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Isole Pontine 2006

Resoconto del campo di sorveglianza organizzato dalla LAC, con l'ausilio dei volontari di Agire Ora, nell'isola di Ponza per impedire o limitare il bracconaggio.

 

  • Uccello morto in una trappola

    Uccello morto in una trappola

Le tecniche usate dai cacciatori di frodo isolani , ambedue vietate, sono due: l'abbattimento con uso di armi da fuoco in periodo di divieto generale (violazione penale) di tortore e quaglie,anche con l'ausilio dei vietatissimi richiami acustici elettromagnetici ; la seconda, ancora pi&ugrav e; deleteria per i migratori, è il trappolaggio praticato con piccole tagliole che uccidono centinaia di esemplari protetti quali usignoli, pettirossi, cutrettole e averle, facili prede perché piccoli animali che stanchi e stremati ricercano insetti per rifocillarsi, ma che con l'inganno finiscono nei piatti di persone senza scrupoli.

Da qualche anno a Ponza sono comparse anche le reti da uccellagione che possono recare gravissimi danni alle popolazioni delle specie migratrici, in quanto possono catturare decine di uccelli al giorno, tra le quali upupe, rigogoli, cuculi, balie nere, averle capirosse.
Chi fa uso di queste reti solitamente lucra e immette nel mercato animali che non hanno neanche subito un controllo sanitario. In 4 settimane di campo a Ponza sono state raccolte dai volontari e dalle guardie della LAC 150 trappole e 25 reti, tutte nelle zone ad alta presenza di bracconieri e liberati ancora vivi decine di uccelli.

 

La cosa che sconcerta è che i bracconieri sull'isola sono veramente una minima parte rispetto alla popolazione e ci si domanda il perché l'amministrazione pubblica e le forze dell'ordine non riescano a isolare e debellare questa piaga che sta seriamente mettendo in cattiva luce Ponza. I bracconieri per nascondere gli spari spesso fanno scoppiare petardi semplicemente per depistare e confondere chi cerca di controllare il territorio, e se si trovano trappole negli orti i proprietari si difendono dicendo che potrebbe averle messe chiunque.

I volontari durante i presidi hanno dovuto subire minacce verbali e dispetti di ogni genere, come gomme sgonfiate e lanci di petardi; ma l'episodio più grave è accaduto durante l'inizio del quarto turno, quando tre volontari armati solo di binocolo e cellulare assistevano all'abbattimento di 15 tortore e subivano gravi minacce a mano armata; fortunatamente una guardia venatoria della LAC presente al campo ha presentato denuncia alla Polizia provinciale e ai carabinieri.

Un secondo episodio è accaduto a pochi giorni di distanza dal primo, quando due volontarie denunciavano un'altro bracconiere che sparava all'impazzata, portando al comando dei carabinieri le foto come prova del reato.

Il 16 maggio è stata trovata e segnalata alla Polizia provinciale di Latina una rete lunga 12 metri alta 4 all'interno della Villa delle Tortore, una villa comunale chiusa al pubblico; questa rete catturava decine di uccelli al giorno; infatti sotto di essa sono state ritrovate montagne di spiumate delle prede pulite sul posto.

 

I presidi si sono svolti dal 10 al 30 aprile, poi son o ripresi il 7 maggio e continueranno per tutto il mese corrente.
Si è garantita la presenza di 40 volontari che in gruppi di 5-7 per turno hanno perlustrato l'isola in lungo e in largo, privilegiando le aree critiche di Piana d'Incenso e Monte Guardia.

Si auspica che in autunno (alla riapertura della caccia in settembre), e nel periodo di divieto generale della primavera 2007, Ponza sia presidiata meglio da Corpo Forestale dello Stato e Polizia Provinciale.

Il consigliere regionale dei verdi Enrico Fontana ha risposto al nostro accorato appello, e ha incontranto i ragazzi che da 4 settimane stanno presidiando l'isola di ponza il suo impegno, sarà quello di garantire Una presenza stabile del Corpo forestale dello Stato a Ponza durante la stagione migratoria per prevenire e reprimere le azioni di bracconaggio in un'isola considerata "nodo strategico per l'avifauna migratoria''.

 

Sull'isola è stata organizzata una conferenza stampa, dove sono stati portati alcuni degli arsenali di morte rimossi e distrutti dai volontari della Lac e di Agire Ora e Collettivo animalista

25 maggio 2006

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