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novembre

8

2012

Isola del Giglio, ancora trappole e caccia selvaggia

  • Laccio attivo

    Laccio attivo

Dal 1 al 3 novembre 2012, volontari della LAC (Lega Abolizione Caccia) e di TerrAnomala si sono recati sull'Isola del Giglio per monitorare l'attività venatoria nel periodo di migrazione autunnale dell'avifauna.

Nelle vicinanze di alcuni sentieri secondari sono state trovate delle trappole sugli alberi e una gabbia-trappola attiva nel bosco; sono stati visti nelle vie del comune di Giglio Porto, cacciatori con il fucile in spalla o fra le mani e altri che riponevano nell'auto in strada il fucile sprovvisto di fodero.

  • Appostamento temporaneo

    Appostamento temporaneo

Nella giornata di Venerdì, che prevede il silenzio venatorio, sono stati rilevati numerosi appostamenti temporanei attivi, quando, invece, avrebbero dovuto essere smontati e resi inattivi. Le mulattiere e i percorsi turistici erano disseminati di cartucce usate, che per legge devono essere raccolte e smaltite fra i rifiuti speciali. Non è mancato nemmeno un atteggiamento aggressivo e prepotente nei momenti in cui si faceva notare ai cacciatori la pericolosità e l'illegalità di questi comportamenti.

  • Lacci disattivati

    Lacci disattivati

Sono stati ritrovati e disinnescati circa 120 lacci per conigli e mezza dozzina di schiacce, segno che il problema del bracconaggio contro i conigli selvatici non è ancora stato affrontato con la dovuta serietà e con una sentita collaborazione fra le istituzioni competenti, che dovrebbero informare sui metodi alternativi al bracconaggio (nella zona Parco anche finanziarli).

 

  • Lacci attivi

    Lacci attivi

Come già fatto notare in precedenza, le reti che riescono a proteggere orti e vigne sono state adottate negli ultimi mesi da molti contadini, ma tanti altri continuano a non considerarle, perpetuando l'uso dei cappi che strangolano i conigli, procurando loro una morte lenta e dolorosa.

Non è la prima volta che la LAC verifica tanta illegalità diffusa sull'Isola del Giglio, dentro e fuori la zona Parco. E' evidente che sono assenti i dovuti controlli, mancanza che fa credere alla maggior parte dei gigliesi di potersi comportare come vogliono e di poter ammazzare indisturbati tanti animali, senza incorrere in nessun tipo di sanzioni.

8 novembre 2012

http://www.abolizionecaccia.it/uploads/tx_lac/giglio_laccio_aprile_2012_detail_th.JPG

maggio

3

2012

Isola del Giglio: Il bracconaggio continua

Dal 28 aprile al 1 maggio, a distanza di un mese dall'ultima operazione antibracconaggio, i volontari della LAC (Lega Abolizione Caccia) e di TerrAnomala sono tornati sull'isola del Giglio.

In meno di quattro giorni sono stati rimossi 131 lacci e 16 schiacce.

  • Uccello morto in una schiaccia

    Uccello morto in una schiaccia

Nelle schiacce sono stati ritrovati piccoli uccelli (luì, verzellini e cince), conigli e ratti.

Nei confronti di un bracconiere è stata presentata una denuncia querela.

Nelle perlustrazioni effettuate si è potuto constatare che alcuni contadini hanno seguito i consigli dell'Ente Parco per proteggere meglio i loro vigneti utilizzando una recinzione adeguata. Tutti gli altri, però, cioè la maggior parte, continuano a preferire l'uso di lacci e schiacce.

Disporre intorno al proprio terreno questi strumenti di morte è un'attività illecita che, invece, viene svolta alla luce del sole in modo continuo. Basta percorrere i sentieri panoramici dell'isola, buttare un'occhiata attorno agli orti e notare queste trappole micidiali.

  • Una schiaccia attiva

    Una schiaccia attiva

Addirittura c'è chi ha predisposto nella rete dei facili passaggi per gli animali, passaggi simili ad archi, sostenuti da dei tubicini di ferro e con il laccio penzoloni per impiccarli.Noi ripetiamo che l'unica soluzione è proteggere bene il proprio terreno.

Questo sistema, che costerebbe ben poco alla collettività, ha bisogno di una REALE cooperazione fra gli Enti: Comune del Giglio, Guardia Forestale, Ente Parco, Sovraintendenza e Provincia di Grosseto. Collaborazione che fra persone interessate dovrebbe essere di facile attuazione, ma che in questo contesto sembra impossibile.

  • Un laccio attivo per catturare conigli

    Un laccio attivo per catturare conigli

Probabilmente le istituzioni stesse, lasciando i gestori dei terreni in balia di promesse di dubbia attuazione, come legalizzare la cattura dei conigli vivi con le trappole all'interno del parco (e poi cosa farne?), e la solita burocrazia ferrugginosa (nessuno delle persone da noi intervistate ha saputo dirci a chi chiedere i permessi e come reperire i fondi che sono a disposizione di tutti i contadini del luogo), fanno apparire difficoltosa la soluzione, portando tutti a pensare che "tanto non si puo far niente, quindi tutto è permesso"...

Agosto è vicino: la vegetazione dell'isola seccherà e i conigli affamati si riverseranno negli orti dove possono reperire cibo fresco. I contadini, se non si attuano le collaborazioni necessarie, rimetteranno lacci e schiacce, inducendo morte e sofferenza a degli animali che, ricordiamolo, sono stati introdotti dall'uomo e che ora l'uomo non può massacrare per pigrizia e ignoranza.

3 maggio 2012

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Isola del Giglio 2012

750 lacci per conigli e 150 schiacce rimosse. Trovate anche alcune trappole per uccelli, sep e cappi in nylon


Dal 18 al 24 marzo TerrAnomala e Nemesi Animale hanno partecipato al campo antibracconaggio organizzato dalla L.A.C. sull'Isola del Giglio.

In questo territorio il bracconaggio è incentrato sulla cattura ed uccisione dei conigli selvatici.

  • Schiaccia

    Schiaccia

In 5 giorni sono state rimosse 150 schiacciate e 750 lacci per conigli, alcune sep x uccelli e alcuni cappi di nylon (trappole tipiche del bracconaggio sardo utilizzate per la cattura dell'avifauna.

Questi ultimi sono stati molto utilizzati in passato, fino agli anni '40 circa, poi sull'isola toscana non se ne è più trovata traccia. Il ritrovamento di trappole per uccelli di piccole dimensioni evidenzia che il bracconaggio gigliese non è solo finalizzato alla "protezione" degli orti dai conigli, ma è ancora legato alla cattura indiscriminata di molte altre specie, dalla quale poter trarre profitto/sostentamento.

Oltre alle zone in cui da anni è stata constata una maggiore concentrazione di trappole, sono state perlustrate anche molte aree isolate.

Il problema della crescente popolazione di conigli non può essere risolto con le trappole, questo è ormai chiaro. Il bracconaggio non è una soluzione ma solo una pezza d'appoggio, che però sarà protratta nei decenni a venire se non si agisce con astuzia. Costerà la vita a migliaia di individui, colpevoli solo di esistere e di tentare di resistere in un'isola in cui si contano circa 1 trappola ogni 10 metri quadri. Oggi si hanno a disposizione tutti i mezzi per poter mettere fine a questa spirale di morte. Infatti il Parco Nazionale dell'arcipelago toscano ha in serbo un progetto che prevede il finanziamento di reti atte a recintare tutto il perimetro degli orti dei contadini che ne fanno richiesta compilando semplicemente un modulo.

  • Laccio per la cattura dei conigli

    Laccio per la cattura dei conigli

Purtroppo non c'è molta informazione a riguardo in quanto non tutti i contadini ne sono a conoscenza. Il nostro impegno sarà quello di far sì che tale progetto non si limiti solo ai terreni facenti parte del Parco Nazionale, ma che si estenda anche al di fuori di tali confini andando ad interessare tutti gli orti dell'isola.

Constatata la massiccia presenza di trappole per conigli, verranno effettuati sull'isola frequenti sopralluoghi e, accertata la presenza di un bracconaggio rivolto anche all'avifauna, verranno organizzati altri campi nel periodo tra settembre ed ottobre, mesi in cui l'isola del Giglio sarà interessata anche dal passaggio di molti uccelli in migrazione.

11 aprile 2012