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Cacciate i soldi

I cacciatori, secondo la legge avrebbero dovuto pagare i proprietari della terra su cui cacciano. E' ora di riscuotere

4L'articolo 15, comma 1, della Legge 157/92 impone il pagamento di una somma a tutti i proprietari e conduttori di fondi che sono utilizzati per l’esercizio venatorio.

  • Cacciatore

    Cacciatore

In pratica, i proprietari di terreni compresi nel Territorio agro-silvo-pastorale (TASP)  che non formi oggetto di divieto di caccia per altri motivi (oasi, parchi naturali, ecc.) ovvero le altre aree dove la caccia non può essere esercitata (improduttivo naturale, improduttivo antropico,  fondi chiusi, terreni inclusi nelle aziende venatorie) devono essere pagati.

Ciò in quanto il territorio agro-silvo-pastorale (TASP) è assoggettato a servitù venatoria o, secondo altri, ad una limitazione amministrativa del diritto di proprietà. In disparte la questione terminologica, le Regioni dovevano corrispondere dal 1992 ad oggi a tutti i proprietari o conduttori di terreni (centinaia di migliaia) somme che non sono state pagate.

La domanda è chi dovrebbe pagare tali somme ai proprietari?

La legge (art. 15, comma 2) dice che all’onere derivante dalle spese “si provvede con il gettito derivante dalla istituzione delle tasse, di concessione regionale”!

Cioè dovrebbero essere i cacciatori a sborsare, annualmente (nel loro complesso) milioni di euro per potere cacciare.

Per fare un esempio se si considera un indennità medio-bassa di € 70 all’anno per ettaro (pari a 0,007 al mq, una cifra irrisoria), moltiplicati per gli ettari ove sui svolge la caccia (1.277.000), si scopre che Regione Lombardia avrebbe dovuto pagare ai proprietari dei terreni – per l’anno 2011 – ben € 89.390.000. Se si considera ancora che nulla è stato pagato, gli arretrati di 10 anni ammontano a oltre 890 milioni di €, oltre interessi, solo per la Lombardia.

  • Un terreno senza cacciatori

    Un terreno senza cacciatori

In sostanza i cacciatori italiani, dal 1992, vanno a caccia gratis su 18 milioni di ettari di terreni rurali altrui,quando invece le Regioni avrebbero dovuto pagare milioni di € ogni anno ai proprietari dei terreni, tassando i cacciatori.

La Lega per l’Abolizione Caccia ha iniziato a raccogliere le adesioni dei proprietari e dei conduttori dei fondi (compresi nell’80% del territorio agro-silvo-pastorale) ove si svolge la caccia, per una class-action civile nell’interesse di proprietari e conduttori di terreni contro tutte le  Regioni per ottenere il pagamento del “canone venatorio” per il 2011 e per 10 anni arretrati.

Abbiamo predisposto il modulo che debitamente compilato deve essere spedito con raccomandata alla propria regione (o dove previsto dalle normative, alla propria provincia) al fine di richiedere il compenso per avere avuto i propri terreni inclusi nel territorio-agro-silvo-pastorale dove è ammessa la caccia.

Decorso il termine entro il quale la Regione (o la Provincia) dovrebbe pagare il contributo, si potrà agire in giudizio affinché il Tribunale determini l’entità del contributo/indennizzo dovuto e condanni l’Ente pubblico al pagamento del capitale (contributi dovuti), oltre agli interessi legali maturati.

Vi invitiamo a spedire una copia della lettera anche alla LAC, per permettere, una volta raggiunto un congruo numero di richieste, la promozione della Class Action.

I dati personali raccolti in questa iniziativa saranno trattati nel rispetto delle norme previste dal codice di regolamentazione della privacy (Dlgs 196/2003), per lo sviluppo della campagna e non verranno in nessun caso ceduti a terzi.

16 settembre 2011