo giorno i volontari arrivano sulla piana e colgono in flagrante una decina di cacciatori con fucili: gli isolani non si aspettavano questo effetto sorpresa. Riescono a fotografare bracconieri con fucile e con trappole e durante la notte sequestrano un richiamo elettroacustico proprio dietro la casa del bracco più famoso e protetto.
La Forestale non può venire a fare dei controlli e per i volontari non è facile presidiare quest'isola: proprio per il fatto di essere piccola ognuno si conosce, controlla ogni spostamento e anche i muri hanno le orecchie.
Le belle foto molto dettagliate scattate dal primo turno saranno consegnate all'ispettore che procederà con una denuncia.
Il 25 aprile arriva il secondo turno, ci scambiamo le informazioni e siamo subito operativi,ma ormai l'effetto sorpresa è svanito, infatti riscontriamo subito i primi disagi: Ponza si deve girare o in pullman o a piedi.
Infatti la mattina alle ore 5.00 avremmo dovuto prendere il primo pullman ma come accadde al turno precedente gli orari erano boicottati. Gli autisti e non solo loro, sono tutti collusi, amici dei bracconieri quindi abbiamo perlustrato varie zone dall'altra parte dell'isola a piedi.

  • Balia liberata

    Balia liberata

Il primo giorno il presidio va abbastanza bene ma per 2 due giorni incomincia a piovere. C'è un forte passo, l'isola è invasa da uccelli stremati: luì verdi, pigliamosche, averle capirosse, stiaccini, quaglie, rapaci e tanti ancora. Migliaia di chilometri per effettuare la migrazione e trovare poi la morte certa a Ponza e sulle altre isole.
Troviamo anche noi molti siti per trappole chiaramente usate ma vuote, confermando l'ipotesi più volte sottolineata che i bracconieri le tolgono e le mettono se ci vedono in giro. Gli uccelli essendo cosi stremati ed affamati finiscono facilmente in una trappola con camola anche se posizionata per sole 2 ore, e sono principalmente insettivori.
Il secondo giorno non piove e alle 6.00 siamo sulla piana per il presidio, Katia aveva con sé occhiali con telecamera e possiamo registrare tutte (o quasi) le ingiurie e intimidazioni dei bracconieri in picchetto durante la nostra salita sulla piana. Al nostro arrivo si sentono spari da tutte le parti ma non sulla piana, purtroppo eravamo in pochi, avvisati 1515 e 122 ma con pochi risultati. Finiamo il nostro presidio perché dopo una certa ora i turisti girano e i bracconieri smettono di sparare.
Durante una perlustrazione in tre andiamo a controllare un posto segnalato: Monte Schiavone, luogo ormai conosciuto perché usato molto come punto di sparo.
La mattina ci alziamo tardi, alle 5.30, e alle 6.00 incominciamo a sentire ripetuti spari su tutta l'isola.
Saltiamo giù dai letti per andare sulla piana, ma sapendo che sarebbe arrivato l'ispettore che voleva fare un blitz vicino alla casa del bracconiere più famoso detto "o' Pallone", restiamo lontano dalla piana per tutta la mattina in attesa dell'arrivo dell'elicottero del CFS. L'elicottero finalmente arriva sorvolando tutta l'isola e gettando scompiglio.
Poi finalmente vengono sequestrare le trappole dei tipi fotografati da Andrea il 2 aprile: trappole che da anni nessuno riusciva più a controllare perché sempre presidiate dai bracconieri nelle loro sedicenti proprietà private (quasi sempre abusi edilizi). Sul luogo troviamo anche noi trappole e uccellini principalmente stiaccini purtroppo in fin di vita.
La mattina del 29 il presidio inizia alle 5.00 sulla piana. Anche questa volta il pullman ci boicotta, alla fermata molti insulti e lievi intimidazioni di altri che giravano in moto e in auto per controllare i nostri spostamenti.
Con una mossa inaspettata ci allontaniamo dalla fermata e dopo 20 minuti di cammino lungo la strada, blocchiamo con le torce il pullman che ci carica per forza.

  • Gruppo di trappole e uccelli sequestrati

    Gruppo di trappole e uccelli sequestrati

Accolti sul posto con un altro "comitato di benvenuto" decidiamo di non salire subito sulla piana al buio perché la situazione è molto tesa. Aspettiamo il chiaro e ci posizioniamo nel punto più alto per avere la vista di tutta la piana di Incenso (luogo meraviglioso) e ad un certo punto arrivano tre energumeni con bastoni verso di noi. Chiamiamo il 112 e finalmente riusciamo a far salire i carabinieri ma senza concludere molto perché nel frattempo i soggetti si erano dileguati.
Al cambio turno arrivano i volontari di Vallevegan e purtroppo il primo giorno vengono malmenati, Piero conosce molto bene l'isola perché da anni svolge il campo a Ponza scoprendo siti attivi con vischio, riuscendo con successo a filmare gli aggressori.
Grazie al loro sacrificio ed impegno accade quello che serviva a Ponza: grande attenzione mediatica.
Dopo l'aggressione tutti si sono mossi. Vari politici sostengono il loro lavoro, persino il Comune ha mandato un comunicato che esprime solidarietà ai volontari attivi a Ponza.
Oggi 4 maggio l'ispettore Giulivo mi informa, che i tipi fotografati dal primo turno e il famoso o' Pallone sono stati denunciati per atti di bracconaggio e maltrattamento di animali
Forse il NOA (il Nucleo Antibracconaggio del Corpo Forestale) tornerà a Ponza e sulle altre isole grazie al grande impegno di tutti i volontari che dedicano il loro amore per una causa cosi diffi cile e importate come la lotta a caccia e il bracconaggio e vale ricordare che le persone fermate sull'isola per bracconaggio sono risultate essere tutte titolari di porto d'armi: i bracconieri sono come sempre i cacciatori .


I Volontari LAC, Vallevegan, CABS

25 maggio 2011