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Isole Pontine 2005

Si conclude il campo antibracconaggio della lega abolizione caccia con un bilancio interessante: il lavoro di controllo e dissuasione degli spari gestito dai volontari con presidi nel luogo più ambito dai cacciatori ha dato ottimi risultati.
Sparavano, ma molto meno rispetto agli altri anni.

 

  • Tordo morto in una trappola

    Tordo morto in una trappola

Si sono verificate poche situazioni di tensione, spari vicino agli alloggi dei volontari tentativi di investimenti e lancio di uccelli morti sul terrazzo di casa Si è passati anche al grottesco, perchè i cacciatori esasperati dai nostri presidi sulla piana durati 4 settimane dalle 5 del mattino fino alle 10 con una presenza costante di 6-8 volontari per turno, presi dalla disperazione sono arrivati al dialogo e alla richiesta di i un compromesso "lasciateci sparare per almeno un’ora tanto dopo le dieci arrivano i turisti".

Un richiesta assurda che naturalmente non è stata accolta ma che dimostra l'ignoranza di chi si considera non tutelato, le loro ragioni erano quelle che vivendo su un’isola non hanno molto da sparare e che a differenza degli altri paesi europei che possono “cacciare tutto l’anno” loro non si possono divertire e svagare come fanno in “Marocco” che considerano paese europeo assurdità delle quali sono veramente convinti, un quadro comico drammatico.

Siamo soddisfatti per aver danneggiato i loro piani, grazie ad una volontaria, che aveva osservato un cacciatore appeso alla scogliera a sistemare richiami, segnalandolo alla polizia provinciale che per fortuna era di turno a ponza, siamo riusciti a far sequestrare 7 richiami elettronici e a rimuovere batterie per auto utilizzate per azionare i filofon.

La situazine delle trappole invece è peggiorata: ne sono state rimosse e consegnate ai carabinieri oltre 550, una cifra esorbitante per ponza, nelle quali sono stati rinvenuti usugnoli, codirossi, pettirossi, stiaccini, sterpazzole, saltimpalo, ballerina bianca, tordo bottaccio, balia nera, codirosso spazzacamino, in un totale complessino di 60 uccelli rinvenuti morti e di 5 uccelli liberati sul posto.

Il danno maggiore viene inflitto da queste micidiali trappoline, ad alto tasso di cattura che sono ubicate negli orti, che uccidono uccelli protetti e che non si riesce a reprimere.
Il nostro continuo lavoro di bonifica non riesce a trovare il necessario appoggio delle autorità, i carabinieri sono l'unica forza presente sull'isola, ma a loro risulta difficile la gestione del problema perchè non possono fare appostamenti, unico metodo efficace per cogliere sul fatto il bracconiere.
Sia la Forestale che la Polizia Provinciale causa poco personale e causa mancanza di sedi permanenti trovano difficile anche loro la gestione della situazione, sull’isola ogni movimento e' “sotto controllo” e sanno chi viene e chi va, la loro presenza causa, tanti altri atti di bracconaggio da Ischia e altree isole si limita a periodi di breve durata.

Come già si sa il NOA ha fatto un ottimo servizio di vigilanza su Palmarola vicina isola di grande importanza per la migrazione e dove sono stati avvistate fortunatamente molte specie di uccelli. Durante il campo alcuni cacciatori che disturbati dai presidi si trovavano a non fare niente hanno dialogato con i volontari e tra le tante cose dette c'era l’amarezza di non poter andare a Palmarola perchè era presidiata dalla forestale.

I volontari, hanno verificato che il danno inflitto dalla bonifica cioè, dalla sola rimozione delle trappole, ha avuto poco impatto, perchè a distanza di 3 settimane dai primi ritrovamenti sono stati rinvenute le trappole negli stessi siti.
La ricerca non risulta facile, proprio perchè sono ubicate vicino alle abitazioni ma solo grazie all’esperienza e alla conoscenza dell'isola si è riusciti almeno a rimuovere gli arsenali.
Siamo riusciti a far intervenire i carabinieri solo poche volte sulla piana, ma un'operazione che almeno ha dissuaso i cacciatori e' stata quella della ricerca di fucili che avevamo visto abbandonare nella macchia, purtroppo dei fucili nessuna traccia ma siamo riusciti a trovare 50 cartucce nuove di pacca nascoste sotto ai cespugli.

Sono state fatte interviste ai turisti e agli abitanti di ponza, molti si rendono conto del danno inflitto dalla caccia come la quantità esorbitante di bossoli disseminati sul pianoro, e come il disturbo ai residenti che devono sopportare, i vicini che sparano a volte dalla casa o che tra le fave posizionano le trappoline.
Dialogando, anche con i cacciatori-bracconieri, ci si è resi conto che è essenziale un aiuto all’isola che durante i periodi invernali e durante il periodo del turismo si trova senza acqua o a pagarla di più a causa dei turisti. Questo secondo noi potrebbe essere un punto di nuovi propositi, aiutiamo si' l’isola, ma questa volta siamo noi che chiediamo un compromesso, “più acqua per ponza niente spari sui i migratori” almeno durante il silenzio venatorio, von l’impegno da parte nostra di aiutare e di non danneggiare l’immagine di un’isola che è un vero gioiello del mediterraneo

Altro proposito per il nuovo anno scolastico, grazie ai contatti presi con gli insegnanti andremo nelle scuole a raccontare la storia del popolo migratore, con filmati foto e rappresentazioni teatrali, e come impegno civile si andrà sulla piana d’incenso a ripulirla dalle migliaia di bossoli abbandonati.

Un ringraziamento per tutti i 45 volontari, provenienti dal Lazio, Lombardia, Veneto e Piemonte che si sono impegnati in questa maratona per la natura.

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